Marche

«Se rifiuti, uccidiamo i tuoi genitori». E la gang picchia anche il padre

PESARO – Ha solo 22 anni ma ha già collezionato una decina di sentenze da minorenne e maggiorenne per rapine, lesioni e droga. Ieri è finito davanti al collegio del Tribunale di Pesaro per rapina (due episodi, una solo tentata), tentata estorsione, lesioni e danneggiamenti Il giovane marocchino è in carcere per una serie di sentenze già esecutive e con un cumulo di pena di oltre 5 anni.

L’inchiesta

Storie di bulli e sopraffazioni, minorenni pronti a menare le mani per sentirsi dei boss. E’ accusato, assieme a un coetaneo marocchino, residente a Pesaro, di aver avvicinato un 15enne, un paio di anni fa, minacciandolo e intimandolo di consegnare loro i soldi e i vestiti. I due erano insieme ad altri minorenni, giudicati a parte. Il branco seminava il terrore nel quartiere di Villa San Martino, dove avrebbe intimorito il 15enne che era riuscito a chiamare un amico. Quando questi è arrivato, anche lui minorenne, era stato preso per la felpa dalla baby gang. Poi gli avevano preso il portafoglio ed estratto cinque euro.

I due ragazzini si erano dati alla fuga, ma la storia non era finita lì. Già, perché il giorno dopo si erano rifatti sotto prendendo di mira di nuovo il 15enne. Avrebbero tentato di estorcergli 150 euro minacciandolo che se non avesse pagato quei soldi sarebbero entrati a casa sua e avrebbero ucciso i suoi genitori o addirittura se la sarebbero presa con la sorellina che giocava nel parco davanti a casa. L’alternativa ai 150 euro potevano essere 20 grammi di hashish. Ma il minorenne era riuscito a scappare e a chiamare i genitori. E qui la situazione era precipitata. Il padre e la madre infatti erano intervenuti a difesa del figlio, ma il branco ha reagito in malo modo picchiando l’adulto che era dovuto andare in pronto soccorso a farsi refertare. Aveva rimediato un trauma cranico facciale non commotivo, lesioni al ginocchio e alla mano. Il tutto per una prognosi di 15 giorni. I bulli, senza percepire il disvalore di quanto stavano facendo, avevano anche preso per un braccio la madre del ragazzino, per poi spingerla. Infine i ragazzini avevano distrutto il suo cellulare.

I reati

L’accusa per i due 22enni è di rapina, tentata rapina, tentata estorsione aggravata dall’aver agito in branco e contro minorenni. Poi i danneggiamenti e le lesioni. A difenderli ci sono gli avvocati Luca Piscaglia e Stefania Fiondi che hanno chiesto l’esame degli imputati ma anche di 8 testi della difesa perché l’aggressione non sarebbe stata unilaterale, ma ci sarebbero stati degli attriti che vogliono far emergere con l’audizione dei testimoni.




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