Marche

«Sconfitta storica per la Meloni, è cambiata l’aria»


Referendum, scatto del No. Ecco le prime reazioni

Galeazzo Bignami, capogruppo alla camera (Fratelli d’Italia) e viceministro alle Infrastrutture


«E’ da accettare il voto degli italiani, buona notizia l’affluenza. Avevamo il dovere di portare avanti questo provvedimento che avevamo in programma. Abbiamo detto fin dall’inizio che non impattava nel governo questo risultato. Delmastro? Faremo valutazioni, complesso dire che questa vicenda abbia inciso anche se è stato molto sottolineata dalla stampa. Noi abbiamo spiegato nel merito questo provvedimento. La presidente del Consiglio ci ha messo la faccia? Non si è mai sottratta da una battaglia politica, ci mette sempre la faccia. Ci è rimasta male? Parlo per me: io speravo nel risultato diverso. Era un impegno che avevamo assunto come tutto centrodestra».

Meloni videomessaggio


Matteo Ricci, europarlamentare (Pd)

«Gli italiani difendono la Costituzione da una riforma della giustizia pessima. È cambiata l’aria, una sconfitta storica per la Meloni e il governo. Una vittoria del PD, della segretaria Schlein e delle opposizioni. Ora pronti e avanti con l’alternativa di governo. Gli italiani vogliono l’indipendenza della magistratura, non il potere giudiziario sotto quello esecutivo. Lo hanno detto andando a votare in tantissimi, come nessuno si sarebbe aspettato. – dichiara Ricci – È una grande sconfitta, una sconfitta storia per Meloni e per il suo Governo. È una vittoria per il popolo democratico a difesa della Costituzione italiana, è una vittoria delle opposizioni, del PD, di Elly Schlein che per prima ci ha messo la faccia in maniera determinata ed appassionata. – afferma – Da domani cambia l’aria in vista delle prossime elezioni amministrative di primavera e in vista delle elezioni politiche del 2027. – conclude Per questo dovremo essere da subito impegnati a costruire l’alternativa di Governo, per un futuro migliore, per il nostro grande Paese».

Morani ringrazia


Marta Ruggeri, consigliera regionale (M5s): «Gli italiani salvano la Costituzione dalle manomissioni della destra»

«Il voto di oggi è una lezione di democrazia: i cittadini hanno eretto un muro contro i tentativi del Governo Meloni di manomettere la Costituzione.

La netta vittoria del NO è il fallimento di riforme calate dall’alto che avrebbero frammentato l’Italia e umiliato il Capo dello Stato.

Voglio rivolgere un ringraziamento dal profondo del cuore a tutte le persone, ai comitati e alle associazioni che si sono impegnate in prima persona, pancia a terra, per raggiungere questo risultato e per informare i cittadini sui rischi di questa deriva. C’è stata una mobilitazione trasversale che ha visto in molti casi i giovani essere il motore propulsivo di questa affermazione del NO.

Il messaggio è chiaro: la sovranità appartiene al popolo, non a ‘uomini o donne soli al comando’. Grazie alla mobilitazione del Movimento 5 Stelle e alla guida di Giuseppe Conte, abbiamo dato voce all’Italia che non si piega. Nelle Marche, come in tutto il Paese, gli attivisti sono stati il motore di questa difesa della legalità.

Oggi ha vinto la Costituzione, oggi ha vinto l’Italia che partecipa. Il tempo dell’arroganza è finito: si apre una nuova stagione politica»

Nicola Fratoianni (Avs)

 

«Un appello ai colleghi delle opposizioni con cui la prossima volta andreamo a governare: invece di cambiare la costituzione impegnamoci ad attuarla. Grazie agli italiani e italiane che hanno votato per la Costituzione. Questo voto dice che c’è una speranza e va organizzata. Serve coraggio e basta ambiguità rimettendo al centro la vita delle persone. Azione? Fa i conti con un grave errore politico».

