Trentino Alto Adige/Suedtirol

Semafori a San Giacomo, «Comune ancora immobile» – Cronaca



LAIVES. Ad un anno dalla raccolta firme promossa fra gli abitanti di San Giacomo per chiedere migliorie concrete di viabilità e semafori, anche in previsione dell’inizio dei lavori per il sottopasso in via Einstein a Bolzano che incideranno inevitabilmente su San Giacomo, la consigliera Maira Nicoletti, che era fra i promotori della raccolta firme, torna sul tema.

«È passato un anno dalla raccolta di oltre 500 firme in poche ore per migliorare la viabilità nella frazione di San Giacomo, lungo via Wagner e via Max Valier», scrive in una presa di posizione la consigliera, «Una mobilitazione spontanea dei cittadini che ha portato alla presentazione di una mozione in consiglio comunale, nel maggio 2025, approvata all’unanimità. La richiesta era chiara: intervenire sulla viabilità di San Giacomo, oppressa da cinque semafori posti a poche centinaia di metri l’uno dall’altro lungo l’asse di via San Giacomo. Eppure, nonostante interrogazioni e solleciti ripetuti, nessun intervento immediato è stato ancora realizzato».

La consigliera spiega che era stata proposta una modifica semplice per l’impianto semaforico in centro, «già dettagliata e tecnicamente fattibile, con modalità a chiamata per i pedoni», sottolinea, come misura che avrebbe potuto, almeno in parte, soddisfare la richiesta dei residenti, ma anche rappresentare un test per future innovazioni. «Purtroppo, però, una spesa inferiore ai 3.000 euro era ritenuta eccessiva per una soluzione temporanea: un’opportunità persa per migliorare la quotidianità, senza dover interferire con i piani strutturali», nota.

«Negli ultimi mesi – ricorda – l’amministrazione comunale ha parlato di “approfondimenti tecnici” e “ipotesi di intervento”, rinviando tutto alla revisione degli impianti nel 2026. Parole che non hanno prodotto alcun cambiamento concreto, lasciando i cittadini a fare i conti quotidianamente con i cinque semafori per attraversare la parte centrale dell’abitato: tempi di attesa prolungati, scarsa fluidità del traffico e situazioni paradossali, soprattutto nelle ore serali e nei fine settimana, quando il traffico è ridotto ma i cicli semaforici restano invariati. Alla luce di quanto emerso, appare legittimo chiedersi se non sarebbe stato opportuno intervenire per tempo. Non sarebbe stato tempo perso, ma un’occasione per rispondere concretamente alle richieste dei cittadini».

(In foto un momento di raccolta firme) 




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