Si decide sul procuratore di Potenza
Si decide sul procuratore di Potenza, mercoledì la scelta tra le due candidature arrivate al plenum del Csm a parità di voti. A giocarsela il reggente Cardea e il capo dei pm di Vibo Valentia, Falvo.
POTENZA – Sarà deciso mercoledì 18 febbraio dal Consiglio superiore della Magistratura il prossimo procuratore della Repubblica di Potenza. Le due proposte formulate a dicembre dalla commissione competente per gli incarichi direttivi, a parità di voti, sono state già inserite all’ordine del giorno del plenum di Palazzo Bachelet. A contendersi la nomina, quindi, saranno l’attuale reggente della procura potentina, Maurizio Cardea, e il procuratore di Vibo Valentia Camillo Falvo. A esprimersi per Cardea, in commissione, sono stati tre togati: Domenica Miele, della corrente Magistratura democratica, Marco Bisogni, della corrente centrista Unicost, Marco Carbone, del correntone di sinistra AreaDg.
PER L’INCARICO DI PROCURATORE DI POTENZA: LE MOTIVAZIONI A SOSTEGNO DI CAMILLO FALVO
A favore dell’attuale procuratore di Vibo Valentia, invece, si sono espressi Felice Giuffrè, laico in quota Fratelli d’Italia, Enrico Aimi, laico in quota Forza Italia, ed Eligio Paolini, togato della corrente conservatrice Magistratura indipendente. Nella proposta di delibera a favore di Falvo viene sottolineata l’esperienza in una sede «di trincea» come quella di Vibo Valentia, «caratterizzata da una scarsa attrattività e da un costante turnover di magistrati di prima nomina». Anche in ragione di «un contesto territoriale di eccezionale complessità, caratterizzato da un grado di penetrazione della criminalità organizzata tra i più elevati a livello nazionale». Tanto che la provincia si colloca al primo posto a livello nazionale per numero di interdittive antimafia in rapporto alla popolazione. Alla base della preferenza accordata al suo profilo, poi, viene posta l’esperienza direttiva maturata, come capo di un intero ufficio giudiziario.
IL PROFILO E L’ESPERIENZA DI MAURIZIO CARDEA
Mentre Cardea nella domanda per il posto da assegnare ha potuto indicare soltanto quella semi-direttiva da procuratore aggiunto di Potenza. Diverso il ragionamento seguito dai sostenitori della nomina di quest’ultimo, che puntano forte sulla maggiore anzianità nel ruolo requirente. Nella sua domanda, infatti, il 65enne Cardea, originario di Salerno, ha potuto indicare 34 anni di anzianità nel ruolo di pm, mentre il 57enne Falvo, originario della provincia di Catanzaro, soltanto 17, anche in ragione di un periodo di 8 anni in cui è stato in servizio come giudice nel capoluogo calabrese.
A favore dell’attuale procuratore aggiunto vengono evidenziate, inoltre, le piccole dimensioni della procura guidata dal suo rivale, che «consta di un organico costituito dal dirigente, 7 sostituti e 7 viceprocuratori onorari». Mentre a Potenza sono previsti in pianta organica «13 sostituti e 14 viceprocuratori onorari», più un dirigente e un procuratore aggiunto, e Cardea, proprio in quanto procuratore aggiunto, guida: «il secondo dipartimento (con circa il 70% del carico dell’Ufficio), che ricomprende la III sezione (composta dall’Ufficio degli affari semplici e dall’Ufficio di collaborazione del procuratore), cui sono destinati i viceprocuratori onorari in servizio e 1 sostituto; la IV sezione (cosiddetta fasce deboli), cui sono assegnati 2 sostituti; la V sezione (criminalità economica, finanziaria e informatica), con 3 sostituti».
STORIA DELLA VACANZA E RINUNCE ALLA CANDIDATURA
A meno di ritorni in commissione e colpi di scena, la nomina del nuovo procuratore capo di Potenza, che è anche a capo dell’unica Direzione distrettuale antimafia lucana, arriverà un anno e mezzo dopo il congedo di Francesco Curcio, passato alla guida della procura di Catania a novembre del 2024. Inizialmente avevano presentato domanda per il posto anche l’attuale procuratore generale di Potenza, Francesco Basentini; il procuratore aggiunto Salerno Luigi Alberto Cannavale; il procuratore di Patti, Angelo Cavallo; il procuratore aggiunto di Catanzaro Vincenzo Luberto; il procuratore di Trani Renato Nitti.
Il sostituto procuratore generale della Cassazione Vincenzo Senatore; la pm Eleonora Fini di Roma; la pm Lucia Isceri di Taranto; il pm Vincenzo Quaranta di Rossano Calabro, e il più noto pm napoletano Henry John Woodcock, già a lungo in servizio a Potenza. Durante il corso della procedura, però, hanno rinunciato alla domanda Basentini, Cannavale, Luberto, Nitti, Cavallo, e Quaranta. Tra i restanti, infine, la commissione ha deciso di portare al plenum soltanto le candidature di Cardea e Falvo.
Source link



