Trentino Alto Adige/Suedtirol

Settanta alloggi? No, il meleto non si tocca

I terreni disponibili a Bolzano sono finiti, o quasi. È questo il messaggio che arriva dall’Ipes, l’Istituto per l’edilizia agevolata, che oggi sul giornale Alto Adige  torna a sollevare il tema della scarsità di spazi per rispondere al fabbisogno abitativo della città. Un tema che sarà al centro dell’incontro fissato per il 5 febbraio tra la presidente Francesca Tosolini, il direttore Wilhelm Palfrader e i vertici dell’amministrazione comunale, il sindaco Claudio Corrarati e il vicesindaco Stephan Konder. Al centro del confronto c’è una vicenda che si trascina da oltre vent’anni: un terreno agricolo di 5.820 metri quadrati, oltre via Resia, tra Firmian e Casanova, acquistato dall’Ipes nel 2001 per circa due miliardi di lire. Un meleto che, secondo l’Istituto, avrebbe dovuto essere trasformato in area residenziale grazie a una variante urbanistica mai arrivata. Su quell’area, sostiene l’Ipes, potrebbero sorgere circa settanta alloggi sociali.

Secondo la ricostruzione dell’Istituto, all’epoca dell’acquisto vi era stata un’indicazione chiara: procedere con l’acquisizione del terreno agricolo, con l’impegno successivo a modificarne la destinazione urbanistica. Nel 2002 il Comune avvia effettivamente la procedura di variante al Piano urbanistico comunale, ma negli anni successivi il percorso si arena. Nel 2007 arriva il primo stop ufficiale, motivato dalla presenza di vincoli paesaggistici. Una seconda richiesta, avanzata nel 2015, riceve un nuovo diniego, anche alla luce delle cubature già assegnate in altre aree della città.Nonostante i ripetuti no, l’Ipes non ha mai abbandonato la questione.

Parallelamente restano aperti altri fronti. In via Aslago, ad esempio, l’Ipes guarda al futuro di sei palazzine ormai datate e in parte vuote. Attualmente gli alloggi sono poco più di cinquanta, ma l’ipotesi di riqualificazione (che coinvolge anche proprietà private) consentirebbe di arrivare a circa 170-180 appartamenti. Un obiettivo che, però, richiede un aumento dell’indice di cubatura e soluzioni condivise per la parte di edilizia privata. Sul fronte dei cantieri, procedono invece alcuni progetti già avviati. A Druso Est–Prati di Gries è in fase di gara l’intervento per la torre in legno da una trentina di alloggi, mentre sono partiti i lavori per il nuovo complesso residenziale nell’area dell’ex convitto Josefsheim, in via Castel Flavon ad Aslago, che porterà alla realizzazione di oltre sessanta appartamenti. Restano infine allo studio altre ipotesi, come l’area dell’ex caserma Gorio ai Piani, su cui sono in corso interlocuzioni con la Provincia, e quella dei Bagni di Zolfo, dove eventuali sviluppi abitativi e turistici passano comunque da una nuova variante urbanistica.

✍️ Alan Conti







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