Scontri prima di Vismara-Fano valevole per il campionato di Promozione, tensione e paura fuori dallo stadio di Cattolica. Un ferito, decine di contusi. Agguato dei tifosi che non ti aspetti
CATTOLICA – Violenza, sangue e caos: scontri fuori dallo stadio Calbi di Cattolica, prima della partita in campo neutro tra Vismara e Fano, 26esima giornata del campionato di Promozione Girone A (0-0 sul campo).
Si è trattato di un vero e proprio agguato a un gruppo di tifosi organizzati del Fano, per mano di un manipolo di riminesi piombati nel parcheggio cattolichino con i volti coperti da caschi e armati di aste. Una trentina di persone, forse cani sciolti e non strettamente riconducibili alla curva riminese, che hanno prima circondato e poi aggredito ferocemente due macchinate di ultras fanesi, i Panthers, arrivati per ultimi allo stadio.
Fuori da ogni logica
Un episodio che ha dell’incredibile: la violenza – già fuori da ogni comprensione logica di suo – non ha coinvolto i pesaresi (il Vismara è di Pesaro) ma un gruppo riminese che nulla aveva a che vedere con la partita e non aveva precedenti di scontri, a memoria, con il Fano (se vogliamo il vero astio è con i tifosi della Vis Pesaro e Vuelle, oggi non presenti).
Forse siamo davanti a una disarmante esplosione di violenza, ancor più grave perché meditata, dettata dalla frustrazione: il Cattolica milita in Seconda Categoria, il Rimini è stato radiato a metà campionato di Lega Pro. Anche per questo allo stadio, secondo le testimonianze, non erano presenti forze dell’ordine in un numero adeguato a fronteggiare un possibile episodio del genere.
Il raid riminese
Un raid quindi imprevisto quanto cruento nel suo effetto domino. Perché lo scontro sull’asfalto ha poi portato i tifosi già presenti all’interno dello stadio (circa 150) a uscire dall’impianto in soccorso dei ragazzi aggrediti. Tafferugli violentissimi, peraltro alla presenza di bambini e minorenni. Senza considerare che nel campo attiguo al Calbi si stava disputando una partita di calcio giovanile. Insomma, il solito spot al contrario per questo calcio (inteso come movimento) ormai ridotto ai minimi termini che solo per qualche incastro fortunato non ha prodotto feriti gravi.
Alla fine, miracolosamente viste le premesse, un solo tifoso è infatti stato portato in ospedale per una ferita che ha richiesto alcuni punti di sutura. Un altro ha deciso di fare autonomamente ritorno a Fano. Almeno una decina i contusi soccorsi dall’equipe medica presente al campo, facendo ricorso al ghiaccio fornito dal bar dello stadio.




