Schillaci: «Con la piattaforma gestiremo meglio le liste d’attesa, i cittadini segnalino gli abusi»
Orazio Schillaci è forse il primo ministro della Salute a prendere di petto l’emergenza delle liste d’attesa. Ora a un anno e mezzo dall’approvazione del suo piano chiama tutti – dalle Regioni a chi dirige Asl e ospedali – a fare la propria parte perché norme, risorse e strumenti, a partire dalla nuova Piattaforma nazionale sulle liste d’attesa, ci sono.
Cosa risponde a chi la critica dicendo che non si vedono effetti?
Ci sono Regioni che applicano la legge, a esempio aprendo gli ambulatori nei fine settimana, e i risultati ci sono. Ci sono realtà in cui i recall sulle prenotazioni hanno recuperato molte prestazioni che si sarebbero perse. Ci sono strutture che si sono riorganizzate per gestire meglio le agende e aumentare le disponibilità. Chi critica in passato semplicemente ha scelto di non occuparsi del problema. Io l’ho fatto. Parliamo di un fenomeno che in decenni si è cronicizzato e che non si risolve in un batti baleno. Ma se mai si comincia, le cose non cambiano. Oggi ci sono regole chiare, stabilite per legge e in questi anni abbiamo dato anche le risorse
La nuova piattaforma, come dimostrano i dati, è in grado di monitorare i tempi di attesa per singola prestazione in ogni ospedale. Prima non era possibile. Come li userete i dati?
I dati ci aiutano a capire realmente l’andamento dei tempi d’attesa o se ci sono troppe prestazioni in intramoenia, cioè quelle a pagamento per i cittadini. E questo ci permette di sollecitare in modo mirato le Regioni e anche di attivare controlli specifici come abbiamo fatto con i Nas. I cittadini tramite la piattaforma possono consultare i dati a livello nazionale, le Regioni ci hanno chiesto di aspettare prima di pubblicare anche quelli a livello di singola azienda e prestazione. Noi siamo pronti.
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