“Sguardi Meridiani”, torna Cabudanne de sos poetas con oltre 40 incontri. Il programma
Seneghe
La 22ª edizione dal 24 agosto al 6 settembre
Dal 24 agosto al 6 settembre Seneghe torna a essere il cuore della poesia con la 22ª edizione del Cabudanne de sos poetas. Il festival, tra i più autorevoli appuntamenti culturali della Sardegna, rinnova la sua lunga storia fatta di voci, relazioni, scambi, intrecciando poesia, letteratura, arti, territorio e comunità. Uno spazio vitale nel Montiferru tra paesaggi unici e una straordinaria vivacità culturale che connette l’isola ai popoli del mondo, alle lingue e alle culture diverse, attraverso il potere delle parole e dei versi, senza mai perdere di vista uno sguardo critico verso la contemporaneità. Un festival dedicato alla poesia e ai linguaggi contemporanei, con incontri, letture, performance e momenti di confronto e approfondimento su temi di forte attualità con autrici e autori, che si arricchisce di tanti appuntamenti declinati tra narrativa, cinema, teatro, concerti, musica, rap, proiezioni, dibattiti, mostre, installazioni, laboratori, e la consueta “libreria del Cabudanne” con il suo punto vendita temporaneo allestito nei giorni del festival, curata e gestita da Emmepi Ubik Verbavoglio di Macomer.
Nella piazza del centro storico Partza de sos ballos, nello spazio all’aperto con il maestoso albero che fa da sfondo naturale al palco del Campo della Quercia, e negli angoli suggestivi del paese come Putzu Arru, Domo de sa Poesia e l’antico frantoio Prentza de Murone, risuoneranno le poesie e le voci dei poeti e di tutti gli ospiti, lente, profonde, attuali. Tutte le sere fino al 3 settembre. Poi dal 4 al 6 settembre incontri dalla mattina alla sera, come da tradizione.
Il filo conduttore di questa edizione “Sguardi Meridiani” è un invito rallentare, misurare, convivere, guardare il mare come ponte e il confine come luogo di scambio, in un festival che nasce per dare voce a contemporaneità plurali e a un’etica del limite (un dire che non colonizza, ma accoglie), in cui la poesia diventa pratica civile, lentezza condivisa, cura dei luoghi. Un tema importante che il Cabudanne svilupperà su una progettazione biennale misurandosi sul campo più generale del Sud del mondo e del Mediterraneo, che trova il suo punto di riferimento nel testo Il pensiero meridiano di Franco Cassano, scrittore, sociologo, meridionalista e professore all’Università di Bari scomparso nel 2021. Il saggio, pubblicato nel ’96, ha ispirato e ispira ancora oggi tante iniziative, gruppi culturali e artistici e nuove generazioni, conquistati da questo modo nuovo di guardare al mondo che parte dal sentire dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo, e non solo. “Dialoghi da Nord-Sud interrogheranno sviluppo, migrazioni, lavoro del mare e della montagna; la poesia e il libro come punto di incontro tra artigiani, donne, comunità, studenti, nuovi arrivati. Il cuore sarà la prossimità: tavole di comunità con letture intervallate da momenti conviviali. Il festival come atlante di confini narrati su mappe di carta”, spiega l’associazione culturale Perda Sonadora, che da ventuno anni organizza il Cabudanne. La 22° edizione si caratterizza quindi per il suo sguardo meridiano, che vedrà al termine del biennio e dell’edizione 2027 la redazione a più mani della “Carta del Limite”, per ricordare che la poesia, come il Mediterraneo, è una forma di tempo condiviso e una politica dell’ascolto.
Le illustrazioni grafiche che rappresentano perfettamente il tema di questa 22ª edizione del Cabudanne de sos poetas sono di Roberto Pusceddu, in arte Erre Push, una bella collaborazione che si rinnova con il festival per il terzo anno. Visual designer, illustratore, tra i fondatori del collettivo creativo Studio Macchinette, playground creativo che realizza oggetti e grafiche interattive, disegna e illustra per fanzine, auto-produzioni, case editrici alternative, realizza manifesti per iniziative underground, sociali e musicali. Nel 2016, insieme a Zerocalcare, firma Ultima fermata una storia a fumetti che racconta l’omicidio di Renato Biagetti. Nel 2022 scrive la graphic novel Faùla Birdi, sulla ennesima speculazione (verde) in Sardegna.
