Scoperte inedite del Fondo Mario Luzi: quaderni, appunti e nuove prospettive sull’opera di un gigante della poesia italiana

Un insieme eterogeneo di appunti, taccuini, quaderni, annotazioni sparse e componimenti non pubblicati compone il materiale inedito di Mario Luzi ritrovato da Riccardo Sturaro, dottorando in filologia e letteratura italiana presso l’Università per Stranieri di Perugia. La scoperta è il frutto di una ricerca triennale condotta sul Fondo Luzi conservato all’interno dell’Archivio Bonsanti del Gabinetto Vieusseux di Firenze, città con cui il poeta ha mantenuto un legame profondo per tutta la vita.
I documenti, databili tra gli anni Settanta e il 2005, anno della scomparsa di Luzi, offrono una testimonianza preziosa sulle sue abitudini di scrittura, i processi di elaborazione testuale e le fasi intermedie del pensiero poetico. Sono in tutto 85 i materiali selezionati da Sturaro, diventati il fulcro di una mostra inaugurata il 22 gennaio a Palazzo Corsini Suarez, sede dell’archivio, e visitabile gratuitamente fino al 27 febbraio.
Questo insieme di testi finora inaccessibili permette di osservare da vicino il lavoro di uno degli autori più influenti del Novecento, attraverso frammenti che raccontano non solo il poeta, ma anche l’intellettuale e l’uomo alle prese con il tempo, la lingua e il proprio tempo interiore.
Chi era Mario Luzi
Mario Luzi è considerato uno dei più significativi poeti italiani del Novecento. Nato a Castello, frazione di Sesto Fiorentino, il 20 ottobre 1914, trascorse gran parte della vita nella sua Toscana, impegnandosi anche come critico letterario, traduttore e drammaturgo. Laureatosi in letteratura francese all’Università di Firenze, Luzi fu inizialmente associato al movimento ermetico ma sviluppò nel tempo una voce poetica profonda e meditativa, interessata alle grandi domande sull’esistenza, sul tempo e sulla condizione umana. Pubblicò numerose raccolte, a partire dalla sua prima raccolta La barca nel 1935, fino a opere come Nel magma (1963) e Su fondamenti invisibili (1971), che segnano tappe fondamentali della sua evoluzione poetica. La sua influenza si estende anche alla critica e alla riflessione sulla poesia stessa nel contesto contemporaneo. Nel 2004, in occasione del suo novantesimo compleanno, fu nominato senatore a vita della Repubblica Italiana dal presidente Carlo Azeglio Ciampi, riconoscimento straordinario per la sua lunga attività culturale. Luzi morì a Firenze il 28 febbraio 2005.
La sua opera è studiata nei maggiori corsi di letteratura italiana e continua a influenzare poeti e critici per la capacità di coniugare introspezione personale, riflessione filosofica e attenzione al linguaggio.
Il Fondo e la mostra a Palazzo Corsini Suarez
Dagli 85 documenti ‘scoperti’ da Riccardo Sturaro è nata una mostra inaugurata ieri e aperta fino al 27 febbraio prossimo a Firenze, presso Palazzo Corsini Suarez, sede dell’Archivio Bonsanti, che è possibile visitare gratuitamente. Il Fondo Mario Luzi, dichiarato di interesse culturale e oggi custodito presso il Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux, comprende non solo gli scritti poetici, ma anche corrispondenza, agende, fotografie, materiali iconografici e audiovisivi, che gettano nuova luce sul metodo creativo e sulla vita intellettuale del poeta.
Il trasferimento e la catalogazione del Fondo, avvenuti dopo l’acquisizione da parte della Regione Toscana, consentono ora agli studiosi e al pubblico di consultare documenti che prima erano poco accessibili, offrendo una prospettiva più dettagliata sulla pratica poetica e sulle riflessioni di uno degli autori che hanno segnato la modernità letteraria italiana.
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