Cultura

Sentimental Value | Indie For Bunnies

E’ sicuramente un’opera complessa “Senrimental Value” di Joachim Trier, è però una di quelle opere complesse che fluiscono e arrivano con genuinità – si tratta ovviamente delle opere più difficili da realizzare.
Perchè dentro c’è di tutto, dalla psicoanalisi al trasferimento del trauma, dal metacinema al teatro, dalla commedia alla tragedia, però prima di tutto questo quella che arriva è la storia di una famiglia disunita che lentamente si ricompone, nella casa che con le sue crepe e l suo arredo antico fa da sempre cornice alle sue storie.

Skarsgard padre dà vita a un vecchio regista viveur malinconico e irresistibile, Renate Hansen Reinsveen e Inga Ibsdotter Lilleaas a due figlie e due reazioni all’assenza del primo totalmente diverse, mentre Elle Fanning è l’attrice americana che si trova un bel po’ goffamente in mezzo a questa strana famiglia. Quattro interpretazioni straordinarie che danno vita a un dramedy meta-cinematografico che un minuto ti ferisce nel profondo (penso alla visita di Skarsgard al vecchio direttore della fotografia per esempio) e quello dopo ti fa ridere della morte (l’esilarante battuta sullo sgabello Ikea).

La messinscena è di eleganza nordica, la fotografia pulita per risaltare i colori della natura norvegese e degli oggetti e i movimenti di camera di una raffinatezza inusitata. Molto bello anche l’ultilizzo di grandi classici della canzone pop (da Terry Callier ai New Order ai Roxy Music) i cui testi sembrano dialogare con le immagini.


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