Umbria

Screening mammografici in Umbria con Ai: secondi in Italia. Trovati più casi sospetti

L’Umbria accelera sull’innovazione in sanità e porta l’intelligenza artificiale dentro i programmi di prevenzione. Da febbraio 2026 la regione è infatti la seconda in Italia, dopo il Veneto, ad applicare l’Ai allo screening mammografico su scala regionale. Un passaggio che segna un cambio di passo nell’organizzazione dei servizi e che è stato al centro del convegno “AI & Cybersecurity in Sanità – Orizzonti strategici e impatti verticali”, promosso a Roma da Confassociazioni insieme alla Società italiana intelligenza artificiale in medicina.

Nel corso dell’incontro, ospitato a palazzo Madama, è stata portata anche l’esperienza umbra, illustrata dal direttore generale dell’Usl Umbria 1, Emanuele Ciotti. I dati presentati riguardano i primi mesi di utilizzo dell’intelligenza artificiale a supporto dello screening mammografico, tra maggio e dicembre 2025, periodo in cui il sistema è stato introdotto mantenendo comunque la doppia lettura da parte dei radiologi.

Su circa 16 mila esami effettuati, emerge un aumento dei casi individuati: si è passati da 4,7 a 5,5 positivi ogni mille screening. Un dato che indica una maggiore capacità di intercettare situazioni sospette. Parallelamente si è registrata una riduzione dei tempi di refertazione, scesi dai 25 giorni medi del 2024 a 18 giorni nel 2025, quindi al di sotto dello standard di riferimento fissato a 21 giorni, nonostante la presenza di un radiologo in meno rispetto all’anno precedente.

Un altro elemento riguarda i richiami per approfondimenti di secondo livello, aumentati da 644 a 786. Un incremento che, secondo quanto emerso, è legato proprio al supporto dell’intelligenza artificiale nella fase di analisi delle immagini.

L’esperienza avviata dall’Usl Umbria 1 è ora in estensione anche all’Usl Umbria 2, completando così un modello applicato su tutto il territorio regionale. Un percorso che si inserisce in una strategia più ampia di innovazione del sistema sanitario, con l’obiettivo di rendere gli screening più rapidi ed efficaci.

«La sfida – ha spiegato Ciotti – è governare l’innovazione mettendola al servizio della qualità clinica, dell’organizzazione e della prevenzione. L’intelligenza artificiale non sostituisce i professionisti, ma li supporta».

Sullo stesso tema è intervenuta anche la presidente della Regione, Stefania Proietti, che ha richiamato la necessità di un approccio strutturato. «L’utilizzo dell’intelligenza artificiale in sanità apre scenari importanti, che richiedono però un governo attento. Per questo abbiamo istituito un Centro regionale dedicato, con l’obiettivo di evitare applicazioni frammentate e favorire un’adozione omogenea della tecnologia».

L’Umbria si colloca così tra le prime realtà italiane a sperimentare in modo sistematico l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei percorsi di prevenzione, in un contesto in cui la carenza di personale sanitario e la necessità di ridurre i tempi di risposta rendono sempre più centrale il supporto delle nuove tecnologie.

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