Si impossessa dei beni di due sorelline rimaste orfane, arriva la condanna bis per l’amico di famiglia

Due sorelle, una 26enne e una minorenne all’epoca dei fatti, erano rimaste sole al mondo dopo che la loro mamma era deceduta in seguito a un drammatico incidente stradale. Per quella morte avevano ottenuto, come risarcimento, un gruzzoletto da parte dell’assicurazione ma erano finite nel mirino di un truffatore che in appena 2 anni era riuscito a far sparire oltre 100mila euro. Per quell’ammanco un 60enne riminese è stato condannato dal giudice monocratico a 1 anno con la sospensione della pena condizionata al risarcimento dell’intera somma. Oggi la sentenza di primo grado è stata confermata dalla Corte d’Appello che ha condannato l’uomo anche al pagamento delle spese procesuali.
Leggi le notizie di RiminiToday su WhatsApp: iscriviti al canale
I fatti risalgono al biennio 2017-2019 quando le due ragazze, assistite dall’avvocato Enrico Graziosi, erano riuscite a visionare le movimentazioni compiute sui loro conti correnti scoprendo così che il denaro era sparito. La vicenda inizia nel 2018 quando la madre delle vittime, entrambe di origini sudamericane, perse la vita in un sinistro e le sorelle avevano chiesto aiuto all’uomo che in passato aveva avuto una relazione con la loro madre. Il 60enne aveva preso in mano la situazione e, in diverse occasioni, si era spacciato come il legale delle due giovani andando a trattare con la compagnia assicurativa per ottenere il risarcimento in seguito all’incidente stradale. L’assicurazione, al termine dell’iter, aveva staccato un sostanzioso assegno per le due sorelline ma quello che credevano un “amico di famiglia” secondo le accuse avrebbe gettato la maschera ritagliandosi, comunque in maniera legittima, la cospicua cifra di 100mila euro dopo aver firmato la quietanza proprio in qualità di avvocato delle giovani.
Abbonati alla sezione di inchieste Dossier di RiminiToday
Nel corso degli anni successivi il patrimonio era stato ulteriormente eroso: secondo quanto emerso, infatti, sui conti correnti intestati alle sorelle erano presenti movimenti anomali per un totale di poco più di 100mila euro. Tutti prelievi che, per l’accusa, erano stati fatti in maniera del tutto ingiustificata dall’uomo, Rinviato a giudizio e finito a processo, il 60enne era stato quindi ritenuto colpevole di appropriazione indebita.
Source link




