Abruzzo

Servono chiarezza e verità sul progetto


A nove mesi dall’inaugurazione del cantiere di Manoppello per la velocizzazione della linea ferroviaria Roma-Pescara, il consigliere regionale Antonio Di Marco, vicepresidente della Commissione Ambiente, Infrastrutture e Territorio, torna a sollevare dubbi sullo stato dell’opera e sulla trasparenza dell’intero processo.

«Restano tanti punti oscuri, a partire dalle coperture finanziarie dell’intervento, che il presidente Marsilio ha finito per qualificare come infrastruttura militare», afferma Di Marco, che ha presentato una interrogazione a risposta scritta rivolta al presidente della giunta e all’assessore competente.

Il consigliere chiede di fare chiarezza, innanzitutto, sull’effettiva operatività del cantiere, dove – secondo le segnalazioni arrivate dal territorio – starebbero lavorando meno unità rispetto a quanto previsto e annunciato. Ma non è l’unico nodo critico.

«Ci sono lotti dell’opera che non risultano ancora pienamente definiti o autorizzati nei contenuti – spiega Di Marco – e mancano certezze su espropri, tempistiche, risorse, autorizzazioni ambientali e impatti su imprese e territorio». In particolare, il consigliere chiede chiarezza sulle opere viarie richieste in variante da diversi Comuni e sulle strategie di delocalizzazione per due importanti impianti produttivi, Orsini e Blasioli e Alfasigma Italia, che – secondo Di Marco – rischiano di subire danni maggiori dei benefici attesi.

«Tutto è fermo – denuncia – e la trasparenza, più volte disattesa in questa vicenda, non è un optional ma un dovere verso cittadini e comunità. Il confronto pubblico doveva essere promosso sin dall’inizio dalla Regione, che invece è rimasta silente».

Di Marco accoglie però con favore il primo confronto ufficiale annunciato in Regione per il 28 gennaio, promosso dall’assessora alle Attività produttive Tiziana Magnacca. «È un primo passo, che chiedevo da tempo insieme alle opposizioni – conclude – ma continuerò a esercitare il mio ruolo di controllo e vigilanza. Su un’opera di questa portata servono chiarezza, partecipazione e responsabilità. Il territorio ha diritto a essere ascoltato».


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