Puglia

Sette settimane, sette bambole: a Conversano la Quarantana

L’ultima bambola cadrà il giorno di Pasqua, quando a mezzogiorno, richiamati in Piazza Castello dal suono della raganella, i cittadini di Conversano si riuniranno per assistere al taglio del filo che la sostiene, e ai più piccoli saranno distribuiti i dolci come augurio per la festività. Quella delle Pupe della Quarantana a Conversano è una tradizione antica di cui si ha traccia negli scritti dell’architetto Sante Simone, che da dodici anni la Pro Loco Conversano ha voluto far rivivere con l’obiettivo di far avvicinare i più piccoli e alle usanze della propria città, coinvolgendo anche le scuole.

“Nell’Ottocento c’era un vero e proprio calendario di quaresima che veniva rispettato dalle ragazze, che solevano tendere un filo da una finestra all’altra tra le strade e appendervi sette pupattole. – spiega Vito Antonio Galasso, presidente della Pro Loco di Conversano – Non sono altro che un calendario. Ogni domenica di quaresima al tramonto la tradizione ci dice, attraverso gli scritti di Sante Simone, che cadeva una pupa e i bambini che accorrevano al di sotto di questa pupa potevano mangiare la ciambella che la pupa conteneva”.

Le sette Pupe della Quarantana, confezionate artigianalmente, rappresentano nella tradizione le sette settimane precedenti la Pasqua. Ogni domenica una sola bambola veniva lasciata cadere, seguendo un ordine ben preciso. Prima quelle più colorate, poste ai lati, per giungere poi a quella bianca simbolo della purezza della Pasqua.




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