Abruzzo

si chiude la procedura dopo le polemiche sul bando


Si chiude senza assegnazione la procedura per l’affidamento dei locali dell’ex Pescheria di via Arniense. Con una recente determina dirigenziale, il Comune di Chieti ha preso atto del mancato accoglimento dell’unica proposta pervenuta, lasciando di fatto lo spazio ancora senza un gestore.

L’avviso pubblico, pubblicato a gennaio, era finalizzato all’individuazione di un’associazione senza scopo di lucro cui affidare per un anno la gestione dell’immobile riqualificato e restituito alla città lo scorso ottobre, dopo un intervento da circa 270mila euro.

Entro i termini previsti è arrivata una sola candidatura, presentata congiuntamente dalla Federazione provinciale Coldiretti Chieti e dall’associazione Agrimercato d’Abruzzo. La proposta progettuale puntava a valorizzare l’ex Pescheria come spazio dedicato alla promozione delle eccellenze agroalimentari locali, con iniziative legate alla filiera corta, eventi tematici, attività espositive e momenti di incontro tra produttori e cittadini, in linea con la vocazione storicamente commerciale del luogo.

La proposta è stata esaminata dagli uffici competenti, ma non è stata accolta. Le motivazioni tecniche sono contenute nel verbale interno richiamato dalla determina, che ha formalizzato la chiusura della procedura senza assegnazione.

Il bando, però, era finito al centro delle contestazioni dei consiglieri di opposizione Mario De Lio, Stefano Costa e Damiano Zappone. I tre avevano parlato di “regolamento calpestato” e di gestione arbitraria di un bene monumentale, giudicando l’avviso illegittimo perché, a loro dire, in contrasto con il regolamento comunale e con le direttive del Ministero dell’Interno.

Dopo la discussione in aula del 9 febbraio, i consiglieri avevano presentato una formale istanza di accesso agli atti, trasmettendo la documentazione anche al prefetto di Chieti. Tra i punti sollevati, la presunta assenza di criteri oggettivi di punteggio e graduatorie tecniche, la discrezionalità riconosciuta all’amministrazione nella scelta e la tempistica ritenuta troppo ristretta per la presentazione dei progetti.

Ora, con la determina che sancisce la mancata assegnazione, l’ex Pescheria – ribattezzata anche Expe – resta in attesa di una nuova iniziativa che ne consenta l’effettiva apertura e l’utilizzo stabile come luogo di incontro, cultura e promozione del territorio. Un epilogo che riapre il dibattito sulla gestione dei beni pubblici e sul futuro concreto di uno degli spazi simbolo del centro storico teatino.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »