Sharp Pins – Live @ Urbica (Pesaro, 21/02/2026)

Gli Sharp Pins fanno finalmente tappa in Italia nel corso del loro tour europeo: sono ben cinque i concerti nel nostro paese e oggi siamo arrivati proprio a metà con la data di Pesaro (domani saranno al Covo Club di Bologna e lunedì all’Arci Bellezza di Milano).
Il progetto di Kai Slater, chitarrista e vocalist anche nei Lifeguard, altra interessante band sotto contratto con la Matador Records, sembra davvero inarrestabile e ha pubblicato ben tre album in altrettanti anni, di cui due, “Radio DDR” e “Baloon Baloon Baloon“, nel corso del 2025 (via K Records / Perennial).
Proprio con il suo disco più recente, uscito lo scorso novembre, Kai ha ottenuto una grande visibilità e ottime critiche e anche qui da noi l’hype per la sua nuova band è davvero alto, come dimostrano i numeri che sta riscontrando ovunque suoni, incluso qui a Pesaro.
Ci troviamo all’Urbica – Velostazione, un’ex officina di biciclette riadattata a centro culturale: inaugurata a fine 2025, la venue marchigiana, situata a due passi dalla locale stazione dei treni, sta proponendo attività sempre interessanti di vario genere oltre a concerti di artisti di valore (per l’inaugurazione, per esempio, hanno suonato i Casino Royale).
Una struttura moderna, piena di vetri e dal sapore internazionale, Urbica è una struttura piuttosto ampia e ancora porta qualche “ricordo” delle bici: sul palco, in fondo alla grande sala, vi sono infatti ancora attrezzi per riparare i velocipedi, quasi a non voler perdere almeno una parte della propria identità originale.
La serata è davvero interessante perché in apertura ci sono gli anconetani Blake Rascals, uno dei gruppi emergenti più interessanti del panorama nazionale: sebbene abbia all’attivo solo una manciata di singoli, la band marchigiana si è già fatta notare anche all’estero con alcune date nel Regno Unito l’anno scorso e la sua esplosione sta continuando (il loro singolo più recente “Blackout Parade” è stato pubblicato dalla scozzese Revo Pro).
Anche oggi i Blake Rascals riescono ad accendere gli animi dei numerosi presenti in sala con un mix tra garage-rock tra il passato e l’odierno e un immancabile tocco british che è una vera e propria ciliegina sulla torta con tanto di citazione degli Arctic Monkeys. Un concerto dai ritmi serrati e dalle sensazioni melodiche azzeccate che ci lascia con la voglia di ascoltarne ancora. Senza dubbio un progetto da seguire.
Manca una manciata di secondi alle dieci e venti quando, invece, salgono sul largo parco di Urbica gli Sharp Pins da Chicago.
Si parte ed è subito un colpo al cuore con la bellissima “I Don’t Have The Heart” che sembra riportarci indietro di qualche decennio con rimandi ai Beatles e armonie gloriose, risultando comunque fresca e incredibilmente divertente: il pubblico pesarese è immediatamente conquistato!
Il piglio è più deciso in “(In A While) You’ll Be Mine”, una sorta di omaggio ’60s in chiave lo-fi riletta con toni moderni, dove non mancano una parte armonica e tanti sentimenti gentili.
Si sfiora la follia garage-rock, invece, subito dopo con “I’m Breaking Down”, estratto dal primo album della formazione dell’Illinois, “Turtle Rock” (2023), ricca di energia, di melodie uniche, di ritmi incalzanti, di corretti catchy e ovviamente di divertimento.
“Every Time I Hear”, invece, ci impressiona perché la sua strumentazione è decisamente più potente (in particolare nel basso) rispetto a ciò che avevamo ascoltato proprio in apertura di “Radio DDR”, ma è comunque pervasa da un certo senso nostalgico che la rende speciale.
Anche in “I Could Find Out” troviamo dei riferimenti ai baronetti di Liverpool, ma allo stesso tempo è interessante studiare il continuo cambiamento di emotività e di potenza all’interno della canzone in poco più di tre minuti.
C’è spazio anche per una love song come “I Wonder Where You Hide All Your Love”, uscita lo scorso ottobre su Bandcamp per raccogliere fondi per l’Immigrant Defence Project, e allora ci lasciamo trascinare dalle note tra il nostalgico e il romantico, sempre in chiave lo-fi, di Kai e compagni, apprezzando un momento di puro relax.
Che delizia quel pop dai delicati toni psych di “Popfangout”, mentre il ritmo si alza e il drumming continua a spingere duro, una sensazione di nostalgia pervade la pur grande sala dell’Urbica, lasciandoci in bocca un sapore delizioso.
Il mainset si chiude con “I Can’t Stop” che prima presenta una dolcezza melodica davvero invidiabile e poi esplode in maniera inarrestabile, aggiungendo una botta di adrenalina che non ci aspettavamo.
Tempo ancora per un paio di encore, tra cui la morbida “With A Girl Like Mine”, prima che la serata giunga al termine e i tre ragazzi dell’Illinois si spostino al tavolo del merch per ricevere il giusto tributo da parte dei fan pesaresi.
Anche dal vivo dobbiamo ammettere che quel piccolo genio dell’indie made in Chicago che si chiama Kai Slater non ci ha deluso, portandoci nel suo mondo sonoro lo-fi ricco di nostalgia accompagnata da elementi moderni e freschi tra pop e indie-rock, regalandoci una serata da ricordare in un posto nuovo come Urbica, ma già magico proprio come la musica dell’artista statunitense.
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