Oltre 40 gli incontri distribuiti nelle dodici giornate della 22ª edizione del Cabudanne de sos poetas e tanti gli ospiti in arrivo a Seneghe dalle “periferie del mondo”, alla riscoperta del Sud del pianeta e del Mediterraneo, che invitano a leggere la contemporaneità con occhi nuovi. L’incontro “Voci dall’Est” dedicato alla poesia bielorussa contemporanea (1 settembre), vuole dare voce a una letteratura in tutta la sua ricchezza linguistica e tematica che ha tanto da offrire e che merita il riconoscimento a lungo negato. Intervengono Giulia De Florio, ricercatrice e docente di Lingua e Traduzione russa all’Università di Parma; la poeta Nasta Kudasava e Giada Scanu, Università di Bologna.
Alla riflessione collettiva dedicata alla contemporaneità e alla situazione drammatica che da decenni affligge la Palestina il 6 settembre sarà dedicato un ampio spazio di incontro e ascolto, tema sempre vivo nel dibattito culturale del Cabudanne de sos poetas che, come ogni anno, unisce la poesia e la letteratura all’impegno civile e al rispetto dei diritti umani. A un anno dalla pubblicazione di Quando il mondo dorme Francesca Albanese, la Relatrice Speciale ONU sui diritti umani nel territorio palestinese occupato, una delle persone più competenti e autorevoli sullo status giuridico e sullo stato dei palestinesi, ritorna al Cabudanne con il suo recente libro La luce del risveglio. Dalla Palestina al mondo intero, un manifesto di resistenza e libertà, Rizzoli, 2026. Sono le storie di chi ha danzato in mezzo alle macerie, di chi ha nutrito la sua famiglia di speranza quando non c’era niente da cucinare. Testimonianze e riflessioni profonde sull’ingiustizia e sulla disumanizzazione, che esortano la società civile a non restare inerte di fronte alle crisi contemporanee. “Un viaggio profondo nella storia della Palestina – ripercorrendo le tappe principali attraverso cui, da oltre un secolo, questa terra subisce la violenza coloniale in tutte le sue forme – e nelle storie di chi l’ha sofferto, sperato, indagato”.
Altre “Voci della Palestina” nell’incontro con tre giovanissimi poeti di Gaza ai quali è stato concesso di raggiungere l’Europa, grazie ad alcune borse di studio per poter proseguire gli studi universitari. A Seneghe portano la loro testimonianza lucida e dolorosa della vita sotto i bombardamenti. Haidar Al-Ghazali, ventuno anni, il dolore del suo popolo, uno zaino un vestito, un cellulare e poco altro. Questo è ciò che ha potuto portare con sé oltre il valico di Kerem Shalom fino all’Italia; Batool Abu Akleen, poetessa ventenne, ora residente a Parigi per studiare alla Sorbona: ogni sua poesia toglie il fiato e si trasforma in un canto vibrante e tragico; Mohamed Al Qudwa, ora vive in Francia grazie al programma nazionale per il supporto di artisti e ricercatori in esilio. Scrittore, poeta e performer indaga il corpo come spazio di memoria, temporalità e sopravvivenza e affronta questioni legate allo sfollamento, all’identità e alla realtà palestinese contemporanea. Modera l’appuntamento Mario Soldaini. Nonostante il presente doloroso e il futuro inquietante, la poesia di Asmaa Azaizeh, poeta e artista multidisciplinare palestinese nominata direttrice del Museo Mahmoud Darwish di Ramallah nel 2012, cerca con fierezza barlumi di speranza e bellezza nei suoi versi. Cara amica del Cabudanne, ritorna quest’anno con la cantautrice palestinese Haya Zaatry nella performance artistica Don’t Believe Me If I Talk to You of War. La voce della poetessa, accompagnata dal canto e della musica di Haya, tra le immagini di una vita normale che scorre ad Haifa, esplora il contrasto tra realtà bellica e quotidianità, tra violenza e normalità. L’appuntamento del 3 settembre a Prentza de Murone Sguardi meridiani. Musiche