Screening mammografico, inaugurata la nuova sede all’Itis
16.12.2025 – 13.30 – Taglio del nastro questa mattina all’Azienda pubblica di servizi alla persona Itis di via Pascoli. Qui si è svolta l’inaugurazione degli spazi ambulatoriali e di segreteria del Programma Ragionale di Screening mammografico. La Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) si è occupata di rinnovare e allestire gli ambienti. La nuova sede sostituisce la precedente collocazione presso il comprensorio di San Giovanni e offre un contesto più accessibile e accogliente per le cittadine che aderiscono al programma di prevenzione. Per l’occasione è stata allestita una mostra temporanea del pittore triestino Paolo Cervi Kervisher. Un segno simbolico di alleanza tra sanità pubblica, prevenzione e cultura. “Il senso dell’arte – ha detto l’artista – ha a che fare con la salute”. “Portiamo la salute ai cittadini in luoghi che non hanno l’aspetto del classico ospedale” ha detto il responsabile del coordinamento regionale di screening Alessandro Conte.
Collaborazione
Di “collaborazione virtuosa” con Asugi ha parlato il presidente dell’Itis Aldo Pahor. L’obiettivo è quello di una “cittadella della salute data la vicinanza con l’ospedale Maggiore”. Il direttore di Asugi Antonio Poggiana ha confermato che con Itis “la collaborazione è fortissima, qui siamo stati i primi ad attività l’ospedale di comunità che sta andando benissimo”. Poggiana ha voluto sottolineare inoltre “l‘umanizzazione degli ambienti per allievare lo stato di ansia e preoccupazione delle pazienti”.
Territorialità
Il presidente dell’Ordine dei medici di Trieste Cosimo Quaranta ha espresso soddisfazione per una territorialità sanitaria che sta procedendo a passo spedito e per la presenza di stimoli visivi che aiutano la paziente a distrarsi. La presidente di Lilt Trieste Sandra Dudine ha parlato di “percorso lungo” ma “come terzo settore abbiamo collaborato con le strutture pubblico in modo fattivo e proficuo”. Presente anche il sindaco Roberto Dipiazza.
Lo screening
Lo screening mammografico è fondamentale perché permette la diagnosi precoce del tumore al seno, individuando anomalie prima dei sintomi. Dunque, ciò riduce significativamente la mortalità (fino al 30-40% per le donne tra 50 e 69 anni) e rende le cure meno invasive e più efficaci, migliorando drasticamente le possibilità di guarigione. Questo esame è una forma di prevenzione secondaria che affianca uno stile di vita sano per proteggere la salute femminile.
I numeri
A livello regionale dal 2005 al 2025 sono state eseguite oltre 1,1 milioni di mammografie di screening, con 280 mila donne prese in carico. L’adesione al programma ha raggiunto il 77,7%, che colloca il Friuli Venezia Giulia al terzo posto in Italia. L’estensione degli inviti copre il 100% della popolazione target (45-74 anni).
[e.b.]



