Scolmatore, infuria la polemica. Pd: “Ritardi e assenza di regia politica”. Vince Liguria: “Allarmismi inutili”

Genova. Continua ad ardere il fuoco della polemica sulle tempistiche della realizzazione dello scolmatore del Bisagno, oggetto questa mattina di una commissione itinerante del Consiglio Regionale.
Aspre le critiche del Partito Democratico a margine dell’incontro: “La situazione che abbiamo trovato ci desta particolare preoccupazione, perché lo scolmatore è la più importante opera di messa in sicurezza idraulica della nostra regione e un’infrastruttura necessaria per la tutela del territorio, ma è sommersa dai ritardi – hanno dichiarato i consiglieri regionali dem Sanna, Piccardo, D’Angelo e Romeo che oggi hanno partecipato al sopralluogo – Dal taglio del nastro della talpa avvenuto a novembre, l’avanzamento è stato di appena 200 metri rispetto ai 6 chilometri di scavo totali previsti: in quattro mesi solo 200 metri, ben lontani dai 20 metri al giorno indicati dal cronoprogramma. Si parla di pieno regime futuro, ma quando verrà raggiunto nessuno lo sa. Nel frattempo i ritardi si accumulano e a pagarne le conseguenze sono i cittadini e gli abitanti della Valbisagno non solo in termini di sicurezza, ma anche di gestione del cantiere”.
La richiesta di commissione era stata presentata dal gruppo consigliare già lo scorso agosto: “Manca completamente una regia politica: al di là delle inaugurazioni simboliche, questo cantiere presenta incognite inquietanti sui tempi e sulla garanzia di qualità della vita dei cittadini, che non possono ritrovarsi con migliaia di camion in transito nella Valbisagno. Infatti il materiale di scavo, che dovrebbe servire per il ripascimento delle coste e la difesa del litorale e che doveva essere spostato tramite un nastro-trasportatore fino al mare e poi via nave, a causa dei ritardi accumulati dall’opera, si ipotizza che sarà trasferito su camion. Parliamo di circa 350 mila metri cubi di materiale di scavo, da spostare con mezzi che possono caricare meno di 20 metri cubi ciascuno, e non c’è nessun programma sull’organizzazione e regolamentazione di questo trasporto che graverebbe su una viabilità già congestionata e difficile. Ancora una volta questa Giunta fa pagare ai cittadini le conseguenze della sua incapacità di gestire i lavori e di rispettare i tempi. Non solo, mentre a valle scava il TBM, a monte si procederà con esplosioni quotidiane da 350 chili di esplosivo che consentono circa tre metri di avanzamento al giorno. E anche su questo nessun avviso, nessuna informazione o spiegazione di come verranno gestiti questi lavori. Pretendiamo ora trasparenza totale, un cronoprogramma verificabile e un piano straordinario di gestione del cantiere e dei trasporti: la sicurezza del territorio e il rispetto dei cittadini non possono più essere sacrificati all’improvvisazione di questa Giunta”, concludono i consiglieri.
Non si è fatta attendere la replica degli esponenti di maggioranza. “Chi sa fa, chi non sa fare insegna è un vecchio motto preso a modello dal Pd, che ogni volta fa di tutto per non sfatarlo. E anche oggi riescono persino a dar lezioni di sicurezza idraulica e di come si evita che il Bisagno provochi disastri e vittime a Genova. In questo senso, con le amministrazioni da loro guidate, oggettivamente di esperienza ne hanno”. Questa la risposta di Matteo Campora, consigliere regionale di Vince Liguria, componente della Quarta Commissione Territorio e Ambiente.
Che prosegue: “Riescono solo a distruggere e criticare: da un lato dicono che vogliono mandare avanti i lavori e nello stesso tempo si oppongono all’uso di camion e esplosioni. Facciano pace una volta per tutte con le loro stesse idee e stiano dalla parte giusta, cioè quella di un cantiere che va sostenuto in tutto e non osteggiato. I soloni del Pd parlano della tbm, della talpa, senza sapere che nel progetto originario non esisteva nemmeno, ma che è arrivata e ha iniziato a operare grazie a variante progettuale fortemente voluta dalla struttura commissariale regionale. Continuano a non proporre nulla di positivo e a diffondere preoccupazioni e notizie false ai cittadini. Tutto ciò è ancora più grave dopo il sopralluogo di questa mattina che invece ha permesso di certificare e toccare con mano il grande lavoro svolto fino ad ora dalle maestranze impegnate in cantiere. Tutto sempre dimenticando le grandi opere di difesa del suolo realizzate a Genova dalle giunte di centrodestra: su tutte, il secondo e terzo lotto della copertura del Bisagno, che consentono oggi di avere già raddoppiata alla foce la portata del Bisagno”, conclude il consigliere Matteo Campora.




