Abruzzo

Sciopero dei lavoratori Ikea di San Giovanni Teatino, adesione al 40%, fra le ragioni le aperture festive e la flessibilità


È del 40%, secondo fonti sindacali citate dall’Ansa, l’adesione allo sciopero da parte degli addetti del punto vendita Ikea di San Giovanni Teatino, che nella mattinata di venerdì 5 dicembre hanno tenuto un presidio dinanzi alla struttura organizzato dalla Filcams Cgil di Chieti, nell’ambito dello sciopero nazionale proclamato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs dopo il fallimento dell’ultimo tentativo di rinegoziazione del contratto integrativo, scaduto dal 2019, e contro un sistema premiante ritenuto “inaccettabile”. I dati diffusi dall’azienda parlano invece di un’adesione del 10% alla protesta.

 

“Auspichiamo che l’azienda si risieda al tavolo e tenga in considerazione i lavoratori operando una migliore redistribuzione del premio di produzione con la sottoscrizione di un contratto integrativo che non c’è e che non vogliono firmare” dice Daniela Primiterra, segretaria generale della Filcams Cgil Chieti.

 

Tra i motivi dello sciopero nel punto vendita in cui operano circa 150 addetti, ci sono anche le aperture festive e la flessibilità. “L’azienda decide unilateralmente condizioni che peggiorano la situazione dei lavoratori – aggiunge Primiterra – con un peggioramento per i part time involontari e anche per i full time. Le continue richieste di flessibilità con il ricorso al lavoro di domenica e nei festivi sono inaccettabili. I lavoratori non hanno più una vita privata e nessuno di loro riesce ad avere una vita normale al di fuori del punto vendita. Alla Regione Abruzzo chiediamo una regolamentazione più rigida che adesso non c’è: non si può stare aperti tutte le domeniche e tutti i giorni festivi”.

 

In una nota, l’azienda chiarisce alcuni punti sollevati dallo sciopero, “auspicando una pronta ripresa di un dialogo costruttivo con tutte le parti coinvolte”.

 

“Per quanto concerne il premio di partecipazione – spiegano da Ikea – esso costituisce un sistema premiale strettamente correlato al raggiungimento di specifici obiettivi prefissati e condivisi con il sindacato. Purtroppo, il mancato conseguimento di tali obiettivi non consente, per l’anno in corso, di erogare il premio a tutti i co-worker. Rimane il rammarico per non aver raggiunto un accordo per il rinnovo del contratto integrativo che avrebbe consentito a tutti i co-worker di fruire un premio di gran lunga migliorativo rispetto all’attuale sistema premiante”.

Sul fronte del contratto integrativo aziendale, l’azienda rivendica l’impegno, negli ultimi tre anni, “a migliorare ulteriormente le condizioni economiche già riconosciute a tutti i co-worker dall’attuale contratto integrativo, con interventi sia sul versante del welfare che delle maggiorazioni, in Ikea già ampiamente migliorative rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale. Si ritiene che la sottoscrizione di tale accordo per tempo avrebbe consentito a tutti i co-worker di raggiungere benefici economici importanti”.

“Ikea – prosegue la nota – ha costantemente ricercato un confronto con le sigle sindacali e conferma la propria disponibilità a sottoscrivere il contratto in qualsiasi momento, anche con una durata ridotta rispetto alla normale vigenza, sulla base della proposta aziendale, evidentemente migliorativa. Ikea Italia intende inoltre ribadire che la propria strategia di business rimane saldamente allineata all’obiettivo di rendere il brand accessibile alla maggioranza delle persone, anche in un contesto storico in cui tutti i consumi sono significativamente influenzati da molti fattori”.ù

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