Abruzzo

Sì a una sola lista di centrosinistra, ma serve un taglio netto col passato


Una riflessione e un invito a “un taglio con il passato” arriva dal gruppo Guardiagrele per tutti, in vista delle elezioni comunali in programma fra pochi mesi, fra accuse e veleni con ex alleati ed esponenti del centrosinistra. 

Una riflessione sullo stato attuale affidata a una nota stampa, che inizia con una domanda precisa: “Con quale strategia, la sinistra potrebbe assicurarsi una vittoria sull’attuale destra?”.

 

“Qualcuno – osserva il gruppo consiliare che attualmente siede all’opposizione – ha pensato di creare una compagine denominata Officina delle Idee, che si fregia di rappresentare la novità in arrivo e di raccogliere in sé tutte le correnti, anche quelle non schiettamente politiche della sinistra locale, promettendo la realizzazione di una ‘città osmotica, nuova, ricca e inclusiva’. Da un anno, ormai, si susseguono riunioni formali e informali tra le più disparate, che partoriscono il più ampio ventaglio di possibili candidati sindaci. In essa sono stati chiamati a contribuire soprattutto gli adepti storici e gli esponenti dei gruppi consiliari ma non tutti”.

 

“Officina Guardiagrele – prosegue la nota – è nata a sola direzione partitica, come gemmazione del gruppo consiliare Guardiagrele il Bene in Comune (di cui uno dei volti noti è l’ex sindaco Simone Dal Pozzo, ndc). Un nuovo progetto che rinasce a trazione di solo uno dei due gruppi di centrosinistra presenti in consiglio. L’altro, Guardiagrele per tutti, è stato completamente ignorato e, ad arte, epurato. Guardiagrele il Bene in Comune a oggi, è riconosciuto responsabile del dissesto finanziario del Comune con l’incandidabilità a 10 anni di alcuni suoi esponenti, eppure, viene spacciato per nobile e generoso”, attacca il gruppo consiliare di minoranza.

 

“Non ha importanza – aggiungono gli esponenti di minoranza – se in passato il loro operato è stato più che maldestro, se hanno buttato giù una scuola a 10 giorni dall’inizio delle lezioni, se hanno indebitato i cittadini con il mutuo di un palazzetto dal progetto inadeguato, se hanno ridotto il dibattito politico e il clima cittadino a una schermaglia astiosa, di odio e violenta tifoseria ultrà: le fondamenta dell’Officina sono loro. Il gruppo Guardiagrele per Tutti, per il bene della città e della sinistra, ha accettato l’invito di Sinistra Italiana a prendere parte al tavolo organizzato da Officina. Alle nostre domande e perplessità non è stata data risposta, anzi, abbiamo anche ricevuto qualche offesa, e tutto si è concluso con l’insurrezione di qualche esponente Officina/Guardiagrele il bene comune, che ha posto assurde condizioni per poter partecipare a una possibile coalizione: entrare in Officina, ottenere il ‘lasciapassare’ del suo direttivo, iniziare a offrire idee e decidere rapidamente perché, ‘entro gennaio Officina si è prefissata di scegliere il candidato sindaco’. Ovviamente a loro gradito”.

 

“Dopo un anno d’incontri, non solo non si è ancora capito quali partiti aderiscano ma, peggio, non c’è stata alcuna apertura alle diverse compagini civiche guardiesi”, è l’accusa. E ancora: “Stanchi di assistere a un modo di fare politica decisamente personalistico e autoreferenziale, abbiamo avviato un proficuo confronto con forze civiche e alcuni altri partiti fuori da Officina. Le ‘condizioni’ di tale nuovo gruppo per poter creare una coalizione di centro sinistra, sono: superamento di Officina, connotata fin dall’inizio come Guardiagrele il Bene in Comune sotto mentite spoglie: ripartire da temi cari al centro sinistra quali democrazia, uguaglianza, diritto al lavoro, parità di genere, tutela ambientale e pace, creare un netto strappo con il passato, sia evitando la presenza di ex amministratori e sostenitori della vecchia amministrazione, sia con le scelte amministrative da loro attuate, scegliere insieme i criteri per l’individuazione di candidato sindaco e candidati consiglieri”.

 

“Ci sentiamo di affermare con forza che Guardiagrele ha bisogno di un taglio netto con il passato, nei programmi, nei meriti e nelle persone. Guardiagrele per tutti – concludono i suoi esponenti – è aperta alla possibilità della lista unitaria ma con la vitale prerogativa del superamento del passato, come già comunicato anche da Sinistra Italiana e Movimento 5 Stelle. Se non si riuscirà a comporre una lista unica di centrosinistra, il fallimento non potrà di certo essere attribuito a Guardiagrele per Tutti, ma a chi ha escluso appositamente per assicurare una perfetta continuità con un passato non di certo glorioso”.

 


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