si cercano altri 2 ragazzi presenti

SAN BENEDETTO Un Capodanno alcolico finito nel peggiore dei modi. Sarebbe questo il movente della violenta rissa scoppiata alle 3 del mattino del 1° gennaio: appena possibile i protagonisti dovranno spiegare agli inquirenti cosa è accaduto all’interno del Jonathan e cosa li ha portati a uscire poi dal locale dove è spuntato un coltellaccio da carpentiere capace di sfregiare la vittima, un diciassettenne di Pescara.
La ricostruzione
Le indagini coordinate dal sostituto procuratore di Ascoli, Cinzia Piccioni e realizzate dagli uomini del commissariato diretto da Guido Riconi, si stanno concentrando sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza.
Gli agenti, infatti, intervenuti immediatamente sul posto, anche perché erano in servizio proprio per prevenire eventuali reati nella zona della movida, hanno subito pensato a salvare la vita ai due feriti gravi: il minorenne e il giovane residente a Pedaso che, perdendo sangue dall’arteria recisa di un braccio, ha rischiato anche di morire.
Per fortuna le loro condizioni sono in netto miglioramento. Il diciassettenne, che appena ferito è stato raggiunto dal padre e dalla madre già a San Benedetto, è stato preso in cura e ricucito nel reparto maxillofacciale dell’ospedale regionale di Ancona. I medici che l’hanno accolto hanno verificato i danni provocati dall’arma e per sua fortuna non sono stati intaccati i tendini della guancia così che sarà lungo solo il percorso di riduzione estetica della ferita. Ne averà invece per almeno 30 giorni l’altro ragazzo che però se non fosse stato portato in tempo all’ospedale avrebbe potuto rischiare anche la vita.
Cosa sia comunque accaduto nel cuore della notte nei pressi del lungomare ancora non è chiaro anche perché potrebbero essere coinvolte anche altre due persone, se non altro presenti sulla scena del crimine. Ecco perché le immagini della sorveglianza saranno determinanti per la ricostruzione della vicenda e per stabilire le responasbilità.
L’arresto
Intanto è attesa per oggi la convalida dell’arresto del ventunenne di Carassai, di origini albanesi, che avrebbe usato il coltellaccio trovato nei pressi del locale. Per lui il reato ipotizzato è quello di lesioni gravissime, lo stesso più volte utilizzato dalla malavita nei confronti di quelle prostitute che vogliono sottrarsi alla tratta visto che vengono sfregiate proprio per procurare loro danni permanenti e segnarle quindi per tutta la vita.




