Abruzzo

Serve il reato di omicidio sul lavoro


Una tragedia che riaccende, per l’ennesima volta, l’urgenza di una normativa più severa contro le morti sul lavoro. Rosario Di Palma, 51 anni, carrellista esperto, è morto nella notte del 23 settembre alla Prima Eastern di Torino di Sangro, travolto da un sacco da una tonnellata. La notizia ha subito scosso il territorio abruzzese, ma anche sollevato una dura reazione da parte dell’Unione sindacale di base.

Il sindacato, in una nota, punta il dito contro istituzioni, aziende e politica, definendo la morte di Di Palma l’ennesimo caso che “non può essere liquidato come un semplice incidente”. “Sono drammi annunciati – scrive l’Usb – frutto di insufficienti investimenti sulla sicurezza, organici inadeguati, controlli carenti e normative ancora troppo deboli”.

La vicenda umana è straziante. Rosario Di Palma, che avrebbe compiuto 52 anni a dicembre, viveva a Vasto ed era padre di due figli: Lorenzo, 18 anni, e una bambina di 13. A dover dare la notizia ai ragazzi è stata la moglie Rossella, svegliata dai carabinieri intervenuti sul posto. L’uomo lavorava da oltre 20 anni nella stessa azienda, nell’indotto dello stabilimento Stellantis di Atessa.

Secondo le prime ricostruzioni, sarebbe sceso dal muletto per verificare un problema e, proprio in quel momento, una big bag di juta contenente polimeri gli è piombata addosso, uccidendolo sul colpo. L’allarme è stato dato dai colleghi, che non lo vedevano rientrare. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i carabinieri e il Servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro della Asl. La Procura di Vasto ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia.

L’Usb ribadisce l’urgenza di calendarizzare in Senato la proposta di legge di iniziativa popolare che introduce il reato di omicidio sul lavoro e lesioni gravi e gravissime. “Se il Parlamento non lo fa – si legge nella nota – si rende complice di una strage quotidiana”. La proposta è stata presentata anche al Cnel, ma si è arenata per la contrarietà di diversi componenti del tavolo, “sindacati inclusi”, sottolinea l’Usb.

Solidarietà anche ai lavoratori del cantiere di Torre Marino, frazione di Lanciano, dove pochi giorni fa si è sfiorata una tragedia analoga per il crollo improvviso di un ponte in costruzione.

“La nostra battaglia continuerà – conclude il sindacato – perché le morti sul lavoro non possono essere derubricate a semplici disgrazie. Chi ha responsabilità deve pagare. Anche con il carcere”.


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