Servizi cimiteriali a Terni Reti, scontro aperto: «Scelta che penalizza e precarizza»
Non si fermano le polemiche contro l’affidamento dei servizi cimiteriali a Terni Reti. Se il M5s ribadisce la sua posizione di forte contrarietà, all’eco si aggiunge anche l’alleanza delle cooperative dell’Umbria, che unisce Legacoop, Confcooperative e Agci, che chiede «trasparenza e confronto».
Polemica sull’affidamento I pentastellati tornano a farsi sentire dopo essersi già scagliati, nei giorni scorsi, contro il sistema del sindaco Stefano Bandecchi che porta i servizi in house ma poi paga le ditte esterne. Il gruppo territoriale del M5s insiste: «Quanto denunciato il 3 gennaio sulla gestione dei cimiteri comunali trova oggi puntuale conferma nei fatti. Il 28 luglio il Consiglio comunale ha affidato a Terni Reti il global service dei cimiteri. Fino ad allora il servizio era svolto da società private specializzate e il personale veniva sempre riassorbito tramite clausole sociali, garantendo continuità delle competenze. Con il passaggio a una società di diritto pubblico questo meccanismo si interrompe: non è previsto l’assorbimento automatico del personale, che può essere assunto solo tramite procedure selettive pubbliche». In una nota i grillini ricordano le rassicurazioni dello scorso 24 dicembre dell’assessore Cardinali: dal 2 gennaio il servizio sarebbe partito regolarmente. Poi, «l’8 gennaio, a seguito delle segnalazioni di numerosi cittadini e di quanto riportato dalla stampa locale, è emersa una situazione ben diversa dalle rassicurazioni di Cardinali: tumulazioni a rilento e salme in attesa nel cimitero di Terni dopo il passaggio del servizio a Terni Reti».
Pronta l’interrogazione E proseguono: «Nello stesso giorno, l’assessore Cardinali ha negato formalmente l’esistenza di arretrati, ma ha ammesso che Terni Reti è stata costretta ad avvalersi di ditte esterne per garantire il servizio. Grave è il tentativo dell’assessore Cardinali di scaricare sui lavoratori la responsabilità di questa situazione, sostenendo che il ricorso alle ditte esterne dipenderebbe dalla scelta degli operatori di non accettare contratti a tempo determinato in vista di futuri e ipotetici concorsi. Ancora più gravi – prosegue il M5s – sono le dichiarazioni del presidente della Terza commissione consiliare, Claudio Batini (Alternativa popolare), che ha parlato di “fine degli affari per i soliti noti” e di una “mangiatoia alimentata per trent’anni”. Se Batini ha elementi concreti, faccia i nomi e porti gli atti nelle sedi competenti». Alla luce di ciò, i pentastellati annunciano la presentazione di un’interrogazione per fare luce sulla questione e comprendere quali ditte siano state incaricate; i costi e le tempistiche in cui Terni Reti «sarà effettivamente in grado di gestire in autonomia l’intero global service».
La posizione dell’alleanza delle cooperative dell’Umbria La questione ha attirato e scatenato la preoccupazione anche dell’alleanza delle cooperative, che sostiene: «Si tratta di una scelta che rischia di impoverire il tessuto produttivo e sociale della regione, senza che vi sia la certezza di un reale vantaggio economico e sociale per la collettività. Il quadro normativo attuale, definito dal decreto direttoriale del ministero delle Imprese e del Made in Italy del 16 maggio 2025, è molto chiaro: per i servizi pubblici locali non a rete, tra cui quelli cimiteriali, il decreto ha introdotto schemi standard di bando e contratto, stabilendo che gli affidamenti devono avvenire preferibilmente tramite gara pubblica. Le gare devono basarsi sul criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, garantire trasparenza, qualità del servizio e clausole sociali per la tutela dei lavoratori. L’affidamento in house è consentito solo se dimostrato più conveniente rispetto alla gara, attraverso un’istruttoria comparativa chiara e pubblica». Oltre agli aspetti normativi, all’alleanza la decisione di Palazzo Spada appare «in evidente contraddizione con gli impegni assunti nel ‘Tavolo sui contratti pubblici’ istituito dalla stessa amministrazione. Quel tavolo aveva come obiettivo la promozione della trasparenza, della concorrenza e della partecipazione delle imprese locali». In conclusione, l’alleanza delle cooperative dell’Umbria «invita l’amministrazione comunale a riaprire il confronto pubblico, basandolo su dati economici comparativi tra gara e affidamento in house, e a rispettare le regole e lo spirito del decreto Mimit, che punta a garantire trasparenza, qualità e tutela occupazionale. È necessario tornare a scelte coerenti con gli impegni assunti – concludono – e con l’interesse generale, evitando decisioni che rischiano di penalizzare il territorio e i cittadini».
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