Matteo Renzi (Italia Viva)


«Noi sempre a favore della separazione delle carriere ma contro questa legge scritta malissima. Noi abbiamo lasciato libertà in cabina. Quando il popolo parla, il palazzo deve ascoltare. E il distacco del 10% con questa affluenza dice che c’è un pezzo paese ha bocciato un metodo, al di là dei tecnicismi. L’hanno imposta al Parlamento, anche ai loro. Ora che fai? Chiedi la testa di Delmastro e Bartolozzi che dovresti aver già chiesto? Per me Giorgia Meloni non si dimette, ma da oggi è un’anatra zoppa. Non ha più il racconto che aveva prima. A breve inizierano a non aver più fiducia di lei anche gli alleati».

Giuseppe Conte (M5s)

«Si apre una nuova stagion , una primavera, dove i cittadini vogliono essere partecipi e voltare pagina. Vogliono una politica più vicina alle persone e meno a chi vuole tutelare i politici di turno. Il Movimento 5 Stelle vuole rispondere a questa grande richiesta di voltar pagina. Questo è un voto molto politico, perché Meloni è scesa in campo a reti unificate e podcast, con travisamenti e confusione, per sostenere la pozione favorevole a questa riforma dell’ingiustizia. I cittadini invece hanno avuto le idee molto chiare su come votare: una risposta che rafforza il valore politico del voto».

Enrico Piergallini, consigliere regionale Pd: «Vince il NO e da qui ripartiamo, con umiltà e determinazione»

«Lungi da me improvvisare un’analisi del voto, dei flussi e delle tendenze; voglio comunque condividere con voi alcune riflessioni a caldo:

– il Popolo italiano, quando coinvolto, dimostra molta più saggezza dei suoi governanti, riconoscendo che, anche e soprattutto nei momenti di crisi, mettere in discussione la Costituzione e l’ordinamento dei poteri non è elemento di stabilità ma di ulteriore incertezza;

– un bel pezzo di elettorato, rimasto silente nell’ultimo periodo, ha sfondato la porta dell’astensione è si è recato alle urne: segno che per molti l’astensione non è un atteggiamento di rifiuto della politica ma una chiara scelta elettorale, di volta in volta ponderata, sui cui le forze politiche dovrebbero interrogarsi in maniera più concreta di quanto fino ad ora sia stato fatto… Significa probabilmente che i cittadini non hanno problemi a decidere quando sono in grado di riconoscere alternative chiare, comprensibili e soprattutto credibili.

– tanti giovani sono andati a votare: ciò dimostra il loro impegno, la loro attenzione e la loro voglia di partecipazione… spetta a noi dargli voce e forza».

Vittoria del No, Massa (Unione dei Comuni della Vallata del Tronto): «Risveglio della coscienza democratica e costituzionale della Nazione»

OFFIDA – Il sindaco Luigi Massa ha accolto con entusiasmo l’esito del voto del referendum, sottolineando con forza il significato politico e civico del risultato. “È stato un risveglio della coscienza democratica e costituzionale della nostra nazione”, esulta il primo cittadino di Offida. Nella sua città il NO incassa il 56,90%.

I numeri, per Massa, parlano chiaro e raccontano una grande partecipazione consapevole: in provincia il NO vince con il 52,06% contro il 47,44% del SÌ. Un risultato che trova conferma, e anzi si rafforza, nei centri più importanti: ad Ascoli il SÌ non riesce a superare il 49,55%, restando sotto la soglia decisiva; San Benedetto del Tronto il NO si impone con un solido 53,90% contro il 46,10%.

Il primo cittadino ha parlato di “una risposta straordinaria dei cittadini”, evidenziando il valore del voto espresso: “Questa è la dimostrazione concreta di quanto gli elettori siano attenti, informati e profondamente consapevoli. Non ci troviamo di fronte a percentuali casuali, ma un vero e proprio risultato di popolo. Forte e inequivocabile”.

