Molise

Sessanta notti davanti al ‘Veneziale’, Castrataro non molla: “La tenda si smonta solo se cambiano le cose” (VIDEO) | isNews

“I dubbi arrivano la notte, quando sono in tenda da solo, e mi chiedo se ne vale la pena. Ma un attimo dopo penso che è la cosa giusta da fare”. Atteso per domani il piano operativo: “Serve una sanità pubblica efficiente e stabile”


di Pietro Ranieri

ISERNIA. Sessanta giorni in tenda davanti all’ospedale Veneziale, un presidio divenuto simbolo della mobilitazione per la difesa della sanità pubblica. A tracciare un bilancio della battaglia, ai microfoni di isNews, è il sindaco di Isernia Piero Castrataro: è cambiato realmente qualcosa, dopo tutto questo tempo? “È cambiata sicuramente la consapevolezza da parte di tutti che è arrivato il momento di risolvere questo problema definitivamente. Risolverlo vuol dire rimboccarsi le maniche, fare quello che può essere fatto anche non considerando Roma, non considerando il Parlamento, il Consiglio dei Ministri e chiunque possa decidere anche di mettere ulteriori risorse”.

Il primo cittadino sottolinea la forte partecipazione della popolazione, a partire dalla fiaccolata che ha visto una presenza massiccia di cittadini. “Sentivo che all’interno dei cittadini cresceva la voglia di dimostrare che questo territorio vuole vivere, vuole una sanità pubblica efficiente, le persone vogliono essere curate, soprattutto vogliono essere sicure che nel caso dell’emergenza urgenza ci sia qualcuno che si prenda cura di loro”.

GUARDA L’INTERVISTA

Tra i momenti più significativi ricorda l’affetto ricevuto anche dai più piccoli: “Qualcuno ha disegnato delle culle scrivendo ‘Io sono nato qui’, qualcuno ha scritto ‘Forza sindaco, forza Piero’. Ecco, questi credo che siano i momenti più belli che ti danno la forza di andare avanti”. Non mancano però le difficoltà: “Arrivano delle volte quando sono in tenda da solo, soprattutto la notte, e ti chiedi se ne vale la pena. Un attimo dopo pensi che è la cosa giusta da fare, pensi che stai difendendo la sanità di noi tutti”.

Sul piano istituzionale, il confronto con i vertici dell’Asrem, la Regione e la struttura commissariale resta aperto. “Aspettiamo il piano operativo che da dichiarazione dei commissari dovrebbe arrivare domani. Sicuramente doveva arrivare prima. I commissari sono inadempienti rispetto ai loro obiettivi”.

Il nodo resta quello dei servizi considerati essenziali: “Se ci dovessero essere le deroghe di un anno per emodinamica e per il punto nascita, vuol dire che non si è capita la gravità del problema e soprattutto la necessità di dare tranquillità a chi viene a lavorare qui”. Il sindaco ribadisce che non si può indietreggiare sul Veneziale, così come sull’ospedale di Termoli e su quello di Agnone, che “deve restare presidio di area disagiata”.

Alla vigilia del termine fissato per la presentazione del piano operativo, la domanda resta: la tenda verrà smontata? La risposta è netta: “La tenda si smonta solo se cambiano le cose. Altrimenti, è giusto che rimanga un simbolo, anche attraverso il mio sacrificio, di quello che i cittadini molisani, al di là del colore politico, vogliono: una sanità pubblica che funziona”.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »