Lazio

sfregio dopo la festa dei bambini

Non è durata che poche ore la provocazione comparsa sui muri del Parco Sangalli.

Una scritta — “Prima gli italiani, riprendiamoci i quartieri — accompagnata da una croce celtica e da un tricolore capovolto, ha provato a sfidare il cuore multiculturale di Roma Est proprio nel luogo dove, solo poche ore prima, oltre 300 bambini avevano celebrato la bellezza della diversità.

L’offesa dopo la festa

Il blitz notturno è scattato all’indomani di una giornata memorabile che ha visto coinvolte 25 classi delle scuole del territorio (Laparelli e Salacone). Un evento che ha riunito generazioni e culture diverse sotto il segno della convivenza.

«Sono sempre gli stessi, che usano il buio per agire in un quartiere che racconta tutt’altro», ha denunciato con amarezza Edoardo Annucci, assessore al Verde del Municipio V.

La risposta della macchina amministrativa è stata però rapidissima: grazie all’intervento della segreteria del sindaco Gualtieri, le squadre del Decoro Urbano hanno rimosso i simboli dell’intolleranza prima che la giornata entrasse nel vivo.

Tor Pignattara non si piega

«Un atto vergognoso da parte di chi è già stato respinto dal quartiere in più occasioni», ha commentato la consigliera regionale Marta Bonafoni (Pd), ribadendo come la diversità culturale sia il “valore aggiunto” e il tratto identitario inscindibile di Tor Pignattara.

Il Parco Sangalli, d’altronde, non è un obiettivo casuale. L’area verde, che ospita il suggestivo “Giardino delle Religioni”, è da mesi nel mirino dei gruppi di estrema destra.

Già in due occasioni Forza Nuova aveva tentato di presidiare il parco con “raduni per la sicurezza”, puntualmente vietati dalla Questura e preceduti da mobilitazioni antifasciste dei residenti.

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