Scherma, russi in gara con inno e bandiera (ma per ora solo gli juniores)

Via libera, bandiera e inno per gli atleti russi (giovanili) che potranno gareggiare per la prima volta alle gare internazionali di scherma. Una svolta importante, la prima volta in una disciplina di spicco dalla guerra in Ucraina. La Federazione Internazionale di Scherma (Fie) infatti ha autorizzato gli atleti di Russia e Bielorussia delle categorie junior e cadetti a partecipare alle sue competizioni con bandiera, inno e simboli nazionali a partire dal 2026, in seguito a una votazione del suo comitato esecutivo.
La decisione è stata adottata con 19 voti favorevoli e due astensioni e pone fine allo status neutrale che si applicava sinora (anche) ai giovani atleti. L’accordo adesso consente loro di competere individualmente e in squadre organizzate sotto l’egida dell’organismo di governo, con tutti i simboli nazionali, tra cui il nome del Paese, l’abbreviazione ufficiale, la divisa sportiva, la bandiera e l’inno. La misura entra in vigore immediatamente e avrà la sua prima applicazione pratica all’inizio dell’anno, in occasione della Coppa del Mondo juniores di fioretto che si terrà a Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, il 2 e 3 gennaio.
Il presidente della Federazione Russa di Scherma, Ilgar Mamedov, ha confermato che la squadra femminile russa si recherà negli Emirati nella notte del 31 dicembre. “Sono molto lieto che, in vista del nuovo anno, abbiamo ricevuto un documento dalla Federazione Internazionale di Scherma che conferma che i nostri giovani atleti possono rappresentare il loro Paese con tutti i simboli nazionali”, ha dichiarato.
Il cambiamento della Fie (che ha avuto in passato come presidente Usmanov, milionario russo molto vicino al Cremlino) è direttamente collegato alla posizione del Cio, che durante il summit olimpico tenutosi a Losanna sotto la presidenza di Kirsty Coventry ha appoggiato la raccomandazione della sua commissione esecutiva di rimuovere le restrizioni per gli atleti russi e bielorussi nelle categorie junior e cadetti. Dopo l’incontro, la Fie ha richiesto ulteriori chiarimenti e ha ricevuto una risposta esplicita del Cio: “Si raccomanda di tornare al protocollo standard con atleti che partecipano con bandiere, abbreviazioni, uniformi sportive, ecc., a condizione che non vi siano problemi tra la Federazione nazionale e la Federazione internazionale. Tutti gli atleti dovrebbero avere l’opportunità di competere e la partecipazione alle competizioni in qualità di atleta neutrale non è più richiesta”.
La scherma si allinea quindi all’evoluzione in corso, dopo che il Cio ha sottolineato al vertice l’importanza di garantire agli atleti l’accesso alle competizioni senza “interferenze politiche”. Nel suo comunicato successivo, il Cio ha affermato che “la sua applicazione pratica dovrebbe essere ulteriormente chiarita” e ha annunciato che un gruppo di lavoro affronterà la questione. Il vertice ha ribadito che gli atleti hanno il diritto fondamentale di competere liberi da pressioni politiche e, in particolare, ha sostenuto che i giovani non dovrebbero essere ritenuti responsabili delle decisioni dei loro governi. Parole che rappresentano una svolta.
Le sanzioni contro Russia e Bielorussia risalgono all’inizio della guerra in Ucraina nel 2022. Il 28 febbraio di quell’anno, il Cio raccomandò a tutte le Federazioni internazionali di escludere gli atleti di entrambi i Paesi dalle competizioni internazionali, una linea guida applicata quasi all’unanimità. Nel marzo 2023, l’organismo introdusse una prima sfumatura, consentendo il rientro di singoli atleti a condizioni rigorose: non sostenere o aver sostenuto attivamente la guerra e gareggiare senza simboli nazionali, oltre a mantenere il divieto di partecipare alle gare a squadre. La Fie ha seguito queste raccomandazioni e nel marzo 2024 ha revocato il divieto, autorizzando il ritorno degli schermidori russi e bielorussi come neutrali.
La decisione ha suscitato proteste da parte di diverse federazioni, tra cui Germania, Francia e Ucraina, ed ha escluso gli schermidori legati a club militari come Csa e Dinamo. Da allora, le restrizioni sono state gradualmente allentate, soprattutto nelle competizioni individuali, sebbene la piena partecipazione con bandiera e inno non fosse stata ripristinata fino ad ora. Ora arriva questa apertura importante ai giovani atleti. Niente da fare invece per Milano.Cortina 2026, la guerra è ancora in corso. Russi e bielorussi potranno partecipare solo come netrali, se avranno superato tutte le selezioni. Non saranno comunque molti (a Parigi 2024 c’erano stati 15 atleti russi e 17 bielorussi, tutti rigorosamente “Ain”, cioè neutrali). Il Comitato olimpico russo è sospeso dall’ottobre 2023. Solo la fine della guerra, o una tregua, potrebbe aprire adesso altre porte.
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