Sei Nazioni, l’Italrugby non chiude in bellezza
Non poteva esserci modo peggiore per chiudere un ottimo Sei Nazioni da parte della Nazionale italiana di rugby. Dopo due vittorie e due sconfitte, alla quinta e ultima giornata del torneo è arrivata la terza sconfitta e la più pesante. Se non nel punteggio (31-17), per come è maturata e perché arrivata contro una squadra, il Galles, che doveva essere l’avversario più alla portata, reduce da 15 sconfitte consecutive nel torneo. Bisogna riconoscere che nulla può essere dato per scontato nel rugby, ne è testimone la stessa Italia che una settimana fa ha battuto l’Inghilterra per la prima volta nella sua storia, per non parlare della Scozia, che ha iniziato l’edizione 2026 perdendo con gli Azzurri per poi vincere con Galles, Inghilterra e Francia. Tuttavia, l’Italia, dopo le vittorie nella prima e della quarta giornata e la partita con l’Irlanda, che si può considerare una mancata vittoria, era chiamata a confermarsi, a una prova di maturità. Non è arrivata. Anzi, non ha funzionato quasi nulla al Principality Stadium di Cardiff, soprattutto nei primi 40 minuti, a senso unico in favore dei padroni di casa. Dopo un inizio di ripresa come era finita la prima frazione, gli Azzurri hanno provato a rientrare in partita ma senza successo, con anche 2 azioni da meta per l’Italia che l’intervento del Tmo ha “bocciato”. Risalire da un 31 a zero non sarebbe stato facile per nessuno, per una Italia sottotono è stato impossibile.
Lamaro: «Troppe cose non hanno funzionato»
«Siamo stati inconsistenti in rimessa laterale e in mischia, ci sono tante cose che non hanno funzionato. Non siamo riusciti a concretizzare alcune occasioni che abbiamo avuto», ha riconosciuto il capitano Michele Lamaro, facendo le «congratulazioni al Galles, che ha fatto una grande partita». La delusione però è forte: «Avevamo una grande possibilità ma siamo stati altalenanti in diverse fasi della partita. Oggi purtroppo non siamo riusciti a portare in campo quello che volevamo. Fa male ed è giusto che faccia male». Riguardo il match, Lamaro ha sottolineato che «la prima meta del secondo tempo è stato il punto di svolta in negativo del match, è quella che ci ha fatto più male. Sembrava che loro volessero di più la vittoria e questo ha fatto la differenza». Quello che brucia di più è che «l’ultima partita è sempre quella che ti lascia il ricordo del torneo. Oggi, il torneo è stato un po’ macchiato. Resta il risultato con l’Inghilterra, nessuno ce lo toglierà mai, ma oggi dovevamo fare una prestazione tale da chiudere in bellezza ma non l’abbiamo fatto». Sulla stessa lunghezza d’onda Federico Ruzza: «Il primo tempo è stato difficilissimo. Non siamo riusciti a metterli sotto pressione. Non abbiamo fatto quello che avevamo preparato. La ripresa è andata un po’ meglio ma non ci si può permettere di concedere 21 punti in 40 minuti. Loro hanno giocato meglio, hanno fatto la partita che dovevano fare, dobbiamo riconoscerlo».
Quesada: «È stato comunque un buon Sei Nazioni»
«Oggi è stata dura fisicamente. Abbiamo sbagliato alcuni placcaggi che di solito non sbagliamo», ha sottolineato l’allenatore Gonzalo Quesada ai microfoni di Sky. «Nel primo tempo abbiamo avuto due opportunità chiare all’inizio ma siamo rimasti sullo zero-zero, loro invece hanno avuto tre occasioni e siamo andati sul 21 a zero», ha continuato Quesada in conferenza stampa, dando «merito al Galles: hanno messo tutto quello che avevano e hanno meritato la vittoria. Hanno giocato con molta più intensità». Bisogna riconoscere che quella dell’Italia oggi «non è stata una buona partita ma non abbiamo mai mollato e alla fine abbiamo avuto l’opportunità di tornare» in gioco. Il fatto però che, al rientro in campo dopo la pausa, i primi punti siano stati ancora marcati dai gallesi «ha segnato la partita». Questa performance, tuttavia, anche se lascia l’amaro in bocca, non può completamente rovinare il bilancio finale: «È stato un buon Sei Nazioni ma c’è ancora tanto da lavorare. Non è che la scorsa settimana eravamo i re del mondo e oggi siamo i peggiori. Questo Sei Nazioni fa parte del nostro percorso. Bene le vittorie con Scozia e Inghilterra, con l’Irlanda sarebbe stato più giusto un pareggio ma il Tmo è stato incompetente», ha rimarcato il ct azzurro.
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