Calabria

Sette ore in treno per coprire 26 chilometri, in Calabria Frecce “spuntate” e spesso in ritardo

Vanno piano i treni in Italia. E in Calabria, anche più piano. Spesso si fermano. Portano ritardi da spavento, non sono quasi mai in orario. Le chiamano Frecce ma subito dopo la stazione di Marcellina, primo scalo a Nord della regione, si trasformano in qualcosa di diverso: convogli stanchi, rallentati, vulnerabili. Da lì, da quel nodo ferroviario, comincia un’altra Italia, quella che non cresce mai, dove i diritti non sono mai garantiti e a volte nemmeno riconosciuti. C’è il diritto alla cura, che costringe migliaia di persone a partire verso Nord per trovare un ospedale che funzioni. E poi c’è quello alla mobilità, che qui non è mai scontato. Si parla di grandi opere, del Ponte sullo Stretto come simbolo di modernità e rilancio, mentre la regione è attraversata da una rete ferroviaria fragile, esposta, incapace di reggere il peso della normalità.

Immagine poco edificante

Treni che si fermano in galleria, che accumulano ritardi spaventosi, che trasformano il viaggio in una lotteria senza vincitori. Qui perdono tutti: i passeggeri, perde lo Stato, perde il territorio. La verità è che la Calabria dei treni è lontana dalla politica d’immagine di Trenitalia. Del resto, questa nostra terra viaggia sempre di meno sulle strade ferrate perché i costi d’esercizio, dicono, sono troppo alti. E così si tagliano tratte e si chiudono stazioni. e, in questo modo, si cancellano le speranze di tante persone che vedono ridursi le loro possibilità di movimento.

Il caso

Il 13 novembre scorso, il Frecciarossa 9584 ha impiegato 414 minuti per coprire i 26 chilometri tra Scalea e Maratea. Sei ore e 54 minuti. Più o meno lo stesso tempo necessario per percorrere quella distanza a piedi. Nello stesso giorno, sulla medesima direttrice tirrenica, il Frecciarossa 8418 ha stabilito un primato ancora più difficile da spiegare: 521 minuti per andare da Paola a Salerno, 183 chilometri percorsi in 8 ore e 41 minuti. Nessun altro treno, in tutto il 2025, ha fatto peggio.
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