sì del Campidoglio al progetto del post-Casamonica
Era il 2018 quando le ruspe entrarono in azione e le immagini delle ville abusive abbattute fecero il giro del mondo. Un’operazione simbolo della lotta alla criminalità, capace di restituire allo Stato un terreno per anni sottratto alla collettività.
Da allora, però, quel lembo di collina è rimasto chiuso dietro un cancello serrato, ostaggio dell’incuria e del tempo che passa, rischiando di trasformare una vittoria di legalità in un’occasione mancata.
A riportare l’attenzione sull’area è stata la consigliera capitolina Virginia Raggi, che in Aula ha ricordato come il progetto originario prevedesse un intervento corale tra Sovrintendenza e Dipartimenti comunali per dare nuova vita alla collinetta.
«Oggi l’area è totalmente degradata e non è un bel segnale», ha sottolineato Raggi, denunciando come la vegetazione spontanea abbia ormai inghiottito i resti delle demolizioni, cancellando il valore simbolico dell’operazione.
Ora, però, qualcosa si muove. Il nuovo impegno sottoscritto dal Campidoglio punta a rimettere in moto la macchina amministrativa e restituire dignità a quello spazio. Il piano prevede innanzitutto la bonifica dell’area, con la rimozione dei rifiuti e il contenimento della vegetazione infestante.
Ma non solo: l’obiettivo è valorizzare i resti dell’antico acquedotto presenti sul sito e trasformare la collina in uno spazio pubblico a vocazione sociale e storica.
Nel progetto rientra anche l’idea di inserire l’area in un circuito di mobilità dolce, collegandola alle piste ciclabili del Parco dell’Appia Antica, così da renderla parte integrante di una rete verde fruibile da cittadini e visitatori.
Il provvedimento impegna ora la Giunta Gualtieri a chiudere rapidamente l’iter progettuale. L’ambizione è chiara: trasformare via del Quadraro da luogo segnato per anni dall’illegalità a simbolo concreto del primato dello Stato.
«La nuova Collina della Legalità sarà l’esatto contrario di uno spazio oppresso dalla criminalità — ha ribadito Raggi — un luogo aperto, in cui le istituzioni creano valore sociale».
Una metamorfosi attesa da quasi un decennio e che, se portata a termine, potrebbe finalmente restituire al quartiere una ferita rimasta troppo a lungo aperta.
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