Scuole, lunedì nuovo vertice Regione-Usr: «A Castello fatto un pasticcio»
Lunedì prossimo si terrà una riunione con il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Ernesto Pellecchia, che nel frattempo non è più commissario, per avviare un confronto e capire come sia possibile tornare indietro sul «pasticcio» fatto a Città di Castello. Lo ha annunciato l’assessore regionale all’Istruzione, Fabio Barcaioli, intervenendo giovedì in Consiglio regionale nel corso di un’informativa dedicata al dimensionamento scolastico, un tema che, dopo il commissariamento della Regione, ha coinvolto proprio Città di Castello e Gubbio.
Michelini L’informativa è stata richiesta dalla consigliera Letizia Michelini (Pd) e con l’obiettivo di chiarire la situazione del piano di dimensionamento della rete scolastica per l’anno 2026-2027, adottato dal commissario nominato dal Governo. Barcaioli ha ripercorso le ragioni che hanno portato all’adozione del piano e le scelte compiute, spiegando all’Aula le criticità emerse nel corso del procedimento.
Le risoluzioni Al termine del dibattito, è stata approvata una Proposta di risoluzione presentata dal capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Fabrizio Ricci, con 11 voti favorevoli e 7 contrari. Il testo impegna la giunta a esprimere una netta contrarietà al dimensionamento scolastico e al commissariamento della Regione, a rappresentare questa posizione al Governo e al Parlamento, a sostenere la revoca del commissariamento e l’aggiornamento dei dati sulla popolazione scolastica umbra, oltre a promuovere un confronto con enti locali, sindacati e comunità scolastiche. È stata invece bocciata, con 7 voti favorevoli e 11 contrari, la risoluzione presentata da tutti i consiglieri di opposizione, con prima firmataria Paola Agabiti (FdI). La proposta chiedeva alla giunta di aprire un dialogo formale con il commissario e con il Governo, nel rispetto delle regole del Pnrr e delle normative vigenti, per riportare il confronto su un piano istituzionale ed evitare ulteriori conseguenze sul raggiungimento degli obiettivi previsti.
L’informativa Nel corso dell’informativa, Barcaioli ha parlato di una fase «estremamente critica» per la scuola, segnata da tagli che riguardano docenti, personale Ata e finanziamenti ai progetti. Ha spiegato che i numeri su cui si basano le riduzioni previste per l’Umbria derivano da stime sbagliate sugli iscritti reali. Quando il Ministero si è reso conto dell’errore, ha aumentato il numero complessivo dei dirigenti scolastici a livello nazionale, ma ha distribuito le nuove unità in modo che, all’Umbria, «unica regione in Italia», non ne è arrivata nessuna.
La ricostruzione Da qui, ha ricordato l’assessore, la decisione della Regione di presentare ricorso al Tar e successivamente al Presidente della Repubblica, chiedendo di fermare ulteriori tagli in attesa di un pronunciamento. Nonostante questo, si è arrivati al commissariamento. Secondo Barcaioli, il commissario non avrebbe rispettato le indicazioni della Regione e, dopo il confronto con Provincia e Ufficio scolastico regionale, avrebbe modificato la distribuzione dei dimensionamenti, spostandone uno da Terni a Città di Castello «senza alcun confronto», creando una situazione difficilmente attuabile. Da qui l’impegno a tentare di rimediare nelle prossime settimane.
La ripicca Barcaioli ha poi denunciato come una «ripicca» la decisione del Governo di destinare risorse aggiuntive solo agli uffici scolastici regionali che hanno adottato autonomamente i piani di dimensionamento, escludendo le Regioni che hanno chiesto di fermare il processo. Una scelta che, a suo giudizio, colpisce non la politica, ma la scuola, le famiglie e gli studenti umbri, e su cui ha auspicato una battaglia comune di tutti i parlamentari della regione.
Le opposizioni Di segno ovviamente opposto l’intervento di Paola Agabiti, che ha definito «particolarmente grave» l’accusa di ripicca rivolta al Ministero. Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, i tagli erano già previsti dal Pnrr e noti da tempo, così come il rischio di commissariamento in caso di mancato rispetto delle scadenze. A suo avviso, Palazzo Donini non avrebbe assunto per tempo le decisioni necessarie, preferendo lo scontro politico. Agabiti ha ricordato che il percorso del dimensionamento nasce da riforme avviate con governi precedenti e che l’attuale esecutivo si è limitato a portare avanti impegni già assunti a livello europeo. Nilo Arcudi (Tp-Uc) ha poi parlato di un’impostazione sbagliata da parte della maggioranza, mentre l’ex presidente Donatella Tesei il commissariamento è la conseguenza del mancato rispetto delle scadenze e i tagli non riguarderebbero scuole, studenti o insegnanti, ma solo le direzioni scolastiche.
La maggioranza A difendere la linea della maggioranza è intervenuto Fabrizio Ricci, che ha definito quella sul dimensionamento «una battaglia di tutta l’Umbria», ricordando le mobilitazioni delle ultime settimane a Perugia, Terni e Città di Castello. Secondo Ricci, cittadini, famiglie, studenti e personale scolastico stanno chiedendo con forza di non accettare un sistema che penalizza la scuola pubblica attraverso «calcoli teorici» che ne compromettono il funzionamento. Bianca Maria Tagliaferri (Ud-Pp) ha invec sottolineato come quattro dimensionamenti in un solo anno rappresentino un sacrificio eccessivo per una regione piccola come l’Umbria. Cristian Betti (Pd) ha criticato infine una visione «fredda e numerica» della scuola, ricordando i tagli complessivi al settore e il rischio di impoverire ulteriormente le aree interne.
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