Con energia, il sindaco ha poi aggiunto: “Quando si parla di temi fondamentali come la Costituzione, i cittadini hanno dimostrato di voler essere protagonisti e di saper valutare con grande lucidità. Prima di mettere mano a principi così importanti, è giusto riflettere: e oggi arriva un messaggio chiarissimo in questa direzione”.

Infine Massa allarga lo sguardo al contesto più ampio, con una riflessione che parte dallo scenario regionale marchigiano dove, seppur con dati ancora in via di definizione, il NO si attesta intorno al 54%., fino al nazionale:

“Questo risultato dimostra che la sensibilità degli elettori esiste, è viva ed è forte. I cittadini sanno riconoscere i momenti che contano e valutare le proposte con maturità. È una bellissima pagina di partecipazione democratica di cui dobbiamo essere orgogliosi”.

Referendum Giustizia, PD Marche: vittoria del NO nella regione e in Italia

«Trionfo del NO al referendum sulla giustizia nelle Marche e in Italia: gli elettori hanno respinto la riforma costituzionale del centrodestra. In particolare, l’affluenza nelle Marche ha superato la media nazionale, con quasi il 64% contro il 59% circa complessivo, confermando il rifiuto della riforma tanto voluta dalla destra e dal Governo Meloni. “Questa vittoria del NO è un successo della democrazia e della difesa dell’indipendenza della magistratura e della Costituzione. Le Marche hanno risposto con un’affluenza alta, premiando la nostra mobilitazione e quella di tutti i comitati del NO per una giustizia autonoma e imparziale, lontana da tentativi di controllo politico” dichiara Chantal Bomprezzi, Segretaria regionale PD Marche “Questa è la riprova che nelle Marche ci sono le condizioni per lavorare su un’alternativa politica di centro-sinistra e per un’idea diversa di governo delle istituzioni. Un segnale di buon auspicio anche per le amministrative del 24 e 25 maggio prossimi”. Il PD Marche ringrazia i propri militanti, volontari, dirigenti e rappresentanti istituzionali per l’impegno profuso in questa campagna referendaria e si prepara per i prossimi appuntamenti. Da PD Marche».

 

PD San Benedetto: «A San Benedetto ha vinto il NO con una percentuale del 53,90% contro quella del Si al 46,10% con un’affluenza complessiva del 63,01%»

«Una scommessa vinta in difesa dalla Costituzione grazie al lavoro di tutte le forze progressiste riunite nella coalizione, sindacati e associazioni, attiviste e attivisti che hanno creduto in questo voto e nel suo significato lavorando tutte e tutti insieme.

San Benedetto del Tronto ha espresso una media percentuale di voti al di sopra della media provinciale, ponendosi quale città capofila nel Piceno che, in ogni caso, ha espresso a grande maggioranza un voto convinto per il NO. Nelle diverse sezioni cittadine si registrano risultati clamorosi in quartieri storici come l’Agraria e in quelli ad alta densità popolare, oltre che nelle sezioni del centro e del nord della città che indicano un coinvolgimento dell’elettorato da alcuni reputato come insperabile e insperato.

“Il compito del PD, anche per le  prossime elezioni comunali, è esattamente quello perseguito fino a qui: parlare di temi con metodo e nel merito, riportare le persone a riflettere sui valori democratici e la loro difesa e ad appassionarsi – finalmente e di nuovo – al voto come strumento di libertà a fronte di una destra di governo sprezzante e lontana dall’elettorato popolare, che deve sentirsi coinvolto perché è ciò che rende viva la democrazia. Abbiamo vinto questo referendum e da qui dobbiamo ripartire” commenta il Segretario  cittadino Marco Giobbi.

Rivolgersi agli indecisi e coinvolgere quante più persone possibili è il messaggio che porta al risultato odierno: la politica va praticata ogni giorno, con serietà e rispetto della pluralità di opinioni, con coerenza ai valori democratici e antifascisti alla base della nostra Costituzione. Questo risultato è di buon auspicio per il PD e la coalizione di centro sinistra in vista della prossima campagna elettorale, fatta porta a porta, quartiere per quartiere, parlando dei temi di San Benedetto e confrontandoci con la cittadinanza, perché senza metodo e ascolto non c’è democrazia».

