Sestri Ponente, contaminazioni nel cantiere di piazza Clavarino: Arpal chiede nuove indagini
Genova. Nel terreno sono state trovate concentrazioni di sostanze contaminanti e sarà il piano di caratterizzazione a determinare se si dovrà procedere ad una bonifica del sito. Parliamo del cantiere di piazza Clavarino, a Sestri Ponente, dove in questi mesi si sta lavorando per spostare le tubazioni dell’oleodotto proveniente dal Porto Petroli, nell’ambito del progetto di allargamento di Fincantieri, e dai cui scavi sono emerse alcune potenziali criticità.
La notizia arriva dalla conferenza dei servizi tenutasi lo scorso 25 agosto, durante la quale è stata approvata l’istruttoria tecnica di Arpal, con relative prescrizioni, per procedere con nuovi monitoraggi per calibrare i primi dati emersi dal sito del cantiere: “A seguito dell’approfondimento di alcune indagini preliminari finalizzate alla valutazione dello stato ambientale e funzionali alle lavorazioni – si legge nella documentazione – sono stati riscontrati nelle acque sotterranee alcuni superi delle CSC per i parametri cromo VI, ferro, manganese e solventi clorurati (triclorometano e tetracloroetilene); tali superi non erano stati evidenziati in precedenza nel corso dell’iter di approvazione del progetto”.
Da qui la disposizione di Arpal di ulteriori indagini con scavi e campioni presi a diverse profondità per capire e determinare i confini e la dimensione di questa contaminazione. Una caratterizzazione che si dividerà in due ambiti: da un lato, nei terreni, si cercherà di quantificare al dettaglio la presenza di metalli pesanti, Ipa normati e di cokeria, Btexes (leggi benzene, toluene, etilbenzene e xilene) e carbonio, mentre nelle acque di falda si cercheranno anche tracce di idrocarburi e alifatici clorurati cancerogeni e non.

La presenza dell’oleodotto e delle sue tubature potrebbe essere una “causa” di queste rilevazione e l’indagine potrà determinare se negli anni si siano verificate perdite. Solo una volta individuate e circoscritte queste sostanze si potrà valutare il rischio e quindi la necessità di una eventuale bonifica. Dalla documentazione emerge inoltre la presenza di amianto, rilevato però in quantità tali da essere considerato fondo naturale. Una certificazione che, quindi, non dovrebbe allarmare la popolazione circostante – il cantiere è in mezzo alle case – ma che impone – e Arpal lo ha messo nero su bianco – un protocollo dedicato per le lavorazioni e la tutela dei lavoratori.
Le reazioni della politica
A commentare la notizia Rossella D’Acqui, presidente di Linea Condivisa, con un passato in Arpal: “Il passaggio richiesto servirà a determinare l’eventuale necessità di una bonifica il loco – spiega – come Linea Condivisa continuiamo e continueremo a seguire questo grande progetto e le sue lavorazioni che da tempo stanno portando disagi sulla popolazione di Sestri Poente. Bisogna applicare la massima cautela per difendere chi vive i quartieri, soprattutto in queste fasi di grandi cambiamenti, fasi che vanno governate senza improvvisazioni e rincorse. Senza dimenticare la tutela per i lavoratori che operano in questi cantieri“.