Emilia Romagna

“Servono dati e strategie, non allarmismi” – Forlì24ore.it

Foto Capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Emilia Romagna, Marta Evangelisti

Evangelisti: gestione responsabile della specie protetta, monitoraggio aggiornato e coordinamento regionale per sicurezza e agricoltura

La presenza stabile dei lupi nelle aree periurbane dell’Emilia-Romagna richiede scelte responsabili e fondate su dati certi, non su slogan o interventi improvvisati. Lo afferma Marta Evangelisti, Presidente del Gruppo Fratelli d’Italia in Assemblea legislativa regionale, commentando il recente decreto del Ministero dell’Ambiente sullo status di protezione del lupo e le audizioni sul nucleo stabile di lupi nell’area di Villa Ghigi a Bologna.

«Né allarmismi né scorciatoie funzionano – sottolinea Evangelisti –. Spostamenti forzati o soluzioni improvvisate rischiano di essere controproducenti. Serve invece una gestione seria, pianificata e basata su monitoraggi aggiornati».

La consigliera evidenzia inoltre come fenomeni come la crescente presenza dei lupi e l’emergenza della peste suina africana siano stati sottovalutati dalla Città metropolitana e dalla Regione, nonostante competenze precise in materia di prevenzione e contenimento.

Per affrontare la situazione, Evangelisti ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale con richieste precise: dati certi e omogenei sulla consistenza dei branchi, chiarimenti sulle deroghe effettivamente richieste, una strategia per i casi critici, una posizione ufficiale sul rapporto tra lupi e peste suina africana e un piano integrato regionale per coordinare prevenzione, gestione faunistica, sanità animale e sostegno agli allevatori.

«Il decreto nazionale non autorizza abbattimenti indiscriminati – spiega la presidente di FdI – ma invita le Regioni a intervenire con strumenti adeguati. Senza monitoraggio serio e strategia chiara, si rischia solo confusione, contenziosi e conflitti sociali».

Evangelisti conclude sottolineando che la Regione Emilia-Romagna deve collaborare con il Governo nazionale, superando contrapposizioni ideologiche, per rendere la presenza del lupo compatibile con la sicurezza dei cittadini, la tutela del lavoro agricolo e il presidio del territorio.

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