dal Mediterraneo con Sama’ Abdulhadi, pioniera della techno palestinese e internazionale, simbolo di resistenza e attivismo. Nei suoi set esplora, con la cassa dritta elettronica e le complesse sonorità mediorientali, il Mediterraneo come spazio liquido di contaminazione artistica e storie condivise, e unisce le persone in una sorta di “dance floor della liberazione”, un potente strumento di scambio, resistenza e dialogo. Nata in Palestina, Sama’ non separa il suo percorso musicale dalla sua identità, e la sua musica è considerata un vero e proprio ponte culturale. Dialoga con Chiara Nelsen e Francesca Albanese. Sama’ inoltre, che ha calcato i palchi più importanti dei festival e dei club nel mondo tra cui Coachella, Glastonbury, la leggendaria Dance Arena dell’Exit Festival e tantissimi altri, porterà la sua energia live la stessa sera, sul palco del Cabudanne al Campo della Quercia.
Ancora voci di donne, ora dall’Africa, invisibili, dimenticate. Antonella Sinopoli, fondatrice del progetto “AfroWomenPoetry” che racconta l’universo femminile nell’Africa che cambia attraverso la voce poetica delle donne, e giornalista impegnata da anni sui temi di Africa sub-sahariana, parlerà il 2 settembre insieme a Enzo Nucci, giornalista, del suo libro Black sisters. Le donne e la guerra nell’Africa subsahariana, Infinito Edizioni, 2025. Un’opera che vuole dare visibilità a tutte le donne africane, sia a quelle nei campi profughi o costrette a subire abusi di potere, sia alle eroine silenziate, escluse da una narrazione sempre al maschile, piegate (ma non vinte), violentate, private dei diritti fondamentali. Sempre dall’Africa le storie in versi su migrazione, violenza sessuale, questioni di genere, la malattia mentale, al centro di Una storia di sparizione, Capovolte, 2025, con la poetessa di origini congolesi Sarah Lubala, in collaborazione con il Festivaletteratura di Mantova. Nel cuore della sua raccolta di poesie c’è lo sradicamento forzato dal suo paese, oggi Repubblica Democratica del Congo, cuore verde e tormentato dell’Africa. Il libro è stato realizzato in collaborazione con il progetto socio-culturale “AfroWomenPoetry”. L’autrice dialoga con Antonella Sinopoli. Il destino delle donne in Italia rinchiuse nei manicomi tra il 1850 e il 1950 ne La triste vicenda di Anna Chiara Orro il 28 agosto che trae spunto dal saggio Luride, agitate, criminali. Un secolo di internamento femminile (1850-1950), Carocci, 2026 (II edizione). Bambine e prostitute, “immorali”, lesbiche, infanticide e uxoricide: donne diverse per età, condizione sociale e storia personale, ma accomunate dall’essere state giudicate devianti rispetto all’ordine morale del loro tempo. Dialogano con l’autrice, Michela Poddigue e Ignazio Antonio Garau.
Dalla Spagna il 29 agosto Clara Fiol Diols, giovane poetessa maiorchina, oltreché cantautrice e compositrice (fa parte del trio vocale femminile Marala), ama fondere la poesia e la musica della tradizione con l’attualità. Le sue liriche musicali, poesie e epigrammi celebrano le radici dell’isola e la lingua catalana. Arriva a Seneghe con il libro del debutto nel 2018 Miloques i rabasses, Documenta Balear, e Còrpora, AdiA Edicions 2021. Dialoga con la poetessa Adrià Martín-Mor, studioso catalano di lingue minoritarie con un debole per la lingua sarda. Un appuntamento realizzato con la collaborazione e il sostegno dell’Institut Ramon Llull di Barcellona. Da Madrid invece il poeta e artista visivo spagnolo Alfondo Brezmes e la sua antologia poetica Quando ci sono, Einaudi, 2025. Poesia d’amore e solitudine, di illuminazioni e ombre, di segreti e ferite, che dà voce alla caducità delle cose umane e riflette sulla natura stessa dell’esistenza. Dialoga con il poeta Mirta Amanda Barbonetti.
