scompare la firma del femminismo e biografa di Berlinguer
Con la scomparsa di Chiara Valentini se ne va una protagonista assoluta della stagione d’oro dei settimanali italiani.
Nata a Parma nel 1941, la sua penna ha attraversato decenni di storia patria, raccontando con piglio analitico e passione civile le trasformazioni della società, dal boom economico alle lotte per l’emancipazione.
Una carriera tra inchiesta e impegno
Valentini è stata per lunghi anni colonna portante di testate come Panorama e L’Espresso.
Il suo nome resterà legato indissolubilmente alla biografia di Enrico Berlinguer, opera fondamentale per comprendere la figura del segretario del PCI, ma anche a numerosi saggi sulla condizione della donna.
È stata una “femminista convinta”, capace di coniugare il rigore del cronista con la profondità del saggista, mettendo sempre al centro il tema dell’uguaglianza e della libertà femminile.
Il legame con Aldo Tortorella
La giornalista era la compagna di vita di Aldo Tortorella, figura storica del Partito Comunista Italiano, scomparso a 98 anni meno di un anno fa, il 5 febbraio 2025.
Tortorella le era rimasto accanto con dedizione durante la grave malattia che l’aveva colpita nel 2021, un legame profondo che ha unito due dei protagonisti della vita intellettuale e politica della sinistra italiana.
Il ricordo della figlia e l’ultimo saluto
L’annuncio della morte è stato dato dalla figlia Teresa, che in un commosso necrologio l’ha definita una «giornalista libera, rigorosa e madre libera», esprimendo gratitudine per la strada che Chiara ha saputo tracciare non solo per lei, ma per un’intera generazione di donne.
I funerali si terranno in forma strettamente privata a Parma, sua città natale, dove la salma riposerà accanto alle sue radici.
La sua eredità professionale rimane custodita nelle centinaia di articoli e nei libri che hanno contribuito a rendere l’Italia un Paese più consapevole dei propri mutamenti sociali.
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