Scuola, stipendi più alti in Alto Adige. Fino a 400 euro in più per i docenti – Cronaca
BOLZANO. «Con questi aumenti mi aspetto che arrivino insegnanti anche dal resto d’Italia. Abbiamo messo sul tavolo un tesoretto di 110 milioni proprio per rendere più attrattivo questo lavoro. Offriamo stipendi che nel resto d’Italia si sognano e comunque sono competitivi anche con altri Paesi vicini visto che sul piatto della bilancia bisogna mettere anche gli orari di lavoro». Non è escluso che le previsioni dell’assessore provinciale alla scuola tedesca Philipp Achammer si avverino (per il personale docente non è obbligatorio l’attestato di bilinguismo, ma per chi lo possiede è prevista un’indennità, ndr), visto che con l’accordo che Provincia e sindacati dovrebbero firmare entro la fine del mese, gli insegnanti altoatesini, che già sono i più pagati d’Italia, avranno un ulteriore aumento senza richiesta di prestazioni aggiuntive.
Ieri Achammer assieme al vicepresidente della Provincia Marco Galateo, all’assessora al personale Magdalena Amhof, all’assessore alla scuola ladina Daniel Alfreider ha presentato le linee guida per l’aumento strutturale degli stipendi del corpo docente. Si parla di una media di circa 400 euro al mese in più in busta paga a partire dal primo gennaio. La platea delle persone interessate è composta da 8.920 insegnanti statali e altri 4.239 provinciali.
Sopra pubblichiamo la tabella che testimonia il grosso sforzo fatto dalla Provincia, nell’arco dell’ultimo anno, per rendere più interessante – anche dal punto di vista retributivo – la professione dell’insegnante e cercare di evitare la fuga, soprattutto di docenti di lingua tedesca, verso Austria e Germania.
Nella conferenza stampa di ieri è stato ricordato che a febbraio 2025 gli insegnanti altoatesini hanno ricevuto 4 mila euro e a settembre altri 1.745 (gli importi sono lordi) come conguagli per l’inflazione; quindi dal primo gennaio 2025 c’è stato l’adeguamento strutturale all’inflazione che ha portato 385 euro in più al mese per i docenti delle scuole provinciali (scuole dell’infanzia, di musica e formazione professionale); da 307 a 476 euro mensili in più per i docenti di elementari, medie e superiori.
Dal 2026 la Provincia ha stanziato in bilancio 110 milioni che saranno così distribuiti: 400 euro al mese in più per 13 mensilità per una spesa totale di 92 milioni; 8 milioni saranno destinati per un avvicinamento retributivo tra docenti statali e docenti provinciali che guadagnano mediamente un po’ di più; 10 milioni verranno utilizzati per il riconoscimento di prestazioni aggiuntive. La protesta
«Una migliore retribuzione degli insegnanti nella consapevolezza dell’importanza del lavoro svolto – ha tenuto a precisare il vicepresidente Galateo – non è il risultato delle proteste dei docenti, ma l’attuazione di quanto previsto nell’accordo di coalizione. Detto ciò ci aspettiamo che adesso vengano ascoltati i tanti docenti che sono pronti a riprendere le attività extrascolastiche (in gran parte sospese durante l’ultimo anno scolastico) e non vengano bloccati dai pochi colleghi che vorrebbero protestare ad oltranza».
Il divario salariale
Più nel dettaglio: per gli insegnanti delle scuole statali è previsto un aumento salariale reale commisurato all’anzianità di servizio. «Il divario tra i neoassunti e il personale con maggiore anzianità non deve però diventare troppo ampio», ha precisato l’assessora Amhof. Una differenziazione più marcata è prevista solo per il personale che non soddisfa i requisiti di accesso alla professione. Inoltre l’intenzione dell’esecutivo è ridurre le differenze di stipendio tra gli insegnanti delle scuole a carattere provinciale e quelle a carattere statale, secondo il principio: a parità di prestazioni, parità di retribuzione. Questo avvicinamento dovrebbe riguardare in via prioritaria chi ha meno anzianità. Il motivo: solo nella fase iniziale della vita lavorativa lo stipendio lordo annuo degli insegnanti delle scuole statali è più basso. «Una rivalutazione di questo tipo – ha detto l’assessora al personale – renderebbe la professione più appetibile per i giovani».





