Lazio

Scontri al corteo di Askatasuna: 11 agenti feriti. Gli antagonisti: “Non è ancora finita”. La Lega: “Terroristi” – Il Tempo


Foto:  Ansa 

Angela Bruni

Una giornata di tensione, il centro della città di Torino bloccato, undici agenti feriti, e una serie di ulteriori iniziative annunciate a stretto giro. È la sintesi della manifestazione indetta sabato dalla galassia antagonista e che paralizzato il capoluogo piemontese dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna, avvenuto giovedì. Centro sociale che dal 1996 occupava abusivamente alcuni locali in corso Regina Margherita, non lontano dall’università. Lo slogan ‘Askatasuna non si tocca, lo difenderemo con la lotta’ è risuonato per tutta la manifestazione che dalle 14.30 ha sfilato lungo le vie di Torino. Un corteo a cui hanno partecipatocirca cinquemilapersona, con bambini e famiglie in testa ad aprirlo e che, nel corso del pomeriggio, si è trasformato in guerriglia urbana, con pietre, bottiglie e oggetti vari lanciati contro le forze dell’ordine, fumogeni, idranti in azione, e cassonetti della spazzatura dati alle fiamme. Nove gli agenti feriti al termine della manifestazione, colpiti in particolare da tutto ciò che una parte degli antagonisti, a volto coperto, ha tirato contro il cordone a protezione della sede sgomberata, al civico 47 di corso Regina Margherita.

Tutto è degenerato quando la manifestazione, partita da Palazzo Nuovo, si è incanalata lungo il corso, in zona Vanchiglia, dove un imponente schieramento di polizia ha impedito al corteo di avvicinarsi alla storica sede del centro sociale. Lanci di oggetti di ogni tipo, compresi mattoni e taglienti pezzi di vetro, da una parte degli antagonisti, molti a volto coperto, contro gli agenti: fumogeni e idranti in azione da parte delle forze dell’ordine che hanno così allontanato gli antagonisti. Che, a quanto pare, non ci vogliono stare al ripristino della legale. Ritenuto “invitabile”, anche dall’ex sindaco di Torino Chiara Appendino. Le tensioni sono andate avanti con i manifestanti che hanno usato i cassonetti a mo’ di barricata, dando fuoco e rovesciandone alcuni per bloccare le strade, mentre la polizia continuava con le manovre di allontanamento. Il grosso del corteo ha poi continuato il percorso, arrivando poco dopo le 18 in piazza Gran Madre dove il corteo si è concluso, Lasciandosi dietro una scia di polemiche. 

Nella fase finale qualcuno tra i manifestanti ha proiettato delle luci sui palazzi della piazza con le scritte ‘Sbirri di merd*’, ‘Meloni dimettiti’ e ‘Aska libera’. “Askatasuna non è un palazzo, oggi lo abbiamo dimostrato. Askatasuna siamo noi, sono tutte quelle persone che sognano un mondo più giusto e migliore”, le parole degli attivisti che hanno annunciato un mese di mobilitazione, lanciando per il 31 dicembre una manifestazione per le strade della città. Il 17 gennaio è poi prevista un’assemblea nazionale, a Torino, mentre il 31 gennaio è in programma un altro corteo, sempre nel capoluogo piemontese. In serata, è arrivata la telefonata del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al capo della Polizia, Vittorio Pisani: il titolare del Viminale si è informato sullo stato di salute degli agenti feriti e ha chiesto di far arrivare al questore di Torino, Paolo Sirna, il proprio apprezzamento “per la professionalità e l’equilibrio dimostrato per l’ennesima volta dalle forze di polizia che anche oggi hanno dovuto fronteggiare violenze e intemperanze di ogni genere”.

“Lo Stato sotto la guida di Giorgia Meloni è più forte di chi lancia razzi e scende in piazza armato ed è sicuramente più serio di chi sfila al loro fianco anche ricoprendo ruoli istituzionali. Le responsabilità politiche delle violenze hanno nomi e cognomi ravvisabili nel sindaco Lo Russo, che ha provato senza successo a ritrattare la posizione, in tutti quei partiti e anche in quei cittadini che sono scesi in piazza nello stesso corteo degli incappucciati che hanno lanciato bombe carta e bastoni”, ha scritto Augusta Montaruli, deputato torinese di Fratelli d’Italia e vicecapogruppo del partito alla Camera. Più diretta Silvia Sardone, vice segretario della Lega: “Lanci di razzi, pietre, bottiglie e assalti continui contro le forze dell’ordine. Le immagini degli antagonisti che attaccano gli uomini in divisa a Torino sono vergognose. Scene di guerriglia. I delinquenti di Askatasuna e degli altri centri sociali presenti vanno trattati come terroristi. Sono organizzazioni criminali che perseguono, ormai quotidianamente, azioni eversive contro le forze dell’ordine e contro le istituzioni”.


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