Abruzzo

Scene da far west, città sempre più insicura


«Chi mi conosce sa che da almeno 20 anni a questa parte mi sono sempre occupato di sicurezza urbana e lotta alla criminalità e ho condotto battaglie indifferentemente contro le precedenti amministrazioni di centrosinistra così come contro l’attuale di centrodestra alle quali imputo responsabilità politiche ben definite. La priorità di una amministrazione comunale, e quindi di un sindaco, dovrebbe essere quella di tutelare i propri cittadini e quindi porre in essere misure che possano garantire la sicurezza urbana. Registrare scene da far west, dove titolari di un ristorante vengono brutalmente aggrediti da balordi e criminali, senza un valido motivo, fanno sicuramente pensare a una guida politica gravemente carente sul tema della sicurezza urbana». 
A scrivere è Domenico Pettinari, capogruppo del movimento Pettinari Sindaco e candidato sindaco nelle elezioni che vedranno tornare alle urne i pescaresi di 23 sezioni come stabilito dalla sentenza del Consiglio di Stato.

Pettinari prosegue: «La situazione tragica accaduta ieri sera (sabato 24 gennaio, ndr) ai danni di un noto ristoratore, l’ennesima della nostra città, non può non riaccendere la riflessione su un tema tanto caro quanto determinante per la nostra gente». 

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Il consigliere comunale e candidato sindaco aggiunge: «Assume maggior rilevanza se si pensa la nostra città è sempre più insicura con un governo nazionale di destra, un governo regionale di destra e un sindaco di destra, nonostante i proclami e la becera propaganda elettorale della destra italiana. Credo di aver qualche titolo per parlare di sicurezza avendo io rischiato più volte la mia vita contro la criminalità. A mio modestissimo parere Pescara ha necessità di alcune misure per soprattutto prevenire atti delittuosi. La prima cosa da fare è incrementare il numero degli uomini delle forze dell’ordine e far coincidere a ogni pensionamento un rimpiazzo certo. Incrementare gli uomini significherebbe garantire almeno la copertura dei quattro quadranti della città con quattro pattuglie e, questo, potrebbe essere fatto con l’innalzamento della questura a rango superiore. Altra misura necessaria è quella di dislocare, nelle zone a rischio della città, unità appiedate che possano svolgere presidi dinamici. Queste unità possono essere miste (polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale) e coadiuvate da personale dell’esercito e quindi dall’attivazione del presidio “strade sicure” come in altre città italiane. Il combinato disposto di questi provvedimenti, laddove assunti, garantirebbe sicuramente un maggior controllo del territorio prevenendo atti criminali a discapito dei cittadini». 

Questa la conclusione di Pettinari: «La domanda delle domande è: a chi dovrebbe competere garantire tutto ciò? Semplice. Il governo centrale e il sindaco sono gli unici a poter disporre queste iniziative. Davanti a questa inerzia politica dell’amministrazione comunale e soprattutto dei parlamentari di centro destra pescaresi che non sono nemmeno riusciti a far attivare l’operazione “strade sicure” a Pescara, ci rivolgiamo, con la massima stima e con grande speranza, al nuovo prefetto di Pescara affinché possa sopperire alla colpevole assenza politica e fornire il giusto impulso e indirizzo per ristabilire sicurezza e pace sociale nella nostra città. In centro come in periferia».


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