«Scendo in campo per passione»
SAN BENEDETTO Salta la riunione di Fratelli d’Italia in assenza della convergenza del direttivo su Gianni Balloni, Fede strappa una maggioranza risicata dell’Unione Pd con una forte minoranza contraria mentre tutto il mondo moderato e civico sposa il progetto politico di Nicola Mozzoni. Infine ufficializza la sua candidatura a sindaca la notaia Maria Elisa D’Andrea.
L’annuncio
Dopo settimane di attesa e annunci è stata ufficializzata la candidatura a sindaco di lady Samb ovvero la notaia Maria Elisa D’Andrea, moglie del presidente rossoblù Vittorio Massi, che si presenta con una sua lista civica. «San Benedetto – afferma D’Andrea – è diventato il mio posto del cuore. Oramai la conosco bene questa città: le sue passioni, le sue eccellenze, il suo calore. Purtroppo conosco anche i suoi difetti e mi fa male dire che in questi anni l’ho vista cambiare tanto. E’ cambiata dal punto di vista del turismo, con cali costanti e continui di presenze. E’ cambiata nel senso di sicurezza, con quel timore di passeggiare la sera che prima non avevo. Gli amministratori che si sono succeduti alla guida della nostra città non sono stati in grado di leggerne e soddisfarne i bisogni, neanche quelli più elementari, quelli più immediati. Per questo che ho deciso di smettere di stare a guardare e mettere a disposizione le mie competenze e la mia passione. Per questo ho preferito mettermi in gioco e lavorare per il benessere di questo posto stupendo e per il futuro dei nostri figli. Per questo ho deciso, alle prossime elezioni comunali, di candidarmi al ruolo di sindaco».
Il terzo polo
Intanto avanza il terzo polo, che converge sulla candidatura di Mozzoni.
Ad approdare nella civica del presidente dell’Assoalbergatori sono Centro civico popolare che ha sciolto le riserve proprio martedì sera, Luigi Anelli con la sua lista “Voce nuova”, l’ex vice sindaco Tonino Capriotti mentre si registra un ritorno sulle scene politiche dell’ex vice sindaco Antimo Di Francesco. Sul tavolo anche il nome dell’ex assessore Domenico Pellei ma la coalizione sarebbe più propensa a designare come candidato sindaco l’imprenditore turistico.
Le polemiche
Intanto nel centrosinistra martedì sera l’Unione si è espressa con 19 voti a favore e 15 contrari per la candidatura a sindaco di Giorgio Fede. Ma la minoranza non è rimasta a guardare infatti ha presentato un documento in cui si invoca un allargamento a tutte le forze civiche, riformiste, ambientaliste e centriste che non si riconoscono nella destra. «Siamo profondamente convinti – affermano i 15 della minoranza dem – che una coalizione ristretta non sia sufficiente. Senza un allargamento alle “forze buone” e alle migliori energie del territorio, la nostra proposta risulterebbe debole e poco attrattiva per i cittadini. Solo costruendo un campo largo e plurale potremo ambire concretamente a governare la città con la competenza e la forza necessarie. Infine, ribadiamo di non avere nessuna preclusione verso alcun candidato, purché sia frutto di una scelta condivisa e che questa non possa essere fatta a colpi di risicate maggioranze, visto che costituirebbe un vulnus gravissimo oltre ad una chiara assunzione di responsabilità da parte della segreteria». Che significa tutto questo? Che nei prossimi giorni la minoranza del partito, capeggiata da Fabio Urbinati, potrebbe chiedere a Fede un mandato esplorativo per conoscere quante liste effettivamente sarebbero sul suo nome.
Il centrodestra
Martedì sera era previsto anche un incontro del direttivo di Fratelli d’Italia annullato solo qualche minuto prima. Era chiamato a scegliere tra Gianni Balloni, Giuseppe Formentini, Luigi Cava e Pierluigi Tssotti. Balloni però non avrebbe avuto la maggioranza visto che i voti sarebbero stati 4 per Balloni, 5 per Tassotti e 2 per Cava. Molto probabilmente ci sarà l’intervento del governatore Francesco Acquaroli. E non si esclude che ci potrebbe essere una convergenza del centrodestra su Mozzoni anche se gli azzurri potrebbero non condividere questa scelta.




