Shoah, il presidente Mattarella ha premiato gli studenti brissinesi – Bressanone
BRESSANONE. Gli studenti di tre scuole della città vescovile ricorderanno, di sicuro, anche “da grandi” questo viaggio a Roma, la premiazione e la speciale menzione al Quirinale con la stretta di mano del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il progetto “Bressanone ricorda la Shoah”, frutto di un percorso educativo e artistico sviluppato tra il 2023 e il 2026. La cerimonia faceva parte del concorso nazionale “I giovani ricordano la Shoah”, promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.
La memoria condivisa dei due gruppi linguistici.
In questi quattro anni, più di 800 studenti delle scuole secondarie di primo grado “Alessandro Manzoni”, “Michael Pacher” e “Oswald von Wolkenstein” hanno dato vita a un cammino condiviso di memoria, confronto e creatività, che ha unito i due gruppi linguistici della città in un unico impegno civile. Il progetto è stato ideato e sostenuto dal Comitato Evviva Bressanone, con il presidente Claudio Del Piero che esprime grande soddisfazione per il riconoscimento ottenuto, e il vicepresidente Antonio Bova, curatore delle attività (ieri a Roma anche nei panni di docente), che ha coordinato con passione tutte le fasi del percorso.
La delegazione che ha partecipato al viaggio nella capitale.
Della delegazione locale facevano parte gli studenti Simone Cristanini, Caterina Ploner e Lisa Langebner, i professori Antonio Bova, Maria Grazia Straudi e Silvia Paternoster e la dirigente Cristina Luppi. Per tutti è stato un momento toccante con gli applausi della sala al completo. Una passerella di un minuto, con la consegna degli attestati, non senza un pizzico di emozione per aver avuto l’opportunità di rimanere al fianco del Capo dello Stato che nelle scorse ore è intervenuto proprio in ricordo delle vittime della Shoah: «Il riproporsi e diffondersi di manifestazioni di razzismo e antisemitismo – ha detto il Presidente della Repubblica – è indice di alta pericolosità e interpella un’azione rigorosa da parte delle autorità di tutta l’Unione europea. Nella Repubblica non c’è posto per il veleno dell’odio razziale, per i germi della discriminazione, per l’antisemitismo che affiora ancora pericolosamente, per coloro che predicano la violenza, per chi coltiva ideologie di oppressione, di sopraffazione e per chi coltiva odio».
Un percorso durato tre anni.
Ogni anno è stato caratterizzato da un’opera collettiva ispirata alla storia e alla testimonianza letteraria: nel 2023, l’installazione “Passaggio” ha ricordato i 744 deportati milanesi transitati da Bressanone sui treni diretti ai campi di sterminio: su tavolette in legno di recupero, gli studenti hanno scritto i nomi delle vittime, creando un’opera fatta di memoria “accumulata” e tangibile; nel 2024, “Gocce di Memoria” ha trasformato i versi di Primo Levi sull’acqua – bene negato nei Lager – in migliaia di nastri sospesi nel vuoto, simbolo della sete fisica e interiore, e della dignità umana; nel 2025, con “C’è un paio di scarpette rosse”, le scarpe diventano oggetti di memoria: raccolte e dipinte dagli alunni, sono state disposte a terra in una grande installazione collettiva, accompagnata dalla voce olografica della poesia di Joyce Lussu. Un’immagine forte, per restituire identità ai bambini che non hanno potuto crescere. Il 2026 vedrà l’inaugurazione dell’opera “Colori della Memoria”: una serie di pannelli rettangolari realizzati con cartoni di uova dipinti nei colori dei triangoli che identificavano le diverse categorie di deportati.
A Roma anche Galateo e Urzì.
Alla cerimonia hanno voluto essere presenti anche il deputato Alessandro Urzì e il vicepresidente della Provincia Marco Galateo, a testimonianza dell’attenzione e del sostegno istituzionale verso un’esperienza di alto valore educativo e civile. «La mia presenza al Quirinale oggi – ha detto Galateo – sottolinea la grande importanza di iniziative che diffondono la cultura della memoria, una memoria condivisa che avvicina le scuole dei tre gruppi linguistici e contribuisce a mantenere vivo, soprattutto nei giovani, il ricordo di pagine drammatiche della nostra storia che non devono essere dimenticate».