Referendum Giustizia, soddisfazione per il risultato. A Fano un segnale ancora più forte

Il risultato del referendum sulla giustizia, che ha visto prevalere il NO con il 54% dei voti a livello nazionale e con una percentuale ancora più significativa nella città di Fano (56%), rappresenta un segnale chiaro e non equivocabile.

Come portavoce del comitato per il NO di Fano, esprimo grande soddisfazione per un esito che premia un approccio basato sull’approfondimento, sul confronto e sulla responsabilità, in una campagna referendaria che troppo spesso, a livello nazionale, ha invece privilegiato semplificazioni, contrapposizioni ideologiche e narrazioni fuorvianti.

A Fano, questo risultato assume un valore particolare. Si inserisce infatti in una tendenza più ampia, che ha visto a livello nazionale una partecipazione significativa delle fasce più giovani, con un orientamento netto e consapevole. Un segnale importante, che smentisce la narrazione di una generazione distante dalla vita pubblica: quando i temi vengono affrontati con serietà e senza semplificazioni, i giovani rispondono e incidono. Anche nel nostro contesto locale, questo clima si è tradotto in momenti di confronto di qualità, capaci di riportare il dibattito sul merito e non sulla contrapposizione.

Il voto esprime anche un messaggio politico che non può essere ignorato. A livello nazionale, rappresenta un richiamo al Governo affinché eviti riforme che rischiano di alterare equilibri delicati tra i poteri dello Stato senza incidere sui problemi reali. A livello locale, il dato di Fano rafforza ulteriormente questo segnale, evidenziando una comunità attenta, informata e capace di distinguere tra propaganda e contenuto.

Come lista civica Fano Cresce, siamo orgogliosi di aver contribuito a costruire uno spazio di confronto autentico, aperto e non pregiudiziale, in cui le ragioni del Sì e del No sono state messe a confronto nel merito, senza scorciatoie.

Il risultato di questo referendum non chiude il dibattito sulla giustizia, ma anzi lo rilancia: con maggiore consapevolezza, con maggiore responsabilità e, auspicabilmente, con un approccio più serio e meno ideologico.

È da qui che bisogna ripartire.

Stefano Amatori

Portavoce Comitato per il NO – Fano

Lista civica Fano Cresce

Avs Macerata: «Con il NO abbiamo difeso la Costituzione

«La vittoria del NO al referendum costituzionale è una bellissima notizia per la democrazia italiana e per tutte e tutti noi. Le cittadine e i cittadini hanno respinto una riforma sbagliata, voluta dalla destra, che metteva in discussione l’equilibrio costituzionale e l’indipendenza della magistratura portato verso derive autoritarie di pieni poteri. È la dimostrazione che quando il Paese viene chiamato a scegliere tra la propaganda e la difesa della Costituzione, sa stare dalla parte giusta.

Come Alleanza Verdi e Sinistra lo abbiamo detto più volte: si trattava di una battaglia per la democrazia, per i contrappesi costituzionali, per impedire una deriva autoritaria. E il messaggio arrivato dalle urne è chiaro: l’Italia e Macerata non si piegano.

Se uniti abbiamo difeso la Costituzione, uniti possiamo riprenderci l’amministrazione del Comune di Macerata aprendo ad una stagione nuova, fondata su giustizia sociale, partecipazione, tutela dei beni comuni e qualità della vita.

Questo risultato dà ancora più forza a noi e al nostro simbolo in vista delle prossime elezioni comunali del 24 e 25 maggio.

Da oggi questa vittoria ci consegna una responsabilità in più: trasformare la difesa della Costituzione in progetto di governo per la città. Con coraggio, con unità, con passione. Per cambiare Macerata davvero».




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