Umbria

Se spulci il ‘peso’ di ogni rinnovabile in Umbria sarai sorpreso. L’abbiamo fatto noi


di Maurizio Troccoli

Ad esempio sapevi che la provincia di Terni batte quella di Perugia quindici a zero, sulla produzione di energia da idroelettrico? Mentre sul fotovoltaico la provincia di Perugia vince cinque a uno contro quella di Terni? Sapevi che il problema reale per tutti è l’accumulo di energia, ovvero le batterie, piuttosto che la produzione? E che abbiamo superato il 40 percento di consumi da fonti rinnovabili? Ecco, abbiamo preso i numeri, li abbiamo spulciati per raccontare come è messa l’Umbria rispetto ad ogni fonte rinnovabile di energia, per conoscere non soltanto le curiosità, ma anche cosa ci aspetta.

L’Umbria compie passi in avanti sulle rinnovabili, riflettendo la condizione di una piccola regione del Centro Italia che se da un lato offre un piccolo contributo all’energia nazionale da fonte pulita, dall’altro esprime numeri non trascorabili in rapporto al numero di abitanti.

Nel 2024 la regione Umbria presenta una potenza efficiente totale installata pari a 1.320,21 megawatt (Mw), con un profilo di produzione fortemente sbilanciato su poche tecnologie. L’idroelettrico resta la colonna portante del sistema rinnovabile regionale, dove la provincia ternana fa la parte del leone, con 537,65 Mw di potenza complessiva regionale, concentrata quasi interamente nella provincia di Terni (505,59 Mw), mentre Perugia ne conta solo 32 Mw. Sul territorio ternano sono presenti impianti idroelettrici di grande capacità storica (come il complesso idroelettrico sul fiume Nera e il bacino del Corbara) che generano una quantità di energia significativa non soltanto rispetto al resto dell’Umbria ma del Centro Italia. Il fotovoltaico raggiunge complessivamente 55,5 Mw, ma con una distribuzione opposta: la provincia di Perugia totalizza 557,35 Mw, il Ternano 175 Mw. Le bioenergie si confermano stabili a 46,17 Mw (22 Mw a Terni e 24 Mw a Perugia), l’eolico resta marginale con 3,98 Mw, e non risultano impianti geotermici in esercizio.

Questa fotografia di potenza installata si riflette in parte anche sulla produzione elettrica: l’Umbria continua a contribuire in modo limitato alla produzione nazionale da fonti rinnovabili, con una dipendenza marcata dall’idroelettrico e una crescita costante del fotovoltaico, mentre bioenergie ed eolico mantengono un ruolo secondario.

Guardando allo storico recente, nel 2023 la produzione elettrica complessiva da fonti rinnovabili in Umbria aveva raggiunto circa 2.219 gigawattora (GWh). L’idroelettrico rappresentava oltre il 60 per cento del totale, con 1.402 GWh, in recupero rispetto al 2022, segnato da una crisi idrica eccezionale. Il fotovoltaico aveva prodotto 636 GWh, in crescita rispetto agli anni precedenti, mentre le bioenergie si attestavano a 176 GWh. L’eolico, come oggi, era quasi irrilevante, con meno di 5 GWh complessivi. Questi valori confermano come la regione, pur presentando volumi in crescita, resti sotto la soglia del 2 per cento della produzione nazionale da rinnovabili.

Dal punto di vista provinciale, i dati 2024 evidenziano una forte concentrazione dell’idroelettrico nel ternano e del fotovoltaico nel perugino, con le bioenergie distribuite in modo equilibrato tra le due province. Questo squilibrio rispecchia la geografia delle risorse idriche e la disponibilità di superfici per impianti solari, confermando un mix energetico regionale poco diversificato.

Nel settore elettrico, il sistema umbro si caratterizza per un numero elevato di impianti fotovoltaici di piccola dimensione e per pochi impianti idroelettrici e a bioenergie con potenze più rilevanti. Nel 2023 risultavano in esercizio 73 impianti alimentati da bioenergie (46 Mw complessivi) e 25 impianti eolici (4 Mw totali), mentre l’idroelettrico rimane concentrato in pochi siti strategici. Non risultano impianti geotermici.

Accanto al settore elettrico, nel 2023 i consumi complessivi di energia da fonti rinnovabili nel comparto termico sono stati pari a 261 ktep, in lieve flessione rispetto al 2022. La componente dominante è rappresentata dalla biomassa solida per usi civili, con circa 241 ktep legati all’impiego di legna e pellet. Il contributo di biogas e bioliquidi per usi termici risulta marginale.

Rispetto a questi dati, l’assessore regionale all’Ambiente Thoma De Luca, ha sottolineto come sia «nostra volontà fare lo scatto decisivo per il raggiungimento sia degli obiettivo al 2030 che al 2050 sulle rinnovabili». Obiettivi che – va ricordato – impegnano l’Italia al raggiungimento del 38,7 percento del consumo di energia da fonte rinnovabile entro il 2030 e del 100% entro il 2050. «Abbiamo ragione di affermare – ha aggiunto Del Luca.- che anche i dati 2025 confermano una tendenza di crescita pur non assistendo a uno sbalzo significativo. Puntiamo – conclude – a favorire l’impegno sulle rinnovabili anche con lo strumento del nuovo piano energetico regionale e sottolineiamo come la scelta debba essere integrata dentro la singolarità del nostro paesaggio, in una logica di buon governo del territorio e del consumo di suolo». 

In Italia, nel 2025, la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ha superato il 40 per cento della domanda complessiva, con il fotovoltaico in forte espansione e i sistemi di accumulo ancora limitati. In Europa, la crescita delle rinnovabili si scontra spesso con limiti infrastrutturali e carenza di sistemi di accumulo, fenomeno che interessa anche il sistema regionale.

Il quadro normativo rappresenta un ulteriore elemento chiave. Il nuovo quadro nazionale sulle aree idonee e non idonee all’installazione di impianti rinnovabili impone alle regioni di aggiornare le proprie pianificazioni territoriali. La legge regionale umbra sulle misure urgenti per la transizione energetica e la tutela del paesaggio definisce criteri chiari per individuare le aree idonee, bilanciando sviluppo energetico e salvaguardia ambientale.

Tra il 2020 e il 2024 la produzione rinnovabile complessiva dell’Umbria è cresciuta gradualmente: il fotovoltaico ha mostrato un incremento costante, l’idroelettrico ha continuato a oscillare in funzione delle condizioni climatiche, le bioenergie sono rimaste stabili e l’eolico non ha registrato sviluppi significativi. Il mix rinnovabile regionale è quindi cambiato più per aggiustamenti progressivi che per trasformazioni radicali.

In questo contesto, la sfida principale per l’Umbria non riguarda soltanto l’aumento della potenza installata, ma anche la capacità di integrare nuove produzioni con reti adeguate, sistemi di accumulo e procedure più snelle, coerentemente con gli obiettivi nazionali ed europei di decarbonizzazione. I dati Terna 2024 offrono una fotografia aggiornata e dettagliata, utile come punto di riferimento per valutare nei prossimi anni se e quanto la regione riuscirà a ridurre il divario con i territori più avanzati nella produzione di energia da fonti rinnovabili.

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