«Senza l’hub andate via? Ancona non è ricattabile»
ANCONA Schiva il colpo, Silvetti. Poi carica il guantone e sferra anche lui un destro micidiale – metaforico, s’intende – in risposta all’attacco frontale di Msc, che ieri sul Corriere ha minacciato di portare via da Ancona i traffici crocieristici se non dovessero arrivare risposte positive all’esito dell’iter per il banchinamento grandi navi del molo Clementino. «Ancona non si fa ricattare da nessuno» puntualizza da subito la fascia tricolore, la cui contrarietà al progetto dell’accosto al porto antico è ormai proverbiale.
La chiarezza
Replicando alle parole di Luigi Merlo, referente per l’Italia di Ctl Maritime, la società di Msc che gestisce i terminal crociere e che vorrebbe costruirne uno anche ad Ancona, Silvetti chiarisce: «Dice una cosa non vera quando sostiene di non aver ricevuto ancora risposte certe dalla città, visto che io chiarezza l’ho dimostrata più volte». «Già dalla campagna elettorale del 2023» ricorda, quando esprimeva la sua contrarietà al banchinamento. Altro punto: per Merlo, la posizione di contrarietà del Comune sarebbe di principio. «Evidentemente non hanno letto bene le nostre osservazioni al progetto, visto che le nostre argomentazioni sono tutte state spiegate nel dettaglio» si contrappone il sindaco. Nodi come la maxi-cabina elettrica da 50 metri per l’alimentazione delle navi, o il traffico generato da ogni approdo. Per Silvetti, però, oltre al peso delle parole, va sottolineata anche la modalità con cui Msc le ha espresse. «È stato un passaggio brutto – commenta a cuore aperto – che però ci fa capire tante cose. Perché un grande gruppo del genere fa le ripicche?». Va oltre: «Non capisco dove sia la logica imprenditoriale nel fare questi ricatti, dai quali, però, non mi faccio condizionare». Paura, sostiene, non ne ha. Porteranno via le navi? «Grazie a Dio il mercato è libero, sono i benvenuti ma non possono porre condizioni. Così come sono stati liberi di arrivare, faranno le loro valutazioni». Ma su una cosa si sofferma: Merlo sostiene che Msc sia rimasta ad Ancona fino ad ora come segnale di apertura, nonostante l’accosto attuale alla banchina 15 sia ormai troppo piccolo e il terminal per l’accoglienza lasci a desiderare. «Non so quale sia stato il loro sacrificio, non sono qui a far favori» dice.
I termini
Parlando poi del terminal crociere che Msc vorrebbe costruire a sue spese sul molo, progetto invece a carico dell’Autorità portuale, il sindaco puntualizza: «Mi fa specie che a pronunciarsi in questi termini sia un non titolare, una società che non è ancora concessionaria».
Perché il bando è ancora aperto, e c’è un’offerta concorrente dei turchi di Global Ports. La compagnia della famiglia Aponte lamenta anche i tempi di questa procedura autorizzativa, in essere dal 2021 – anno della prima richiesta ufficiale di Msc. «Se la devono prendere con l’Autorità portuale, sono loro che portano avanti la procedura» è la stoccata del sindaco, rivolta per par condicio anche al presidente uscente dell’Authority Vincenzo Garofalo. Un passaggio, poi, ci tiene a spenderlo per parlare di Miami, visto che Merlo sostiene di averci messo meno a costruire lì il terminal più grande del mondo che ad avere il parere su Ancona.
«Ma davvero paragoniamo Ancona a Miami? È fuori luogo, noi abbiamo un porto storico che Miami si può sognare» attacca. Poi conclude, sintetizzando: «Non mi posso far ricattare, la salute dei cittadini non è negoziabile». Intanto, ieri, la Regione ha diffuso il testo del suo parere sul Clementino, inviato a Roma entro la scadenza per le osservazioni, prevista per oggi. Parla di «criticità» su più punti, dalla mancanza di studi epidemiologici sull’effetto dell’inquinamento all’assenza di prospetti veritieri e completi sull’impatto visivo del banchinamento nel paesaggio del porto storico. Si chiede inoltre al Mase di tenere in conto altre ipotesi, come l’accosto alla futura Penisola. Sintetizza l’assessore regionale al Porto Giacomo Bugaro: «Se il parere del Mase fosse positivo, saremmo lieti di vedere realizzata l’opera. Se fosse negativo, lo accetteremmo. Ma sarà comunque necessario lavorare a delle alternative». Perché «non intendiamo perdere le crociere, né compromettere il rapporto con Msc».




