Sci, com’è dura per l’Italia del gigante senza Brignone. E le altre squadre volano
Si immaginava che potesse essere dura, ma non così. Un doccia fredda, resa gelata dal vento del ghiacciaio del Rettenbach, questa prima gara azzurra senza Federica Brignone. E Marta Bassino, che ha retto il settore del gigante per qualche anno e a differenza della valdostana sa già che non tornerà in questa stagione.


L’errore di Sofia Goggia
L’apertura della Coppa del mondo a Sölden, primo atto della stagione che porterà alle Olimpiadi di Milano Cortina, è ricaduta completamente sulle spalle di Sofia Goggia, che evidentemente ha sentito la pressione uscendo dal tracciato per prima tra le grandi. Con una dinamica – inforcata di una porta con il braccio destro e scivolamento a terra – che poteva essere pericolosa ma per fortuna non lo è stata, permettendo alla campionessa olimpica 2018 di rialzarsi agilmente. In sua assenza al traguardo, senza nessuna delle tre stelle azzurre nella classifica finale, la migliore è stata la vicentina Asja Zenere, unica qualificata alla seconda manche, diciassettesima alla fine in rimonta di due posizioni con l’11° tempo di manche. Per lei un buon risultato, ma per il resto della squadra una prestazione da incubo, sia per chi frequenta la Coppa da anni come Lara Delle Mea o Elisa Platino, o chi si è appena affacciato come la 19enne Giorgia Collomb.

La prima volta di Scheib, sei americane tra le prime 19
Nell’opening di Sölden festeggia invece l’Austria, che in casa ritrova la vittoria in gigante dopo più di nove ani incoronando Julia Scheib, 27 anni di cui almeno cinque in attesa del grande giorno che finalmente è arrivato dopo infortuni e crisi. Impressionano gli Stati Uniti, non solo con la scatenata Paula Moltzan seconda a 58 centesimi, o la ritrovata (in gigante) Mikaela Shiffrin quarta, ma anche con sei atlete tra le prime 19. Lara Gut-Behrami col terzo posto in rimonta di due posizioni fa già capire che per la Coppa del mondo ci sarà anche lei nell’ultima stagione della sua carriera. Lara Colturi sembra già una veterana a 19 anni e nella prima manche era sui livelli del podio su cui è già salita due volte. C’è tempo prima delle Olimpiadi, con un paio di certezze: Sofia Goggia deve prima scatenarsi nella sua velocità, poi tornerà libera di testa in gigante; anche di fronte a queste difficoltà del team Federica Brignone non perderà di vista i suoi obiettivi: fare il suo percorso, per provare ad arrivare a Cortina da protagonista, senza forzare “sciando solo per sciare”.
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