Tra i momenti più rappresentativi del festival anche “Il Premio Nazionale di Poesia del Mezzogiorno incontra il Cabudanne”, un appuntamento che vede l’avvio del partenariato del festival di poesia di Seneghe con l’importante riconoscimento letterario italiano per iniziativa del Comune di Circello, dedicato alla poesia contemporanea in italiano e dialetto. La collaborazione mira a costruire una rete stabile di promozione e circolazione delle voci poetiche contemporanee, della lettura e della poesia, attraverso attività condivise e scambi culturali tra rispettivi territori. Tra le azioni previste anche l’ospitalità del poeta vincitore della prestigiosa manifestazione campana, in un dialogo tra il Mezzogiorno continentale e le isole. Ospiti in questa edizione al Cabudanne i poeti Roberto Deidier con Quest’anno il lupo fissa negli occhi l’uomo (Molesini Editore), vincitore della seconda edizione, nel 2025, e Nicola Barbato a cui è stato assegnato il premio “Under 35” per I cani nel cervello (Eretica Edizioni). Nella cinquina dei libri finalisti del Premio Strega Poesia c’è Carmen Gallo con Procne Machine, uscito nella Collezione di poesia della casa editrice Einaudi a gennaio nel 2026. La poeta napoletana fa gradito ritorno a Seneghe il 6 settembre per dialogare con Bastiana Madau e accompagnare il pubblico nel viaggio in cui trovano posto la brutalità del mito di Procne e Filomena, e le parole dei grandi poeti che ha tradotto, da Shakespeare a T. S. Eliot. Un attraversamento della cultura occidentale guidato dal volo e dal canto degli uccelli ma anche uno strumento per riflettere sul presente, per parlare della vulnerabilità e della fragilità umana, dell’esperienza quotidiana di sentirci prede di qualcosa che esercita o reclama un potere superiore, senza la possibilità di difenderci. Nella dozzina dei finalisti del Premio Strega Poesia 2026 anche il recente libro Cosmic Latte (Marco y Marcos, 2025) di Azzurra D’Agostino, poeta di un piccolo paese dell’Appennino tosco-emiliano e da tanti anni vicina al Cabudanne. Una raccolta di poesia mite, ferma, tersa, capace di accogliere l’eco del mondo, specchio dell’esistenza e di crescita. Il titolo prende il nome dal colore medio dell’universo: un bianco sporco che contiene tutto e niente, che ci invita a cercare un accordo profondo con ciò che ci circonda. Dialoga con la poetessa Rossana Abis.
Fabio Pusterla presenta Fiumi nefrite vortici, Marcos y Marcos, 2025. Una raccolta di dicotomie sulle bruttezze orribili del nostro tempo (guerre in Ucraina, Gaza, i discorsi delle destre su discriminazione e violenza, l’indifferenza, l’opportunismo, il disastro ecologico), e dall’altra parte la speranza che comunque resta nella vita che continua. Viene il mattino e anche la notte, ogni essenza porta il suo contrario. Dialogano con il poeta Simonetta Milia e Speranza Serra. Diseguaglianze, discriminazioni, orientamento sessuale nella società contemporanea viste sotto la lente poetica nel progetto Distorsioni. Poesia italiana queer dell’ultracontemporaneità; Marco Saya Edizioni, 2025, a cura di Luca Baldoni, Alessandro Brusa, Sonia Caporossi, Giorgiomaria Cornelio, Lella De Marchi, Angelo Nestore, Francesco Ottonello, Sacha Piersanti, Valentina Pinza, June Scialpi, Marco Simonelli, Piero Toto, Giovanna Cristina Vivinetto, con postfazione di Franco Buffoni: <<[…] Tredici poete e poeti nate/i tra il 1970 e il 1996 sono qui oggi a testimoniare come il costume – anche letterario e artistico – si sia evoluto negli ultimi decenni, stabilizzando in una dimensione queer gli esiti di quella che ormai da anni vado definendo società post gay>>. Ne parlano il 4 settembre con i curatori Francesco Ottonello, Giovanna Cristina Vivinetto, Giorgiomaria Cornelio, Franco Buffoni e Sonia Caporossi.
