Marche

Scoppia la Picchiomania. I biglietti del match al Del Duca di sabato sono terminati in 11 minuti. I cuori bianconeri con la Vis Pesaro saranno 9.550


ASCOLI Cento come le torri di Ascoli, come i minuti che diventano eternità. Cento come il traguardo che segna la fine e invece diventa inizio. Il rigore di Corazza al centesimo minuto decide la partita di Arezzo e consegna al Picchio una vittoria che riapre il campionato. Proprio quando la storia sembrava già scritta, ecco ancora lo spazio per cambiare il destino. L’adrenalina della vittoria spazza via ogni calcolo. E la città esplode. L’euforia non accenna a placarsi. Ora l’entusiasmo collettivo promette di trasformare il Del Duca in una bolgia anche per le prossime sfide decisive. 

Tagliandi polverizzati

A partire da quella di sabato sera contro la Vis Pesaro: in meno di undici minuti i tifosi hanno polverizzato i 2.400 biglietti messi in vendita ieri pomeriggio. Aggiunti alla quota abboinati di 7.150 si arriva a 9.550 tifosi del Picchio. I tagliandi a disposizione dei supporter vissini sono 535 ma si stima che saranno presenti in un centinaio. Sarà tutto esaurito. I tifosi bianconeri sono pronti, come sempre, a dare il loro sostegno. E il Del Duca si prepara così alla nuova battaglia. La percezione è quella di un momento magico, dove la spinta della piazza e i risultati del campo viaggiano fianco a fianco verso un solo obiettivo. La vetta è distante appena due passi. A quattro giornate dal termine della regular season, l’Arezzo è a quota 70, a 68 c’è l’Ascoli, ma ha i bianconeri hanno lo svantaggio degli scontri diretti a sfavore in caso di arrivo a pari punti.

I numeri

La squadra di Tomei viaggia con il vento in poppa: record di sette vittorie consecutive, con dieci successi e un solo pareggio nelle ultime undici giornate. I numeri complessivi riflettono questo dominio: con 57 reti realizzate, il Picchio vanta il miglior attacco del girone e la difesa meno battuta del campionato con soli 21 gol subiti. Gabriele Gori e Simone D’Uffizi guidano la classifica marcatori con 12 gol ciascuno. Ma c’è soprattutto un nome che risuona, in queste ore, tra le rue di travertino: quello di Simone Corazza. Il suo rigore glaciale in terra toscana è ancora vivido nella mente di tutti i bianconeri.

Le reazioni

Il Joker ascolano è oggi un’icona assoluta. «Un monumento, una via, una piazza, quello che volete, è entrato nella nostra storia per sempre» afferma Maria Grazia Morganti. Le fa eco Gianni Aloisi: «Immediata statua del Joker». «Se succede quello che tutti ci auguriamo, aggiungete la statua di Corazza seduto sulla panchina accanto alla statua di Rozzi» suggerisce Roberto Di Girolami. Le gesta dell’attaccante sono impresse nella memoria: «Le sue cavalcate dopo i gol rimarranno nei nostri cuori come nel derby. Forza Ascoli», aggiunge Patrizia Merlonghi. La tensione del momento attuale raggiunge picchi difficili da gestire per molti cuori bianconeri. «Incredibile, quello che stiamo vivendo quest’anno è qualcosa di sovrannaturale», sottolinea Giovanni Piccinini. E c’è chi ha vissuto i minuti finali ad Arezzo con una partecipazione emotiva quasi insostenibile: «Mio padre, per la tensione, nel secondo tempo è andato a dormire. È ricomparso per il rigore finale» racconta Andrea Staffolani. E in questo clima di euforia, si guarda anche ai diretti avversari dell’Arezzo, impegnati sabato a pochi chilometri di distanza, a San Benedetto. «Mi perdonate se la prossima tifo Samb?», chiede, con ironia, Francesco Panfili. La passione non conosce ostacoli.




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