Veneto

“Segnalazione ‘Baby Gang’ violenti a Spinea”. Lettere al giornale


Baby Gang al parco (foto da archivio)

“Segnalazione ‘Baby Gang’ violenti a Spinea”. Lettere al giornale
La Voce di Venezia

Come se non bastassero i recenti furti, è da ormai quasi un anno che la frazione di Orgnano a Spinea è teatro di continue infrazioni commesse da una banda di ragazzini che non solo violano il codice della strada seminando il panico sfrecciando a bordo di motorini elaborati, ma si spingono ben oltre arrivando a commettere illeciti penali mettendo in essere atteggiamenti aggressivi minacciando ed aggredendo chiunque li approcci per cercare di fermarli.

Questa banda bivacca abitualmente nell’area verde di Via Luneo (per i meno abituali della zona, il piccolo parco/campo sportivo fra Via Torino e Via Cavalcanti) e se non bastasse il degrado che lasciano non utilizzando i molteplici cestini presenti gettando rifiuti ovunque, rovinando le recinzioni presenti e addirittura come segnalato in passato, distruggendo i giochi per bambini, continuamente scorrazzano indisturbati a bordo di scooter elaborati facendo garette, impennate e manovre azzardate non solo rischiando incidenti con le vetture di passaggio o parcheggiate, ma soprattutto mettendo a rischio l’incolumità dei pedoni e dei cicli in quanto questi soggetti amano sfrecciare nei percorsi/strade esclusivamente pedonali il cui transito di ogni mezzo è vietato, come fossero delle piste.

Tutto ciò avviene per l’appunto non solo in Via Torino, ma in tutte le zone circostanti all’interno della frazione di Orgnano: Via Luneo, Barzizza, Rossignago, Della Repubblica e soprattutto Via Della Costituzione: qui è un altro punto nevralgico dove la banda bivacca al parcheggio della Coop e con totale nonchalance, munita di attrezzi da lavoro apporta modifiche ai motorini come fosse un’officina a cielo aperto per poi testare gli stessi con le solite gare e manovre spericolate nel parcheggio del supermercato e strade adiacenti.

Se ciò non dovesse bastare, questi soggetti si dimostrano estremamente aggressivi, minacciando e quasi aggredendo fisicamente chiunque abbia provato a redarguirli o a fermarli per chiamare le forze dell’ordine, tipico comportamento da branco dei ragazzini dei giorni nostri.

L’ultimo episodio di forte tensione risale esattamente a ieri nel tardo pomeriggio, quando uno di questi delinquenti sfrecciava a bordo del suo scooter elaborato in Via Barzizza nella zona chiusa al traffico ed esclusiva a soli pedoni/bici, ed è stato fermato da un podista che era di passaggio che lo ha invitato a rallentare e a rispettare il codice della strada: da lì la situazione è degenerata con il teppista che ha iniziato ad andare in escandescenza inveendo e minacciano fisicamente il podista (tenendo una mano in tasca, pronto a sfoderare l’arma nascosta di cui era probabilmente in possesso).
Il teppista si stava avvicinando per aggredirlo ma ha desistito solo perché il podista ha iniziato ad urlare chiedendo aiuto, di chiamare i Carabinieri che stava subendo un’aggressione: dopo essersi guardato intorno ed essersi reso conto che la via era popolata da altre persone, ha fatto retromarcia e coprendo la targa con la mano è scappato nella direzione opposta.

Aldilà dell’evento in sé, il podista afferma che il vero rammarico e indignazione li ha provati quando nessuno dei numerosi testimoni presenti nella via è intervenuto o si è interessato a ciò che è accaduto: tra chi ha fatto finta non fosse accaduto nulla e ha continuato la propria passeggiata col telefono all’orecchio, a chi, dopo esser stato approcciato dallo stesso malcapitato (altrimenti nessuno si sarebbe sincerato delle sue condizioni) era dispiaciuto ma non poteva chiamare i Carabinieri “perché aveva lasciato il cellulare in macchina” o che “non valeva la pena” o “non avrebbero potuto fare nulla”. L’omertà e mancanza di solidarietà non hanno alcun punto cardinale in Italia.

Le forze dell’ordine (sia Polizia Locale che Carabinieri) sono a conoscenza della situazione avendo confermato la ricezione di molteplici segnalazioni nel corso del tempo da parte dei residenti, con addirittura foto e video dei soggetti in questione (alcuni di loro, ironia della sorte, sono residenti della zona stessa), ma non vengono mai effettivamente intraprese azioni per fermarli definitivamente per i soliti motivi legati alla “mancanza di personale in grado di coprire tutto il territorio”, che nonostante i loro controlli “per i motorini è facile scappare altrove al loro arrivo” e simili.

I residenti affermano che i controlli sono pressoché inutili ed estremamente rari: quando si vede una pattuglia questa si limita a passo d’uomo a percorrere la via in cui si trova per poi ritornare da dove è venuta in massimo uno o due minuti, senza scendere dall’auto e controllare i luoghi già a loro noti, dove bivaccano e si nascondono tali soggetti. E’ risaputo che la presenza avviene solo nei pomeriggi e sere, dunque è inutile passare la mattina quando questi sbandati sono a scuola.
Questi ultimi poi, non si fanno vedere e lasciano le acque calmarsi così da far sembrare tranquilla la situazione, per poi ritornare ai soliti comportamenti qualche giorno dopo.

E noi tutti ci chiediamo: ci deve sempre scappare il ferito o, nel peggiore dei casi, il morto, perchè le istituzioni intervengano in maniera decisa ed efficace a tutela del territorio e dei cittadini?
Speriamo almeno che il mezzo della comunicazione possa aiutare e vi invitiamo a condividere questa notizia in modo che tutti siano messi al corrente della situazione e stiano attenti.

Come suggerito dalle forze dell’ordine, in questa come in generale in tutte le altre situazioni incerte e di pericolo, la raccomandazione è quella di non approcciare mai personalmente questi soggetti, ma di fare la propria parte di cittadini e segnalare subito la loro presenza, richiedendo un intervento immediato di una pattuglia.

Grazie

(lettera firmata)

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