Tra i protagonisti di questa edizione Luca Mascini, aka Militant A, rappresentante e pioniere del rap politicizzato in Italia, scrittore, leader degli Onda Rossa Posse e del gruppo più incendiario dell’hip hop italiano, Assalti Frontali. A Seneghe porterà il 27 agosto il suo quinto libro Nessuno può fermare la rivoluzione. Discorso alle nuove generazioni, Momo Edizioni, 2026, in dialogo con Carlo Marongiu (Perda Sonadora). Un libro che attraversa gli anni Ottanta dal punto di vista di chi non ha mai accettato la resa, l’autoriduzione, dei centri sociali quando ancora non c’erano, l’esplosione di “Batti il tuo tempo” – il brano che all’epoca, nel 1990, spopolò e da cui ebbe tutto origine e la nascita dell’hip hop italiano come linguaggio politico e popolare. La storia di una generazione che ha imparato a stare insieme mentre tutto intorno chiedeva silenzio, normalità. Tre giorni dopo, il 30 agosto, Militant A sarà sul palco del Campo della Quercia per un concerto dal vivo con il progetto Assalti frontali feat FӨRMS: trent’anni di Conflitto, un omaggio al secondo album storico del gruppo romano “Conflitto”, pietra miliare dell’hip hop militante italiano, uscito nel 1996 con Il Manifesto Dischi. Sul palco anche i FӨRMS, progetto musicale strumentale e psych-rock nato in Sardegna. Nella stessa serata, ancora controcultura e pratiche di resistenza con due incontri alla Domo de sa Poesia. La presentazione del libro Torazine666, Capsule policrome di controcultura pop, Nero Edizioni 2025. Torazine è stata la rivista più radicale, visionaria ed estrema mai pubblicata in Italia. Nata a Roma nel 1995 come filiazione della scena rave locale, per i successivi sette anni avrebbe infestato i peggiori incubi underground. Nonostante l’ultimo numero risalga al lontano 2001 attorno a Torazine si è costruito negli anni un culto che non ha mai smesso di ampliarsi. Torazine 666 raccoglie in oltre seicento pagine tutto ciò che è stato pubblicato dalla rivista nel periodo in cui è rimasta in attività. Ne parlano Agnese Trocchi, Giovanni Binel, Patrizio Petrucci di Torazine con Philopat (Agenzia X), Emanuela Del Frate e Alessandro Cauli. Segue l’incontro Storie per Renato. Speciale Antif!nzine, coedizione Cronache Ribelli e Free Ink Comix, 2026. Dedicato alla tragica morte di Renato Biagetti, giovane ingegnere e militante antifascista assassinato nel 2006, la cui tragica uccisione è stata al centro di diverse opere a fumetti. Antifa!nzine è una fanzine nata nel 2005 da un’idea di Claudio Rabuiti e Toni Bruno. Unisce il fumetto indipendente e l’impegno sociale per promuovere i valori dell’antifascismo. I curatori Erre Push e Dario Biagetti dialogano con Carlo Marongiu.
