Friuli Venezia Giulia

Sgombero al Magazzino 4, esplode la polemica: “sicurezza” o “propaganda”

22.01.2026 – 17.50 – Nuova operazione di controllo e sgombero all’interno dell’area del Porto Vecchio di Trieste. All’alba di giovedì 22 gennaio le forze dell’ordine sono intervenute nel Magazzino 4, dove da tempo trovavano riparo decine di persone migranti. L’intervento, coordinato da Prefettura e Questura, ha portato all’identificazione di oltre cento persone e al trasferimento di una parte di esse verso strutture di accoglienza, mentre l’edificio verrà svuotato e successivamente sigillato. Secondo quanto riferito dalla Questura, l’operazione è stata finalizzata al ripristino delle condizioni di sicurezza e igiene, anche in considerazione delle temperature invernali. Una lettura che però viene contestata da associazioni e opposizioni politiche, che parlano di un’azione insufficiente e priva di una reale programmazione.

In una nota diffusa nella giornata di oggi, l’ICS – Consorzio Italiano di Solidarietà sottolinea come il numero di posti disponibili per i trasferimenti sia risultato nuovamente inferiore rispetto alle persone presenti nell’area. Secondo l’organizzazione, oltre un centinaio di persone sarebbe rimasto senza sistemazione, alcune in questa condizione da mesi. L’associazione critica inoltre i criteri adottati per i trasferimenti, definiti “opachi” e non legati né all’ordine cronologico delle domande di asilo né alle condizioni di vulnerabilità. Per ICS, l’obiettivo principale dell’intervento sarebbe stato ancora una volta la chiusura degli spazi, più che la presa in carico delle persone. Sulla stessa linea il Partito Democratico cittadino. La segretaria Maria Luisa Paglia parla di una gestione “propagandistica” del fenomeno migratorio e di un’operazione più simbolica che efficace. Secondo il PD, il massiccio dispiegamento di forze dell’ordine non avrebbe risolto la situazione, lasciando decine di persone nei ruderi del Porto Vecchio senza prospettive. I dem evidenziano inoltre l’assenza di un adeguato numero di mediatori culturali e definiscono l’intervento uno spreco di risorse pubbliche e di dignità istituzionale. “Non è un problema di ordine pubblico – sostiene Paglia – ma di mancanza di soluzioni strutturali e di servizi di bassa soglia”.

Di segno opposto la posizione di Fratelli d’Italia. In una nota, l’onorevole Nicole Matteoni, deputata e segretaria provinciale del partito, difende l’operazione parlando di un intervento necessario per ripristinare sicurezza, legalità e decoro urbano. Secondo Matteoni, la presenza stabile di bivacchi e occupazioni abusive avrebbe prodotto ricadute sulla sicurezza dei cantieri portuali e sull’area circostante. La parlamentare sottolinea inoltre l’attività di identificazione e verifica delle posizioni amministrative, ringraziando le forze dell’ordine per il lavoro svolto.

[f.v.]




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