Emilia Romagna

serviranno altri 10 milioni per la seconda tratta


Circa dieci milioni di euro. E’ l’aumento dei costi con cui Pmr dovrà fare i conti per la costruzione della seconda tratta del Metromare, che collegherà la stazione alla Fiera di Rimini. L’importo è emerso durante il confronto avvenuto nella giornata di lunedì (30 marzo) tra l’amministratore unico di Pmr Stefano Giannini e i dirigenti del Comune di Rimini. Una seduta “tecnica” durante la quale sono state illustrate tutte le criticità. L’importo complessivo per realizzare l’opera, inizialmente indicato in 53 milioni di euro, andrebbe così ora a superare i 60 milioni di euro.

Lo stesso Giannini, interpellato lo scorso febbraio da Dossier RiminiToday, aveva apertamente parlato di un notevole aumento dei costi da sostenere. “Siamo in attesa delle ultime verifiche tecniche – aveva spiegato -, poi cercheremo di capire quanti fondi sono necessari”. E’ confermato come l’aumento dei costi è imputabile principalmente a due fattori: una significativa variazione progettuale all’altezza del ponte Marecchia e l’aumento dei costi dei materiali rispetto a quanto preventivato negli anni precedenti.

Metromare, seconda tratta nel limbo: due anni di ritardi e ora spunta il “giallo” dell’aumento dei costi

Ora sarà necessario capire quale piano affrontare per recuperare la differenza dei soldi necessari. Esiste un piano A: che prevederebbe di escludere dai costi del progetto l’acquisto dei mezzi full electric, su cui tra l’altro c’era già un ordine con il produttore che era poi stato fermato proprio a causa dei ritardi e delle incertezze accumulate. Altrimenti il piano B è quello di agganciare finanziamenti dal governo in riferimento a quelle opere uscite dai fondi del Pnrr.

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Ed è proprio il caso del Metromare di Rimini, seconda tratta. Inizialmente il progetto prevedeva un finanziamento attraverso i fondi europei del Pnrr per circa 60 milioni di euro, poi verificata l’impossibilità di rispettare le scadenze (l’opera doveva essere conclusa a metà giugno del 2026) si è fatto ricorso, con il via libera, a un vecchio finanziamento statale di 55 milioni di euro, garantito sin dal 2020.

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Ora non è facile stabilire con esattezza quanto potranno aprire i cantieri. Nel frattempo il Consorzio Integra, che si è aggiudicato l’appalto, sta ancora procedendo alla progettazione definitiva. Progetto che dovrà poi ancora ottenere un via libera in sede ministeriale.


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