E ancora tanta poesia tra il 4 e il 6 settembre. La raccolta di testi inediti La nostra villeggiatura celeste. Poesie, 2012-2021, di Pietro Polverini, giovanissimo poeta scomparso nel 2023, tra le voci poetiche italiane più intense della sua generazione. Il libro, a cura di Francesco Ottonello, Interlinea, 2025 sarà presentato il 4 settembre alle 11 alla Prentza de Murone. Dialoga con il curatore Mario Soldaini. La stessa mattina alle 12 Alessandro Fusto presenta L’impotere, AttraVerso, 2026. Dialoga con il poeta Serena Mero. Giuseppe Semeraro, poeta, attore e regista, tra i fondatori della compagnia Principio Attivo Teatro, dialoga con Ambra Floris (Perda Sonadora) sulla sua raccolta di poesie Solo l’acqua non muore, AnimaMundi, 2026. Il 5 settembre Riccardo Held porta il suo libro di poesia Mishkin, Einaudi, 2024 discute, con strofe che spiazzano, di filosofia, pittura e musica, tra ironia e sarcasmo. Dialoga con il poeta Stefano Vassere.
Poesia, narrativa e performance poetiche dalla Sardegna
In ricordo di Giovanni Dettori. Natalino Piras, Contos, n. 23, 2026, è l’omaggio di Natalino Piras a Giovanni Dettori, uno dei più importanti poeti contemporanei, scomparso lo scorso anno a 89 anni, di cui scriveva vent’anni fa su La Nuova Sardegna: “Giovanni Dettori, bittese, classe 1936, è il poeta delle erranze. Sono una costante. Migrazioni, torpori, da morte ad altra morte, errando sempre, peregrinando sempre, verso il paese di Mai-Dove. A volte questo Mai-Uve diventa Mai Più o Mai Oltre. Parlano di gente in attesa e in partenza dalla stazione di Macomer, per tanti altrove nel nord dell’Italia e dell’Europa […]”. Dialoga con il curatore della rivista Mario Cubeddu.
Lo scrittore e poeta di Pattada Nanni Falconi, porterà il 24 agosto il suo romanzo Uomini e trincee, Archivi del Sud, 2026. Al centro c’è Baldu e la stirpe dei De Tzori, consumata da delitti taciuti, amori nascosti e segni profondi lasciati dalla guerra. Dialogano con l’autore Enedina Sanna e Maria Elena Sini. Tomaso Tiddia, Ogni volto d’uomo, Il Convivio Editore, 2025. Poesie, pezzi di anima, permeate di disincanto che racchiudono l’universo interiore e la visione del mondo di chi non ha bisogno di riempirsi la bocca di frasi vuote e scontate. Dialoga con il poeta Andrea Franzoni.
Sergio Garau, risolza 2001 – 2025, Miraggi Edizioni, 2025. Una raccolta di testi e scritti e eseguiti dal poeta performativo negli ultimi vent’anni in 4 continenti. Risolza rivela come l’Intelligenza Artificiale si libererà degli umani, crea una zona temporaneamente autonoma dove tutto è possibile grazie all’esperienza del linguaggio. Pura anima slam, è stato presidente della L.I.P.S. (Lega Italiana Poetry Slam), vincendo numerosi campionati nazionali e mondiali. Amante della sperimentazione sfoggia un ricercato plurilinguismo nei suoi versi. Dialoga con il poeta Lello Voce. Federico Crobe si ispira alla poesia “Nessun uomo è un’isola, Meditazione XVII, del poeta inglese John Donne per la sua performance Questa donna è un’isola.
Concerti
In arrivo un’onda tsunami di musica live al Cabudanne 2026. Su Dotori, alias Michele Atzori, veterano dell’hip hop isolano, arriva con il secondo album solista “Fogu” un nuovo capitolo discografico appena pubblicato, a tre anni di distanza dal debutto di “Raju!”. Le sonorità rap, raggamuffin e dub di Dr Drer & CRC Posse daranno il via alle serate musicali del festival, alla Domo de sa Poesia il 28 agosto.
Il 30 agosto Assalti Frontali feat FӨRMS: trent’anni di Conflitto, il live omaggio allo storico album del gruppo romano pioniere del rap in italiano guidato da Militant A, pubblicato nel ’96.
