Salute

Shia LaBeouf rompe il silenzio dopo l’arresto

Shia LaBeouf rompe il silenzio dopo l’arresto a New Orleans in seguito a una rissa in un bar durante il Mardi Gras. Sabato 28 febbraio il 39enne è apparso in un’intervista con Andrew Callaghan su Channel 5, dove ha rilasciato diverse dichiarazioni che hanno fatto rumore. Tra queste, quella di essersi sentito “spaventato” quando è stato avvicinato da tre uomini gay la sera dell’arresto, e da lì sarebbe nata la baruffa. “I gay grandi e grossi mi fanno paura”, ha detto chiaramente LeBeouf. “Quando sono da solo e tre gay sono accanto a me e mi toccano la gamba, mi spavento. Mi dispiace. Se questo è essere omofobo, allora lo sono anch’io”.

Shia Labeouf e la sindrome dell’uomo basso

E ancora: “Il mio comportamento… devo farci i conti. Significa che devo andare di nuovo in riabilitazione? Semplicemente non mi va, amico”, ha detto l’attore di “Transformers”. “Non credo che le mie risposte siano lì. Se lo pensassi davvero, ci andrei. Non credo di avere un problema con l’alcol“. Piuttosto, pensa di avere il complesso di Napoleone: “Credo di avere la sindrome dell’uomo basso. Penso che sia qualcosa che ha a che fare con la rabbia e l’ego più che con il bere, ma è a questo punto del mio percorso che mi trovo ora, e sto cercando di gestirlo. Troverò una soluzione”, ha concluso Shia, che però così basso non sarebbe, dal momento che è alto 1,76 metri.


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