Cultura

Scattered Purgatory – Post Purgatory

Gli Scattered Purgatory sono un duo taiwanese che, per propria ammissione, mira a tracciare una “via orientale” a un sound profondamente contaminato. La loro proposta fonde elementi post-rock, jazz, noise, trip hop, drone e krautrock, innestandoli su strutture tutto sommato regolari considerando le premesse.

Credit: Bandcamp

Il loro nuovo album, intitolato “Post Purgatory”, si rivela una rappresentazione fedele delle ambizioni del gruppo: atmosfere fumose e tenebrose fanno da cornice a evoluzioni sonore stratificate e spesso imprevedibili. Nonostante la scelta di Lu Li-Yang e Lu Jiachi di cantare nella propria lingua madre, il disco mantiene un forte sapore occidentale, creando un ponte affascinante tra culture diverse.

Dallo scontro tra mondi opposti, solo all’apparenza inconciliabili, prende forma una peculiare mescolanza di ritmi e melodie che, grazie all’approccio rigorosamente minimal del duo, non risulta mai pesante o ridondante.

Tuttavia, il disco vive di momenti alterni. A tratti emerge un certo disorientamento, poiché non sempre la direzione dei due musicisti di Taipei appare nitida. Il focus tende a perdersi soprattutto nei brani dove la chitarra elettrica assume il ruolo di protagonista: in questi passaggi, la natura rock del progetto sembra non essere ancora perfettamente a fuoco (fatta eccezione per l’intrigante “Above The Clouds”, dalle dense sfumature shoegaze).

Al contrario, la band appare molto più a proprio agio quando esplora le coordinate di un’elettronica elegante e conturbante che deve molto al trip hop degli anni ’90, come dimostrano le ottime “Wunai” e “Moonquake”.

Nel complesso, “Post Purgatory” si fa apprezzare per la sua anima cosmopolita e la permeabilità alle influenze più disparate. Si tratta di un’opera radicalmente legata al contesto asiatico, eppure perfettamente fruibile da un pubblico internazionale. Non rivoluzionaria, forse, ma piacevolmente eccentrica.


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