«Se arriva qui la guerra la colpa è tua»

SENIGALLIA «In Italia arriverà la guerra per colpa tua». Frasi come questa si è sentita rivolgere per mesi un’alunna di 11 anni di origine ucraina. Un linciaggio digitale da parte dei bulli di una scuola media. È accaduto in un borgo dell’entroterra senigalliese.
L’accusa
Un’assurda accusa, degna di una distorta geopolitica da bar, diventata un pretesto per insultarla e denigrarla. A parte qualche battutina dal vivo, si divertivano a tartassarla di messaggi. Usavano lo smartphone come scudo e arma, perché per dirlo in faccia ci vuole coraggio mentre a scriverlo sono capaci tutti. L’hanno fatta piangere e disperare per qualcosa di cui non aveva colpe e che nemmeno riusciva a comprendere. Etichettata ingiustamente. Nemmeno loro avevano la consapevolezza di ciò di cui la stavano colpevolizzando. Forse leggendo i post dei leoni da tastiera sui social o ascoltando i discorsi di qualche adulto, si erano convinti che l’Ucraina avrebbe trascinato l’Italia in un conflitto armato e ce l’avevano con lei, che nel loro contesto rappresentava quindi il nemico.
La famiglia della studentessa, non sapendo come arginare questo vortice di odio che la stava travolgendo, si è rivolta al Commissariato di polizia di Senigallia. Sono partite le indagini per il reato di cyberbullismo. Una volta individuati i responsabili, gli agenti si sono trovati di fronte a un ostacolo giuridico legato alla loro età. Erano tutti minori di 14 anni quindi non imputabili. Addirittura, tranne uno, avevano meno di 12 anni. Poco più che bambini. La polizia non aveva a disposizione uno strumento normativo per intervenire su ragazzini di undici anni se non convocare i genitori. Ha spiegato loro il labile confine tra quello che i bulli consideravano solo un gioco, comunque crudele, e il reato di cui si stavano macchiando. Meglio saperlo subito, nell’ingenuità di un’età che li rende ancora non perseguibili, per potersi fermare in tempo, prima di oltrepassare la soglia dell’età perseguibile per legge.
La misura
Il più grande, invece, ha pagato per tutti. Nei suoi confronti è stato applicato il Decreto Caivano, introdotto nel 2023, che consente di intervenire su minori di età compresa tra i 12 e i 14 anni. Il Questore l’ha quindi ammonito. Funzionano davvero questi provvedimenti? Pare di sì. Dopo la notifica, avvenuta alla fine dello scorso anno, il 13enne e, a ruota, i bulletti hanno messo fine all’accanimento. Anzi, le hanno chiesto scusa.