Il 3 settembre si esibiranno al Campo della Quercia i Wet Dogs, duo alternative rock di Brescia, formato da Simone Sandrini (chitarra e voce) e Giacomo “Spillo” Livraga (batteria). Rock, punk e grunge, con influenze Verdena, Afterhours, Marlene Kuntz, il Teatro degli Orrori, testi in italiano e un’idea chiara di musica indipendente. Dai palchi di Coachella e Glastonbury giungerà al palco del Cabudanne la techno potente con influenze mediorentali del live di Sama’ AbdulHadi, dj palestinese tra le più influenti della scena internazionale e attivista culturale. Nata in Palestina e cresciuta tra Francia e Giordania, porta la sua musica nel mondo come ponte tra le radici culturali e le sonorità globali della scena elettronica.
Il 4 settembre al Campo della Quercia le Wunder Tandem, irriverente duo musicale e teatrale nato nel 2020, famoso per il loro sound “drum’nfisa”. Due voci, fisarmonica e una mini batteria, creano mash-up caustici di famose hit. Con i loro costumi leopardati fucsia e un’impertinente anima clown si esibiscono in tutta Europa. E poi Kaos (Marco Fiorito, 1971) + DJ Egreen (Nicola Fantini, 1984), colonne portanti dell’hip hop hardcore underground italiano. Un live infuocato tra rap crudo e senza compromessi nel sodalizio tra i due artisti, che si è consolidato nel corso del tour dell’album “Scheletri” che ha visto DJ Green come special guest.
Il 5 settembre i Black Black Instanbul, duo fuzz rock sardo, che di recente ha aperto il concerto degli Skunk Anansie alla Fiera di Cagliari. In uscita a luglio il loro disco “No brakes”. Pierpaolo Capovilla, poeta e performer, tra le voci più radicali del rock indipendente italiano (One Dimensional, Teatro degli Orrori) che ha riportato al centro la parola poetica e politica, senza compromessi. Con il progetto Pierpaolo Capovilla e i Cattivi Maestri (dirompente formazione in cui figurano anche Egle Sommacal dei Massimo Volume, Fabrizio Baioni, Leda e Federico Aggio, Lucertulas) apre una nuova stagione discografica con il primo lavoro in studio con l’inedito progetto omonimo pubblicato con Garrincha Dischi. Suono ruvido, arrangiamenti asciutti, centralità assoluta della parola e palchi incandescenti nel loro tour estivo. I Funky Pushertz, crew hip hop campana, di Torre del Greco (NA). Nati nel 2003 si sono ritagliati uno spazio importante con il loro sound che unisce le radici della black music e del rap a testi in dialetto torrese.
Cinema
Musica e naturalmente cinema. Il 25 agosto alla Domo de sa Poesia ci sarà la proiezione del film documentario Terra in vista (Belgio, 2022) di Giulia Angrisani e Mattia Petullà, Open DDb. Cosa resta quando si ha il coraggio, o l’imprudenza, di rinunciare a una vita preconfezionata, scandita dal tempo che passa? Sisko, Armelle, Cécilia e Gibbo fanno del lavoro precario nell’agricoltura intensiva un modo per sopravvivere nelle rovine del capitalismo e dell’inquietudine, un motore che li spinge a cercare un nuovo modo di stare al mondo, una terra in vista.
Teatro
Ritorna anche l’appuntamento con la non-scuola del Teatro delle Albe e Ravenna Teatro, il laboratorio fondato sul gioco del teatro e sulla forza dirompente dell’adolescente in un rito collettivo di crescita e scoperta. Un’esperienza formativa che mette in relazione l’arte e la forza creativa dei più giovani e che da oltre dieci anni ha casa a Seneghe. Fondata da Marco Martinelli insieme a Maurizio Lupinelli, la non-scuola è un’esperienza teatrale antiaccademica che il Teatro delle Albe/Ravenna tiene viva dal 1991 a Ravenna e nel mondo, in forte relazione con le istituzioni locali e scolastiche, e che ha assunto nel tempo l’importanza e il riconoscimento di un vero e proprio passaggio formativo in una relazione dinamica e continua tra arte e vita. La non-scuola coinvolge ogni anno centinaia di ragazzi e ragazze, che si confrontano con i testi della tradizione teatrale, li attraversano e “mettono in vita” in una preziosa occasione di confronto attraverso il teatro.
