Puglia

“Scoperta al cimitero”. Plauso di Pablo Trincia

La parola “podcast” negli ultimi anni è diventata di uso comune. Una narrazione in digitale, spesso inflazionata. C’è un eccesso di offerta rispetto alla domanda, il mondo della comunicazione ne è saturo. A fare la differenza, in un’epoca in cui anche la nostra vicina di casa probabilmente ne conduce uno, sono: originalità e qualità della narrazione. Come nel caso de “L’ultima granita”, una miniserie documentaristica in sette episodi firmata da Onny Allegretti e Gaia Lavarra, dedicata a una vicenda drammatica rimasta nell’ombra per cinquant’anni.

Le loro storie sono registrate in Puglia, a Monopoli per l’esattezza, e raccontano vicende del nostro territorio, soprattutto dei nostri cimiteri. La serie, infatti, ripercorre la storia della famiglia Pontrelli, scomparsa tragicamente l’11 agosto 1974 in un incidente lungo l’ex SS98, nel tragitto tra Andria e Canosa, mentre era diretta a Padova per un pellegrinaggio al santuario di Sant’Antonio. Nessuno sopravvisse allo scontro con un pullman di rientro da una gita ai laghi di Monticchio. Anche sul mezzo pesante ci fu una vittima: Giuseppe Porcaro, ferroviere in pensione. Nello schianto, oltre ai morti, si contarono numerosi feriti.

Nessun programma televisivo ha mai portato all’attenzione degli autori del podcast questa storia, ma parte tutto da un episodio casuale: Onny e Gaia, passeggiando nel cimitero di Bari, si imbatterono in cinque loculi consecutivi con lo stesso cognome e la stessa data di morte. L’incontro diede inizio a un’indagine durata un anno e mezzo, che ha riportato alla luce articoli d’epoca, fotografie, registri comunali e cimiteriali, sopralluoghi sul luogo dell’incidente e soprattutto le testimonianze di chi era presente quel terribile giorno.

‘Complice’ del racconto un fragile biglietto post-it lasciato dai due ragazzi nei pressi dei loculi della famiglia Pontrelli: il messaggio resiste al tempo e alle intemperie e viene visto dai familiari delle vittime del tragico incidente, che contattano i due narratori digitali e decidono di raccontare i dettagli della loro storia. Una fiducia guadagnata a piccoli passi, che oggi però sono diventati enormi: Onny e Gaia definiscono gli eredi della famiglia Pontrelli, come dei quasi parenti acquisiti. La miniserie alterna ricostruzioni a voci dei sopravvissuti, mai dimenticando il rispetto per chi non c’è più. Lo storytelling dei due ragazzi pugliesi è stato apprezzato da tantissimi ascoltatori, uno di questi particolarmente illustre: Pablo Trincia. Il noto giornalista e podcaster ha recentemente speso parole molto lusinghiere nei loro confronti, durante un’intervista con Gianluca Gazzoli.




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