Liguria

Scuola, classi al freddo alle superiori. Città metropolitana: “Al lavoro per risolvere, lunedì lezioni regolari”


Genova. Secondo quanto indicato dalla Città metropolitana, da domani, lunedì 12 gennaio, i problemi legati al freddo che hanno interessato alcune scuole superiori genovesi dovrebbero essere superati e gli studenti potranno tornare a seguire regolarmente le lezioni. L’aumento delle temperature, insieme agli interventi tecnici effettuati, dovrebbe consentire una ripartenza all’insegna della normalità.

Il freddo intenso, unito ad alcune criticità agli impianti, ha interessato almeno tre istituti della città portando, nei giorni scorsi, alla mobilitazione degli studenti e alla sospensione delle attività didattiche. Il caso più eclatante quello della succursale del Liceo Mazzini in via Giotto, a Sestri Ponente, dove i ragazzi e le ragazze hanno inscenato uno sciopero per protestare contro le temperature ritenute troppo basse all’interno delle aule. Il limite minimo previsto è di 18 gradi. La mobilitazione è stata rilanciata dal collettivo studentesco Osa.

Problemi si sono registrati anche alla sede di Teglia dell’istituto tecnico Gastaldi-Abba, dove giovedì gli studenti sono stati mandati a casa a metà mattina (venerdì l’edificio è rimasto chiuso).

E situazione analoga per la succursale di Mignanego del liceo economico sociale Gobetti, con gli studenti costretti a rimanere a casa da mercoledì scorso: in questo caso è stato riscontrato un blocco della caldaia. Qualche protesta anche al Firpo-Buonarroti di via Canevari, in Val Bisagno, senza però sospensioni dell’attività didattica.

Secondo i tecnici della Città metropolitana, ente responsabile della gestione degli edifici delle scuole superiori, al Mazzini il problema ha riguardato in realtà solo tre aule, dove i caloriferi risultavano spenti o malfunzionanti. Confermato invece il blocco della caldaia a Mignanego, riattivata soltanto giovedì pomeriggio. Al Firpo-Buonarroti non sono emersi guasti: l’ipotesi è che le temperature vicine allo zero degli ultimi giorni, unite alla chiusura degli edifici durante le due settimane delle vacanze natalizie, abbiano impedito agli impianti di raggiungere i 18 gradi necessari. Al Gastaldi-Abba, come segnalato dagli studenti rappresentanti d’istituto, mercoledì la situazione era nella norma, mentre giovedì a metà mattina i termosifoni erano freddi, motivo per cui i ragazzi sono stati rimandati a casa; anche ieri mattina, dopo un sopralluogo, le condizioni non erano migliorate.

“Tutti i disagi saranno comunque risolti entro lunedì – dice il consigliere delegato alla Scuola della Città metropolitana, Filippo Bruzzone – un grazie ai tecnici e agli uffici per avere trovato le soluzioni in tempi rapidi, e, soprattutto, efficaci. Passata però la fase emergenziale dobbiamo fare una riflessione: paghiamo anni di mancata manutenzione degli edifici”.

Eppure una delle scuole che hanno sofferto in questi giorni è stata proprio il Mazzini del nuovo polo di via Giotto, ristrutturato con 30 milioni di Pnrr. “L’intervento è ancora in fase di completamento e forse è per questo che gli impianti non hanno funzionato perfettamente”.

Secondo il consigliere delegato Bruzzone, però, è importante che dirigenti e personale, sollecitati dagli studenti, segnalino sempre con tempestività eventuali problematiche: “Esistono un numero verde dedicato, una mail e una piattaforma per segnalare, al Mazzini di via Giotto il problema riguardava solo tre caloriferi, non tutto l’impianto, ma in ogni caso la Città metropolitana non ne era stata informata”.

Ogni anno, va detto, il rientro a scuola dopo le vacanze natalizie costituisce un problema: gli istituti restano vuoti per giorni e spesso le caldaie, obsolete, non riesco a portare la temperature a regime in tempo per la ripresa delle lezioni. Così a Mignanego, dove peraltro le temperature sono più fredde che in città. Il riscaldamento è ripartito giovedì scorso, ma lunedì, assicurano dalla Città metropolitana, tutto dovrebbe funzionare.

Il clima nelle scuole non è la sola problematica: “assieme a Silvia Salis Sindaca abbiamo voluto dare una accelerata sui lavori Pnrr, perché non possiamo permetterci di bucare la scandenza di giugno 2026, facciamo tornare il Gobetti a Sampierdarena, cosa per cui sono molto contento, ma ci costa (per essere trasparenti) circa 270mila euro all’anno, abbiamo investito 170mila euro per le manutenzioni non più rinviabili al Liceti di Rapallo, abbiamo partecipato al bando nazionale per i sistemi antincendio che sono in proroga da anni e che non possono più aspettare”.

“Tutto questo in poco più di 2 mesi di lavoro, mettendo a disposizione una piattaforma e un numero verde sempre disponibile per i Dirigenti scolastici al fine di facilitare le segnalazioni – conclude – sono convinto che solo con ascolto e condivisione possiamo fare la differenza”.




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