Il laboratorio della non-scuola è gratuito e aperto a un gruppo di partecipanti dagli 8 ai 16 anni, di Seneghe e dei paesi limitrofi. Cinzia Baccinelli, Laura Redaelli, Militant A e Pina di Gennaro (Teatri di Seta) guideranno i giovanissimi attori dal 24 agosto al 3 settembre, giorno in cui ci sarà la restituzione al pubblico del laboratorio teatrale, al Campo della Quercia alle 19.
Per partecipare alla non-scuola del Cabudanne è necessario scaricare il modulo di iscrizione dal sito ufficiale www.settembredeipoeti.it, nella sezione News, quindi compilarlo e inviarlo alla mail: segreteriacabudanne@gmail.com, oppure si può consegnare direttamente a mano o nella cassetta della posta dell’associazione Perda Sonadora, in via Roma 22 a Seneghe.
E ancora l’appuntamento teatrale Motus, Io vomito Yuan, realizzato in collaborazione con Teatro di Sardegna – Centro di Iniziativa Teatrale Soc. Coop. e con il Comune di Paulilatino. Un testo visionario, tratto dal piccolo libro scritto da Yuan per la sua tesi di Laurea Magistrale in Studi Teatrali e Arti performative all’Università IUAV di Venezia, che attraversa scrittura narrativa e critica in una lingua frammentata ed esplosa, intrecciando dimensioni politiche, fantascientifiche, filosofiche e di genere. Un’opera difficilmente classificabile, caratterizzata da una forte tensione performativa tanto nella struttura quanto nei contenuti.
Laboratori, mostre e installazioni
Teatro delle Albe e Ravenna Teatro. Laboratorio de “La non-scuola del Teatro delle Albe”, a cura di Cinzia Baccinelli, Laura Redaelli, Militant A e Pina di Gennaro (Teatri di Seta), dal 24 agosto al 3 settembre 2026. Per iscrizione e info: segreteriacabudanne@gmail.com
Laboratorio Il gioco del demone. Conosciamo il carattere dei dispositivi digitali, a cura del Centro Internazionale di Ricerca per le Convivialità Elettriche, il 29 agosto alle ore 21.30 a Domo de sa Poesia.
Mostra Torazine. Anatomopatologia di una rivista dal 1996 al 2025 alla Domo de sa Poesia.
Mostra permanente degli artisti Luciano Piu, Maria Illotto e Eva Masen in piazza dei Caduti, Corso Umberto 92.
Mostra fotografica Le declinazioni del bello, di Stefano Delli, alla Prentza de Murone.
Libreria a cura di Emmepi Ubik Verbavoglio di Macomer.
Le location del festival
Il Cabudanne si articolerà nei cinque consueti luoghi storici del festival, a Seneghe: Domo de sa Poesia, Partza de sos Ballos, Putzu Arru, Prentza de Murone e il Campo della Quercia. Dalla mattina a notte tarda, come da tradizione. Il punto ristoro, come avviene ormai da otto anni, è curato dallo chef sardo Pierluigi Fais, patron del ristorante cagliaritano Josto.
Il Cabudanne de sos poetas 2026 – Sguardi Meridiani è realizzato con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, Fondazione di Sardegna, Institut Ramon Llull. La manifestazione si può realizzare grazie al sostegno di numerose istituzioni, aziende e associazioni, scuole, biblioteche, cooperative, musei del territorio, radio comunitarie, partner:
Patrocinano l’iniziativa Regione Autonoma della Sardegna, Unione dei Comuni del Montiferru e Alto Campidano, Sistema Bibliotecario del Montiferru, Comune di Paulilatino, Comune di Circello e Comune di Oristano.
Mercoledì, 22 luglio 2026
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